La notizia delle disposizioni di arresto domiciliare per il deputato forzista Riccardo Gallo Afflitto è un’altra tegola sulla testa del governo Schifani che proprio nel corso della prossima seduta d’Aula dovrà relazionare Sala d’Ercole sullo stato di attuazione del programma di governo. Le vicende giudiziarie esulano dai temi della relazione previsti dalla legge regionale 26 del 28 ottobre 2020, ma il confronto tra il governatore e la deputazione regionale – di opposizione ma non solo – si preannuncia comunque teatro di frizioni e scintille. Sulla “vigilanza” della trasparente e corretta amministrazione della cosa pubblica da parte della politica, a opera del governo regionale, aveva già fatto un richiamo anche il procuratore generale della Corte dei Conti Romeo Ermenegildo Palma in occasione della recente udienza di parifica del rendiconto 2023. Palma aveva tra l’altro fatto esplicito riferimento al caso Cefpas, l’ente di formazione professionale per la Sanità siciliana che, divenuto centro di attenzione della magistratura, ha infine condotto il deputato regionale di Forza Italia ai domiciliari. Adesso saranno i deputati a scoccare frecce al curaro all’indirizzo del presidente della Regione, sostenuto da una maggioranza con un importante numero di indagati, rinviati a giudizio, ristretti ai domiciliari, e con una lunga serie di riforme naufragate nel mare mosso del Parlamento siciliano.
“Arresti e scandali in giunta Schifani non fanno più notizia”
Gli avvisi di messa in mora non sono tardati e oggi, alla notizia della disposizione cautelare nei confronti del deputato azzurro agrigentino, in vista della presenza in Parlamento del presidente Renato Schifani è stato riproposto il tema della questione morale dal coordinatore regionale e dal capogruppo del Movimento 5 stelle all’Ars. “La notizia è che arresti e scandali nella maggioranza di Schifani non fanno quasi più notizia”, affermano Nuccio Di Paola e Antonio De Luca in premessa prima di rincarare la dose: “L’arresto del deputato del partito del presidente Schifani, Gallo Afflitto, in molti casi non ha nemmeno conquistato l’apertura dei giornali online, ridimensionato dalla ripetitività con cui arresti, inchieste e scandali di vario tipo investono la maggioranza di Schifani”. “Il presidente della Regione, ovviamente, muto. Il vero afflitto di questa vicenda – proseguono Di Paola e De Luca – probabilmente è lui, che rischia di passare alla storia non solo per aver guidato uno dei governi più disastrosi e improduttivi di sempre, ma anche una delle maggioranze più inquisite”.
L’opposizione: “Martedì Schifani in Ars dovrà rendere conto della questione morale a tutti i siciliani”
I due esponenti del Movimento guardano quindi già a martedì pomeriggio, quando Renato Schifani sarà al cospetto di Sala d’Ercole. Nel paniere della pubblica accusa parlamentare a cinque stelle non c’è però soltanto Gallo Afflitto, ma anche il precedente forzista Michele Mancuso, l’alleato anch’esso ai domiciliari Totò Cuffaro e i rinviati a giudizio dell’alleato primario di coalizione Fratelli d’Italia con l’assessore regionale al Turismo Elvira Amata e il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno. “Schifani, comunque, non può far finta di nulla: della questione morale deve rendere conto anche ai siciliani martedì all’Ars, nella sua relazione annuale. Non ci venga a raccontare una Sicilia che non esiste, dove l’economia, a parole, correrebbe al galoppo, mentre i siciliani non riescono ad arrivare a fine mese. Intanto solleciti la calendarizzazione della nostra mozione di censura – concludono Nuccio Di Paola e Antonio e Luca – nei confronti della deputata Amata, che continua a gestire uno dei più importanti assessorati siciliani pur essendo sotto processo”.
Barbagallo (PD): “Schifani faccia un passo indietro”
Anche il Partito democratico non fa sconti al presidente della Regione siciliana e alla coalizione di centrodestra. Il segretario regionale del Pd, Anthony Barbagallo, passa direttamente alla richiesta di dimissioni ancora prima di ascoltare il governatore in Aula: “Il caso Cefpas è la perfetta cartina di tornasole del metodo di costruzione e gestione del consenso da parte del centrodestra che sostiene il governo Schifani. E la decisione del gip di Caltanissetta non fa altro che confermare l’esistenza di un sistema basato proprio sull’errata concezione con cui certi politici intendono la cosa pubblica: ovvero piegarla e utilizzarla per i propri fini personali. È un dato, quello sulla corruzione, su cui Schifani non può continuare a fare spallucce. Il Pd chiede ancora una volta a Schifani di fare un passo indietro di fronte a una platea di indagati e rinviati a giudizio che non ha eguali nella storia del parlamento siciliano”.
Giorgio Assenza (FdI): “Responsabilità penale è personale”
“Riguardo le vicende penali, io faccio l’avvocato da quarantacinque anni e quindi le vicende penali le lascerei fuori dalla politica perché anche quelle che possono apparire più chiare e gravi in molti casi si risolvono in una bolla di sapone”, dice il capogruppo di Fratelli d’Italia all’Ars Giorgio Assenza. Il capogruppo del partito della premier sottolinea che “la responsabilità penale è chiaramente personale” e si rivolge per il tramite del nostro giornale al campo largo dell’Ars: “Gradirei che l’opposizione non facesse l’opposizione su queste vicende”. Martedì il presidente Schifani “farà la sua relazione parlando dell’azione di governo – dice Giorgio Assenza – e ritengo che i risultati ottenuti sono sotto gli occhi di tutti, soprattutto in tema di risanamento del bilancio e di attrazione dei capitali da investimenti anche da fuori regione, di aumento del Pil che è il più alto tra tutte le regioni d’Italia, i risultati in tema di occupazione e la riduzione dell’esodo dei giovani che anzi cominciano a tornare in Sicilia. Io mi baserei sui dati di fatto”. Tra i dati di fatto enunciati dal capogruppo di Fratelli d’Italia all’Ars ci sono anche “i dati del Turismo che parlano di una Sicilia meta turistica di assoluta attrazione a livello nazionale ed internazionale e tutti gli interventi fatti a sostegno dell’agricoltura e della piccola e media impresa”. Sull’attuazione del programma però ci sono anche le riforme naufragate in Parlamento, che riguardano la maggioranza di governo e non il governo nel suo specifico operato. “Questo è vero, c’é stata qualche difficoltà – dice il capogruppo Assenza – di approvazione di alcune riforme, ci sono punti di vista anche diversi. Per esempio sulla dirigenza si è partiti in una maniera e credo ci si accorderà in modo diverso adottando le due fasce invece della fascia unica ed aprendo soprattutto ai concorsi esterni con una riserva per gli interni. Quindi, evidentemente dando anche la possibilità a chi non è dipendente dell’amministrazione di partecipare ai concorsi ed accedere anche ai ruoli direttivi della Regione”. Secondo Giorgio Assenza “c’é tanta carne al fuoco”, e l’auspicio del capogruppo è che “in quest’ultimo anno di legislatura si riesca a fare qualcosa di serio”.
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