Draghi, finalmente uno che decide da solo - QdS

Draghi, finalmente uno che decide da solo

Carlo Alberto Tregua

Draghi, finalmente uno che decide da solo

mercoledì 03 Marzo 2021 - 00:00

Rimossi Borrelli e Arcuri

La rimozione senza alcuna parola di Angelo Borrelli da capo della Protezione Civile come la sostituzione di Fabrizio Curcio, nonché quella di Domenico Arcuri, commissario straordinario tuttofare, col generale Francesco Paolo Figliuolo, denotano una determinazione da parte del Presidente Draghi, frutto della sua autorevolezza, sconosciuta al precedente Presidente del Consiglio.
Draghi, sin dalle prime mosse (nomine dei ministri e dei sottosegretari, sostituzione dei vertici, azione con la presidente della Commissione per l’accelerazione della fornitura dei vaccini ed altre), ha dimostrato di essere una persona che finalmente decide da sola, dopo le opportune consultazioni. Tutto il contrario di alcuni descamisados che si sono opposti e si oppongono a chi deve fare il capo, dicendo che per loro non è accettabile uno solo al comando.
La verità è che non c’è struttura, aggregazione di persone, mezzi come navi, aerei e treni che non abbiano bisogno di un comandante, senza del quale le cose non possono funzionare.

Ci auguriamo che Draghi abbia spinto la Von der Leyen ad un’azione di forza nei confronti dei produttori di vaccino, che ora sono diventati sette (Pfizer/BioNTech, CureVac, Novavax, Sputnik, AstraZeneca, Moderna, Johnson & Johnson), affinché anche per sei o otto mesi rinunzino ai brevetti, in modo da consentire alle industrie nazionali, come quelle locali, di metterli in produzione entro quattro mesi.
Nel mondo c’è disperato bisogno dell’anti Covid-19. Ne occorrono due o tre miliardi di dosi e forse anche di più e le industrie farmaceuti non sono in condizione di produrne rapidamente, ecco perché si dovrebbero accontentare di guadagnare di meno, consentendo ad altri di utilizzare i loro brevetti.
Non sappiamo se la Commissione europea riuscirà in questo filone, mentre riteniamo che gli Stati Uniti non faranno nulla a riguardo, in quanto intenderanno proteggere le loro industrie, anche perché queste stanno destinando la maggior parte delle dosi proprio a quel Paese.
Se non si procede rapidamente alla vaccinazione di massa non si potrà rimettere in moto l’economia, soprattutto nel versante turistico, ma anche quello degli affari, nel quale gli spostamenti da un Paese all’altro, o da una regione all’altra, sono assolutamente necessari.
L’umanità ha bisogno di innovazione, che è figlia della creatività, ma ha bisogno di persone in gamba, guidate dai principi etici per potere crescere e svilupparsi in armonia con il sistema mondiale della convivenza fra i popoli.
Ecco il momento di dimostrare questa capacità, cioé di rinunziare a una parte dei propri egoismi e dei propri interessi per venire incontro, appunto, alle esigenze dell’intera umanità.
Non sappiamo se le industrie farmaceutiche – detentrici dei brevetti, certo frutto di notevoli investimenti per la ricerca antecedente – siano in condizione di rinunciare ad una parte dei loro profitti. Certo è che è ormai chiaro come l’urgenza di avere disponibili i vaccini sia un interesse superiore a qualunque altro. Ecco perché, quando i soggetti privati non hanno la capacità di rispettare interessi generali, devono intervenire le istituzioni, che hanno appunto il compito di tutelarli, anche se è nota la capacità di pressione delle industrie sui governi.

Draghi ha portato nelle sue stanze e all’esame di un piccolo gruppo di suoi consulenti di fiducia il Recovery Plan. Come stia procedendo e quali siano le linee di fondo non è noto a nessuno e questa è una forza del presidente del Consiglio. Il bello è che nessuno reclama e che tutti aspettano le sue decisioni.
Insomma, vi è un cambio di passo e di funzionamento dei partiti della coalizione (tutti quelli esistenti in Parlamento, tranne Fratelli d’Italia), i quali hanno capito che questa volta con l’ex presidente della Bce non si scherza ed hanno anche capito che non è con gli strumenti mediatici che gli si possa far cambiare idea o linea di rigore e di riservatezza.
L’opinione pubblica è stufa di sentire strillare questo o quello per proprio tornaconto in una sorta di propaganda continua. Quindi ha preso con favore questa condotta del Presidente del Consiglio, dimostrata secondo i sondaggi della sua alta popolarità, ben superiore a quella di Conte.
Ciò significa che quando vi è un vero leader al comando, è ben accetto da tutti. Altro che inutili ed inconcludenti discussioni continue. Amen.

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