La Regione Siciliana ha definito e comunicato i criteri per ripartire i fondi della cosiddetta “Ecotassa” destinata ai Comuni della Sicilia vicini a impianti di smaltimento di rifiuti. Secondo quanto previsto dalla Legge Regionale 10 febbraio 2025, n. 4, ai Comuni – dall’1 gennaio 2025 – spetta una “quota pari al 35 per cento dell’ammontare del tributo riscosso nell’esercizio finanziario precedente”.
Il Governo Schifani ha dato il via libera, ieri, al decreto dell’assessorato dell’Energia e dei servizi di pubblica utilità per stabilire i parametri per l’assegnazione del 35% del gettito complessivo del tributo speciale, su base annuale. Si tratta di una delle misure previste a sostegno dei Comuni dalla Regione Siciliana (qui un approfondimento recente del QdS sull’argomento).
I criteri per ripartire i fondi dell’Ecotassa in Sicilia
A ricevere il 70% della quota saranno i Comuni nei cui territori ci sono discariche o inceneritori senza recupero energetico. Il restante 30%, invece, sarà destinato ai Comuni limitrofi, individuati come “area di disagio“, calcolata in base alla distanza dall’impianto di smaltimento rifiuti (da 100 metri per gli inerti a 3000 metri per i rifiuti pericolosi o per gli inceneritori).
L’anno di riferimento per il primo riparto è il 2024 e l’erogazione dei fondi è prevista entro il 2026. L’esatto importo spettante a ciascuna amministrazione comunale sarà calcolato sulla base di tre parametri:
- popolazione residente (30%);
- superficie del territorio ricadente nell’area di disagio (20%);
- tipologia e quantità di rifiuti conferiti (50%).
“Per il calcolo si fa riferimento ai dati Istat, a quelli dell’applicativo O.r.so. (quantità di rifiuti) e S.i.t.r. (per la geolocalizzazione)”, aggiunge la regione nella nota.
L’assessore Colianni: “Risorse aggiuntive contro i disagi”
“Con questo provvedimento – sottolinea l’assessore Francesco Colianni – diamo ai Comuni siciliani risorse aggiuntive per mitigare i disagi dovuti alla presenza di impianti o discariche. E stiamo richiedendo all’Assessorato dell’Economia eventuali ulteriori somme derivanti da risorse non impegnate nelle precedenti annualità. I fondi ricevuti dai Comuni – aggiunge Colianni – dovranno essere impiegati per progetti destinati al miglioramento ambientale del territorio, alla tutela igienico-sanitaria dei residenti e alla realizzazione di sistemi di monitoraggio e di gestione integrata dei rifiuti urbani. Dopo il via libera in giunta attendiamo adesso il parere della commissione Ambiente dell’Assemblea regionale siciliana per dare materialmente corso, per la prima volta, alle erogazioni”.

