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“Abbiamo invertito la tendenza” dell’economia siciliana, l’analisi dell’assessore Dagnino a Catania

“Abbiamo invertito la tendenza” dell’economia siciliana, l’analisi dell’assessore Dagnino a Catania
In foto da sinistra l’assessore all’Economia Alessandro Dagnino, Cristina Busi Ferruzzi e Diego Bivona di Confindustria Catania e Sicilia

L’assessore ha preso parte all’incontro nella sede di Confindustria Catania per approfondire il tema “Imprese e sviluppo”

Un Pil che cresce più di quello nazionale e che fa della Sicilia la prima regione italiana per incremento del prodotto interno lordo nel periodo che va dal 2023 del 2024. Una costante crescita negli ultimi anni, con conseguente aumento dall’occupazione che, sull’Isola, migliora più della media nazionale. Sono i numeri consegnati dall’assessore all’Economia della Regione Siciliana, Alessandro Dagnino, in occasione dell’incontro di oggi pomeriggio nella sede di Confindustria Catania per approfondire l’argomento “Imprese e sviluppo: strumenti per la crescita delle imprese siciliane“.

Dati che, secondo Dagnino, certificano i risultati economici del governo guidato da Renato Schifani, frutto di un lavoro costante che ha portato la Sicilia a entrare nella fascia “investment grade”, come certificato dall’agenzia di rating Moody’s.

La crescita del Pil della Sicilia, i dati dell’assessore Dagnino nella sede di Confindustria Catania

“Ringrazio Cristina Busi Ferruzzi, presidente di Confindustria Catania e il presidente regionale degli industriali, Diego Bivona, per avermi dato questa opportunità cercata e voluta da tempo”, ha esordito Dagnino. “Il mondo delle imprese è guardato con particolare attenzione dal Governo regionale – ha proseguito – e siamo convinti di portare avanti un paradigma liberale che ci è stato riconosciuto e soddisfatti del fatto che si intraveda, nella politica economica regionale, un disegno preciso”.

Il rappresentante della giunta guidata da Schifani si è soffermato sui conti della Regione, sul recupero del disavanzo dal rendiconto del 2019 al rendiconto 2025, sul miglioramento dei tempi di pagamento e su quelli legati alla programmazione. Tutti gli interventi supportati da una legislazione che ha puntato sulla crescita economica economica.

Dagnino: “Abbiamo invertito la tendenza”

“È vero che l’economia siciliana è migliorata, sebbene in termini assoluti non sia così – ha sottolineato Dagnino – e possiamo dire senza dubbio che questi dati confermano che abbiamo imboccato la strada giusta e abbiamo invertito la tendenza. Possiamo ritenere un merito quanto fatto da Schifani: se è vero che tutto il Sud stia crescendo, la Sicilia lo sta facendo in maniera esponenziale rispetto alle altre regioni meridionali”.

L’esponente del governo regionale si è soffermato in particolare sul debito pubblico “bassissimo, quasi inesistente” e sulla spesa pubblica, “che abbiamo riqualificato, concentrandola sugli investimenti” e che in Sicilia rappresenta buona parte del Pil. “Su 111 miliardi di prodotto interno lordo siciliano – ha detto – la spesa pubblica regionale è pari a 24 miliardi di euro. Abbiamo una macchina regionale che produce spesa pubblica, che incide nella formazione del Pil”.

Tra investimenti e maggiore stabilità

Una crescita che ha generato sempre più attenzione verso la Sicilia, “che a sua volta ha generato un capitale di credibilità che non possiamo perdere”, ha aggiunto l’assessore Dagnino, che si è poi soffermato sull’aspetto legislativo, dall’attuazione dello Statuto regionale in materia di fiscalità per lo sviluppo all’istituzione della task force per l’attrazione di nuovi investimenti; dall’introduzione di una misura per l’incentivazione delle aggregazioni aziendali, allo scopo di contrastare il nanismo dimensionale delle imprese regionali all’istituzione del prestito d’onore per gli studenti universitari che studiano in Sicilia, allo scopo di trattenere nell’isola il capitale umano di qualità, alle misure per il turismo.

“Nella manovra finanziaria 2026, da oltre 1,5 miliardi di euro, il governo Schifani ha introdotto importanti misure per la crescita economica”, ha proseguito Dagnino ricordando la “riduzione del costo del lavoro per i nuovi assunti, la Super ZES, il pacchetto per l’attrazione del capitale umano (Sicily working, incentivo coworking, misura per l’attrazione di nuovi residenti) oltre agli interventi su settori specifici dell’economia regionale”.

Tutte azioni che hanno permesso maggiore stabilità. “Siamo nella condizione, ora, di ascoltare le esigenze delle imprese per declinarle nella legge che non chiameremo Variazione di bilancio, che è espressione burocratica, ma probabilmente Cresci Sicilia“, ha continuato l’assessore. “L’obiettivo non è l’aggiustamento dei conti della Regione o della macchina regionale, ma la sistemazione delle poste di bilancio dove serve, avendo come fulcro l’economia”, ha aggiunto.

Un evento eccezionale, ha commentato la presidente degli industriali siciliani Busi Ferruzzi. “Stiamo vivendo un periodo positivo e quello che la Regione sta facendo è notevole – ha detto -. Non era successo per decenni e dobbiamo ringraziare il Governo e la Regione oltre noi, perché anche noi imprenditori la stiamo gestendo bene – per quanto si possa fare meglio”. Busi ha evidenziato come “la presenza dell’assessore e di Carlo Amenta — coordinatore del Comitato scientifico della task force per l’attrazione degli investimenti, già commissario straordinario della ZES Sicilia Occidentale – sia un segnale concreto di attenzione verso le imprese“.

“Questo incontro, promosso dal presidente Bivona che ringrazio – ha aggiunto – rappresenta qualcosa di importante: la possibilità di ascoltare e di dialogare direttamente su un tema che ci riguarda da vicino, le politiche di sviluppo e gli strumenti per l’attrazione degli investimenti”.

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