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Ebola, l’allarme: “L’epidemia non è sotto controllo, urgente l’uso dei test molecolari”

Ebola, l’allarme: “L’epidemia non è sotto controllo, urgente l’uso dei test molecolari”
Foto Adnkronos

Sul caso, spiega all’Adnkronos Salute Ciccozzi: “L’Oms sta collaborando con i responsabili di altre agenzie per accelerare trial su vaccini candidabili, su possibili trattamenti e su specifici test diagnostici in fase di sviluppo”.

L’epidemia di Ebola in Africa centrale porta in primo piano l’uso di nuovi strumenti digitali nel campo della prevenzione e dell’epidemiologia: uno su tutti è l’intelligenza artificiale.

“Oggi l’intelligenza artificiale (Ia) è principalmente presentata come uno strumento predittivo. Tuttavia, la sola previsione non colma il divario cognitivo se le istituzioni rimangono incapaci di sintetizzare operativamente la realtà in rapida evoluzione. Un’applicazione più rilevante dell’Ia potrebbe essere quella di un’infrastruttura cognitiva in tempo reale: sistemi in grado di integrare continuamente flussi di sorveglianza eterogenei (sequenze genomiche, referti sanitari, indicatori di mobilità, social media, sistemi di allerta transfrontalieri), ricostruendo una rappresentazione operativa coerente in condizioni di incertezza. Tali sistemi non sostituirebbero gli epidemiologi, ma ne amplierebbero la consapevolezza della situazione. L’attuale epidemia dimostra questa necessità”. E’ l’analisi è firmata da: Francesco Branda e Massimo Ciccozzi dell’università Campus Bio-Medico di Roma; Fabio Scarpa e Giancarlo Ceccarelli dell’università di Sassari; Mohamed Mustaf Ahmed, Simad University di Mogadiscio (Somalia); Zhinya Kawa Othman, Chulalongkorn University di Bangkok; Ntuli A. Kapologwe, università Sapienza di Roma. L’approfondimento è stato inviato a ‘The Lancet Global Health’ e che viene riportata dall’agenzia Adnkronos.

Ciccozzi ad Adnkronos: “L’epidemia non è sotto controllo”

Non è un’epidemia sotto controllo – spiega all’Adnkronos Salute Ciccozzi – perché ci sono continue guerre, perché la popolazione è affamata, perché gli aiuti umanitari sono non sufficienti. E’ probabile che l’epidemia possa andare oltre i confini dell’Uganda e della Repubblica democratica del Congo. Cosa fare? E’ urgente l’uso di test molecolari rapidi per capire se una persona è in fase di incubazione del virus – che dura dai 2 ai 10 giorni – perché la sintomatologia è simile all’influenza e alla malaria e questo può ingannare. Poi serve l’azione del cordone sanitario e rintracciare il prima possibile i contatti del positivo. Il ceppo di Ebola responsabile dell’epidemia è il Bundibugyo, per il quale non sono disponibili vaccini o trattamenti. L’Oms sta collaborando con i responsabili di altre agenzie per accelerare trial su vaccini candidabili, su possibili trattamenti e su specifici test diagnostici in fase di sviluppo”.

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