Roma, 27 mag. (askanews) – Eat Europe accoglie con grande favore l’iniziativa presentata ieri da Austria, Francia e Italia, e sostenuta da diversi Paesi dell’UE, durante la discussione del Consiglio Agrifish sul rafforzamento del quadro europeo relativo all’etichettatura obbligatoria dell’origine dei prodotti alimentari. I messaggi emersi in sede Agrifish indicano finalmente con chiarezza la direzione da seguire: una revisione mirata del Regolamento (UE) n. 1169/2011 per estendere l’obbligo di indicazione dell’origine a tutti i prodotti alimentari, compreso l’ingrediente primario degli alimenti composti, richiedendo che sulle etichette sia indicato il luogo di provenienza, inteso come il luogo in cui il prodotto agricolo o l’ingrediente principale è stato coltivato o allevato.
Non si tratta, sottolinea Eat Europe, di creare ulteriori oneri amministrativi o costi inutili. Al contrario, “si tratta di rafforzare la consapevolezza dell’importanza degli alimenti locali, stagionali e naturali, affrontando al contempo il crescente impatto degli alimenti ultra-processati e generando nuove fonti di reddito per gli agricoltori europei. Solo attraverso una filiera pienamente trasparente possiamo migliorare le condizioni degli agricoltori e tutelare la salute dei consumatori europei”.
“È incomprensibile che alcune organizzazioni che affermano di rappresentare gli interessi dei produttori primari continuino a difendere il sistema di etichettatura dell’origine ‘UE/non UE’, vuoto e fuorviante, che non apporta alcun valore aggiunto agli agricoltori né fornisce informazioni significative ai consumatori”, commenta Luigi Scordamaglia, presidente di Eat Europe, che invita le istituzioni europee ad agire senza ulteriori ritardi attraverso tutte le necessarie modifiche normative, per realizzare un quadro armonizzato atteso da troppi anni.

