Distretto del cibo, in Sicilia è già boom di adesioni - QdS

Distretto del cibo, in Sicilia è già boom di adesioni

Michele Giuliano

Distretto del cibo, in Sicilia è già boom di adesioni

martedì 18 Giugno 2019 - 00:00
Distretto del cibo, in Sicilia è già boom di adesioni

Si creano le prime grandi aggregazioni territoriali con l’obiettivo di valorizzare le produzioni e renderle più competitive sui mercati

PALERMO – I distretti del cibo sembrano essere il futuro della produzione agricola di qualità in Sicilia. E in molti, che ne comprendono l’importanza, si stanno muovendo per creare grandi aggregazioni territoriali.

Uno di questi apparati sta sorgendo nella Sicilia occidentale, e vede coinvolti Partinico e il suo hinterland, tra enti pubblici, associazioni e vari altri attori interessati a questo riconoscimento. Si sono già tenuti tre incontri a cui hanno partecipato oltre al Comune di Monreale diversi altri enti locali del comprensorio, i Gal Golfo di Castellammare e Terre Normanne, le imprese che operano nel settore agroalimentare e tutti i soggetti interessati a fare parte del nascituro Distretto del cibo.

L’organismo, che dovrà essere riconosciuto dall’assessorato regionale dell’Agricoltura, avrà lo scopo di promuovere lo sviluppo territoriale, salvaguardare il paesaggio rurale e il territorio nel suo complesso, favorire l’integrazione tra le diverse attività agricole ed agroalimentari, valorizzare le produzioni agroalimentari di qualità, favorire l’aggregazione delle filiere agroalimentari con imprese di altre filiere produttive. “Le principali risorse del territorio – sostiene il consigliere comunale di Partinico Renzo Di Trapani, tra i promotori di questa aggregazione – sono indubbiamente l’agroalimentare e il turismo che, integrandosi sinergicamente nella costituzione del Distretto del cibo, possono dare un significativo impulso allo sviluppo del nostro comprensorio”.

Anche nella Sicilia orientale ci si sta attrezzando per costituire un distretto del cibo nella zona di Caltanissetta. L’attività prosegue in due direzioni: da un lato la costituzione della “rete di imprese soggetto” che presenterà l’istanza, dall’altro l’accordo di Distretto con tutti i soggetti coinvolti, compresi i Gal. Nel corso dell’ultima riunione, al comune di Caltanissetta, del Comitato proponente del Distretto delle filiere del cibo siciliano, è stata data delega temporanea per l’interlocuzione esterna a Federica Argentati (Presidente Distretto Agrumi di Sicilia), Nino Carlino (Presidente del Distretto Pesca e Crescita Blu) e Francesco Ancona (in rappresentanza delle produzioni biologiche). Al termine di un lungo dibattito è stato deciso di costituire una “rete di imprese soggetto” quale strumento proponente l’istanza al bando regionale per il riconoscimento del Distretto delle filiere del Cibo siciliano. All’incontro ha preso parte anche un tecnico super partes esperto in reti di imprese, l’avvocato Rosalia Capone, alla quale è stata richiesta una stima dei costi relativi alla prestazione professionale e alle spese necessarie alla costituzione della “rete di imprese soggetto”.

Una consapevolezza che attraversa tutta l’Isola, quella del bisogno, per emergere, di un brand unico. Perché venire in Sicilia o gustare i suoi prodotti a casa diventi una esperienza di pari valore, e il cibo diventi testimonianza della storia e cultura del popolo isolano, rendendo il Made in Sicily un marchio riconosciuto ed apprezzato.

Ai distretti del cibo siciliano in molti, compreso l’assessorato regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea, attribuiscono un ruolo strategico per promuovere lo sviluppo territoriale e salvaguardare il paesaggio rurale, favorire l’integrazione tra le diverse attività agricole, agroalimentari, di promozione e salvaguardia complessiva del territorio e valorizzare le produzioni agroalimentari di qualità anche favorendo l’aggregazione delle filiere agroalimentari con imprese di altre filiere produttive.

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