Draghi “Scuola in presenza è priorità, serve prudenza ma anche fiducia” - QdS

Draghi “Scuola in presenza è priorità, serve prudenza ma anche fiducia”

redazione

Draghi “Scuola in presenza è priorità, serve prudenza ma anche fiducia”

lunedì 10 Gennaio 2022 - 19:34
ROMA (ITALPRESS) – “Dobbiamo affrontare l’anno appena cominciato con realismo, prudenza ma anche fiducia e unità”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi. Una conferenza stampa aperta con una premessa: “Non rispondo a domande su futuri sviluppi, sul
Quirinale o altro”.
“Abbiamo tutti i motivi per pensare che riusciremo anche stavolta ad affrontare le sfide che abbiamo di fronte”, ha spiegato il premier.
“Il governo sta affrontando la sfida della pandemia e della diffusione di varianti molto contagiose con un approccio diverso rispetto al passato. Vogliamo essere cauti ma vogliamo anche minimizzare gli effetti economici, sociali, e sui giovani che hanno risentito delle chiusure più degli altri dal punto di vista psicologico e della formazione”, ha proseguito Draghi, ribadendo che per il Governo “la scuola in presenza è una priorità”.
“La scuola è fondamentale per la democrazia del Paese, va tutelata e protetta, non va abbandonata. Oggi è cominciato l’anno scolastico e ringrazio tutti per i loro sforzi che andranno avanti nei prossimi mesi – ha sottolineato il premier -. Tenere le scuole chiuse vuol dire alimentare le diseguaglianze tra chi sta in Dad e chi no, tra nord e sud, diseguaglianze che si rifletteranno sul futuro della loro vita lavorativa”.
“Le decisioni del Governo sono prese in base ai dati. Nel 2021 il numero dei morti era ancora alto ma inferiore al 2020 nonostante le riaperture, l’economia ha visto una crescita di oltre il 6% a fronte del calo dell’anno precedente del 9% – ha detto ancora Draghi -. Le scuole avevano riaperto a metà aprile e oggi dopo Natale come quelle degli altri grandi paesi europei. Le politiche di questo Governo, come quello sullo smart working, sono coerenti con questa strategia, siamo stati i primi a introdurre l’obbligo vaccinale per alcune categorie professionali e per gli over 50 perchè sulla base dei dati sappiamo che corrono maggiori rischi. Gli ospedali sono ora sotto pressione a causa dell’effetto della malattia sulla popolazione non vaccinata, i degenti in terapia intensiva sono per due terzi non vaccinati”.
(ITALPRESS).

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