Ecco i vantaggi della tecnologia Waste to Fuel messa a punto da Eni - QdS

Ecco i vantaggi della tecnologia Waste to Fuel messa a punto da Eni

redazione

Ecco i vantaggi della tecnologia Waste to Fuel messa a punto da Eni

sabato 05 Marzo 2022 - 10:20

La crisi petrolifera degli ultimi decenni, i cambiamenti climatici e la sostenibilità ambientale sono alcune delle ragioni che orientano le aziende del settore alla ricerca di nuove fonti energetiche

La crisi petrolifera degli ultimi decenni, i cambiamenti climatici e la sostenibilità ambientale sono alcune delle ragioni che orientano le aziende del settore alla ricerca di nuove fonti energetiche. Eni, nata in Italia sotto la presidenza di Enrico Mattei, è oggi una multinazionale, trasformatasi in una società integrata dell’energia, impegnata nella transizione energetica allo scopo di raggiungere la totale decarbonizzazione dei prodotti e dei processi entro il 2050.

Nell’ambito dell’iniziativa Pcto (percorso per le competenze trasversali e l’orientamento), abbiamo analizzato alcuni progetti che l’azienda sta portando avanti: il primo “ecofining” che riguarda la produzione di biodisel, meglio noto come diesel+, attraverso l’idrogenazione di oli esausti, di oli estratti da microalghe, o materiale di scarto di origine vegetale; una tecnologia che comunque richiede un certo consumo energetico legato al sistema di raccolta delle materie prime; il secondo “Waste to Fuel” che riguarda la trasformazione dei rifiuti urbani, in particolare la frazione organica (FORSU), in biocarburanti.

Quest’ultimo progetto in particolare ha destato maggiormente il nostro interesse. Sperimentato presso il Centro Ricerche per le Energie Rinnovabili e l’Ambiente di Novara, il primo impianto pilota “Waste to Fuel” è stato poi realizzato nel 2018 nella bioraffineria di Gela ed affidato ad EniRewind, la società ambientale dell’Eni. Questa tecnologia di trasformazione dei rifiuti consiste sostanzialmente nella termoliquefazione iniziale dei rifiuti, un processo di decomposizione termica condotto in soluzione acquosa, che trasforma la biomassa in un bio-olio. In questo modo viene recuperata quasi tutta l’energia contenuta nella frazione organica dei rifiuti, e, alla fine, si separa l’acqua che può essere utilizzata per altri scopi. Il vantaggio della termoliquefazione è che utilizza la stessa acqua contenuta nel rifiuto di partenza senza farla evaporare, quindi risparmiando energia, e con il vantaggio di poterla recuperare.

Dal processo è possibile ottenere dal 3% al 16% di bio-olio che può essere utilizzato tal quale, dato il suo basso contenuto di zolfo, come combustibile per il trasporto marittimo oppure sottoposto ad altre lavorazioni per ottenere biocarburanti ad alte prestazioni. Infine, questa tecnologia può essere applicata anche ad altre tipologie di rifiuti, quali, ad esempio, i fanghi di depurazione, le potature e gli scarti dell’industria agroalimentare. A nostro parere la tecnologia “Waste to Fuel” sembra avere molti vantaggi e vogliamo spiegarne le ragioni: la FORSU costituisce il 50% in peso dei rifiuti domestici che sono anche in continua crescita considerato l’aumento della popolazione mondiale. Il 70% di questo rifiuto è acqua, mentre dal 30% di componente organica rimanente è possibile ricavare una buona percentuale di biocombustibile.

L’utilizzo di questa tecnica permette da un lato di ridurre del 50% in peso la quantità di rifiuti da portare in discarica o ad altro trattamento, dall’altro consente un recupero di acqua non indifferente considerato il prolungato periodo di siccità che abbiamo vissuto negli ultimi anni, ed infine, ma non meno importante, consente di potere ottenere un combustibile alternativo a quello di origine fossile. Un futuro sostenibile è dunque possibile! Allora perché non puntare ancora su nuove tecnologie che, oltre a produrre combustibili diversi da quelli tradizionali, riducono la quantità di rifiuti, e non solo quelli di natura organica? Saremo noi i nuovi scienziati all’opera?

I ragazzi della classe 3^A
Istituto tecnico Biotecnologie Ambientali “R.L. Montalcini”
Gagliano Castelferrato (EN)

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