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Diversi lavoratori irregolari nelle aziende agricole, scattano sanzioni nel Trapanese

Diversi lavoratori irregolari nelle aziende agricole, scattano sanzioni nel Trapanese
I controlli dei finanzieri di Marsala

Le ispezioni hanno interessato tre esercizi attivi nel settore agricolo, uno dei più soggetti al lavoro sommerso

Il comando provinciale della Guardia di Finanza di Trapani ha scoperto ben diciannove lavoratori irregolari nel corso di mirati controlli in tre aziende agricole tra i comuni di Marsala e Petrosino contro il lavoro sommerso, soprattutto nel settore primario, uno dei più soggetti al fenomeno.

Diversi lavoratori irregolari tra Marsala e Petrosino in aziende agricole

I finanzieri della compagnia di Marsala, su quaranta lavoratori identificati, ne hanno trovati quindici impiegati totalmente “in nero“. Niente contratto regolare, niente tutele previdenziali e assicurative previste dalla legge. Tra l’altro, tra i lavoratori in nero c’era anche un percettore di assegno di inclusione. Misura che, è ben noto, è riservata alle fasce deboli della popolazione e ai soggetti in condizione di particolare fragilità socio-economica. Per questo lavoratore in particolare è stata fatta comunicazione all’INPS per consentire il blocco dell’erogazione e il recupero dei contributi concessi in assenza del rispetto delle condizioni previste.

Altri quattro lavoratori irregolari, secondo quanto ricostruito dalle Fiamme Gialle marsalesi, ricevevano infatti le retribuzioni in contanti. Condizione che viola l’obbligo della tracciabilità finanziaria dei pagamenti.

I provvedimenti

A seguito degli accertamenti, i finanzieri hanno contestato violazioni che prevedono sanzioni amministrative per oltre 40mila euro. Sono state inoltrate all’Ispettorato del Lavoro anche due proposte di sospensione per le attività imprenditoriali che hanno impiegato “in nero” oltre il 10% della forza lavoro in azienda.

Secondo l’ultimo report della Cgia di Mestre, di giugno 2026, la Sicilia è la terza regione per percentuale di lavoro irregolare (6,4%) dopo Calabria (8,3%) e Campania (7%). La media nazionale, per fare un paragone, è al 4%. Dei 2.608.600 occupati non regolari stimati in Italia dall’Istat, 979.500 sono nel Mezzogiorno. E la situazione più critica – se si guarda ai settori dove l’irregolarità è tutt’altro che un fenomeno isolato – è nei settori della cura della persona (tasso di irregolarità superiore al 48%) e dell’agricoltura (20,8%).

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