Dl Aiuti ter, Governo può sostituirsi a Comuni su smaltimento rifiuti - QdS

Dl Aiuti ter, il Governo può sostituirsi ai Comuni per lo smaltimento dei rifiuti

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Dl Aiuti ter, il Governo può sostituirsi ai Comuni per lo smaltimento dei rifiuti

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sabato 17 Settembre 2022 - 15:33

Il Consiglio dei ministri avrà modo di nominare un commissario ad acta in quei Comuni che non realizzeranno impianti per smaltimento dei rifiuti.

I Comuni non provvedono alla realizzazione degli impianti per lo smaltimento dei rifiuti? Lo farà il Governo. Si tratta della norma contenuta nel Dl Aiuti ter, approvato ieri dal Consiglio dei ministri. Roma, come è decritto nel testo del decreto-legge, potrà sostituirsi ai Comuni che non provvederanno alla creazione delle strutture.

“Nei procedimenti autorizzativi non di competenza statale – si legge all’articolo 23 del Decreto legge – relativi a opere, impianti e infrastrutture necessari ai fabbisogni impiantistici individuati dal Programma nazionale per la gestione dei rifiuti e dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, ove l’autorità competente non provveda sulla domanda di autorizzazione entro i termini previsti dalla legislazione vigente, il presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della Transizione Ecologica, assegna all’autorità medesima un termine non superiore a quindici giorni per provvedere“.

“In caso di perdurante inerzia su proposta del presidente del Consiglio dei ministri o del Ministro della Transizione Ecologica, sentita l’autorità competente, il Consiglio dei ministri nomina un commissario ad acta, al quale attribuisce, in via sostitutiva, il potere di adottare gli atti o i provvedimenti necessari“, si legge ancora.

La nuova norma applica agli impianti di smaltimento rifiuti quei poteri sostituivi del Governo che sono già stati attribuiti in materia di fonti di energia rinnovabili.

Il Consiglio dei ministri può avocare a sé le procedure autorizzative per le centrali eoliche e fotovoltaiche, spesso bloccate da veti paesaggistici delle Soprintendenze del Ministero della Cultura, e autorizzarle autonomamente.

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