Fiscalità di sviluppo e insularità, la Sicilia guarda al 2022 con ottimismo - QdS

Fiscalità di sviluppo e insularità, la Sicilia guarda al 2022 con ottimismo

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Fiscalità di sviluppo e insularità, la Sicilia guarda al 2022 con ottimismo

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lunedì 03 Gennaio 2022 - 18:55

L'assessore regionale all’Economia, Gaetano Armao, ha presentato i dati aggiornati sull'andamento dell'economia siciliana

L’assessore all’Economia e vicepresidente della Regione siciliana , Gaetano Armao, ha presentato oggi in conferenza stampa i dati aggiornati sull’andamento dell’economia siciliana.

Ha spiegato che quest’anno cominceranno a dispiegarsi gli effetti dell’accordo di Finanza Pubblica 2022-25 che consentirà la riduzione di trasferimenti regionali in favore dello Stato al 2022, anno di conclusione della legislatura, conseguendo un risparmio di oltre 1,5 miliardi riferito al 2018, mentre sino al 2025 la riduzione raggiungerà i 3,5 miliardi: “Abbiamo ottenuto – ha spiegato – degli oggettivi vantaggi per il bilancio regionale in un negoziato serrato che non è il primo con il Governo centrale, con una riduzione del concorso alla Finanza pubblica di 200 milioni di euro, con un primo riconoscimento alla condizione di insularità per altri 100 milioni con una serie di benefici in ordine alla copertura dei fondi europei e con altre risorse significative che conducono la Sicilia a voltare pagina sul piano finanziario dei rapporti con lo Stato”.

Fiscalità di sviluppo per attrarre investimenti

Il 2022 vedrà anche l’attuazione della fiscalità di sviluppo al fine di favorire l’insediamento di imprese e cittadini europei ed extraeuropei nel territorio della Regione Siciliana e che trova fondamento nello Statuto regionale: “Finalmente – ha detto Armao – ci viene riconosciuta la fiscalità di sviluppo, una norma di attuazione già approvata dalla commissione paritetica. Questa norma andrà al Governo nazionale per l’approvazione nelle prossime settimane e ci consentirà di intervenire fiscalmente per ridurre le aliquote fino ad azzerarle. Così, potremo attrare investimenti europei ed esteri per sostenere le nostre imprese nella aree interne o montane con la possibilità di modulare gli interventi sul piano fiscale in piena attuazione dello statuto. Non siamo andati a Roma con il cappello in mano, ma con lo Statuto”.

I vantaggi fiscali previsti

Sui vantaggi fiscali, l’assessore è molto ottimista: “Ci sono dei tavoli aperti con Roma su partite prima impensabili come il tema delle accise che incidono molto dato che la Sicilia raffina il 40% dell’intero prodotto petrolifero del Paese, ma anche F24 e lo split payment (scissione dei pagamenti). Ci sono partite come quella della norma di attuazione in materia tributaria e finanziaria, che devono chiudersi entro giugno 2023”.
“Un’ulteriore innovazione – rimarca l’assessore all’Economia – è quella che vede la Regione Siciliana prima, tra quelle a statuto speciale, a provvedere alla rilevazione dei fabbisogni e dei costi standard, in un’ottica condivisa e nel rispetto delle prerogative costituzionalmente riconosciute, per definire le capacità fiscali, i livelli essenziali delle prestazioni (LEP), gli obiettivi di servizio della Regione, a decorrere dal 2022”. La Regione partecipa infatti, ai lavori della Commissione Tecnica per i Fabbisogni Standard con propri rappresentanti.

Le previsioni di crescita per il 2022

Sulla situazione economica Armao ha sottolineato che se da un lato la previsione di crescita nel 2022 appare analoga a quella del 2021, dall’altro restano degli aspetti critici: “La disoccupazione – ha rimarcato Armao – resta nettamente superiore alla media nazionale e va contrastata, ma il trend è quello di crescita. Le criticità sono connesse alla forte emigrazione giovanile. Perdere risorse umane così importanti per la nostra terra com’è avvenuto negli ultimi dieci anni indebolisce il capitale umano che è fondamentale per il rilancio della Regione. Abbiamo bisogno di tutte le energie ed è molto positivo il trend di tanti giovani che hanno lavorato all’estero o in Italia che stiamo assecondando con il sicily working. Resta il tema delle infrastrutture, per cui lo Stato deve decidere di creare un grande porto Hub in Sicilia che intercetti i grandi traffici che da Suez vanno a Gibilterra, oltre alla questione relativa al Ponte sullo Stretto di Messina e alla mobilità stradale e ferroviaria”.
“Ma per un rilancio profondo dell’Isola – ha concluso Armao – oltre ad infrastrutture moderne, è necessario il rafforzamento della formazione profesisonale di alto livello”.

Francesco Sanfilippo

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