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Editoria, Uici, “Una banca delle voci degli autori italiani”

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Editoria, Uici, “Una banca delle voci degli autori italiani”

venerdì 04 Ottobre 2019 - 08:32
Editoria, Uici, “Una banca delle voci degli autori italiani”

La proposta è emersa durante la presentazione a Roma del libro parlato di “Ritorno all’Amarina”, letto dall’autore, Giuseppe Lazzaro Danzuso, e donato dall’editore Fausto Lupetti all’Unione italiana ciechi e ipovedenti

“Invito tutti gli autori italiani a donare la propria voce per i loro libri, registrandoli, magari con la collaborazione dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti”.

La proposta, di quell’autorità del giornalismo culturale che è Alberto Sinigaglia, “papà” del “Tuttolibri” del quotidiano La Stampa, è stata lanciata nella Biblioteca storica dell’Uici durante la presentazione dell’audiolibro “Ritorno all’Amarina”, romanzo di Giuseppe Lazzaro Danzuso edito da Fausto Lupetti e donato a ciechi e ipovedenti italiani che potranno ascoltarlo attraverso il servizio on line curato dal Centro nazionale Libro parlato “Francesco Fratta”. GUARDA LA DIRETTA FACEBOOK

Sinigaglia, che è anche presidente dell’Ordine dei giornalisti del Piemonte, era in collegamento da Torino e ha sottolineato come l’iniziativa potrebbe portare a far nascere “una banca delle voci degli autori italiani”.

La proposta è stata colta al volo dal presidente dell’Unione, Mario Barbuto, il quale ha sottolineato che “gli audiolibri rappresentano una nuova frontiera della lettura e della diffusione del sapere: non solo il formato audio favorisce un allargamento della platea dei fruitori a non vedenti, ipovedenti, anziani, viaggiatori, ma trasmette emozioni nuove, derivanti direttamente dall’ascolto della voce stessa dell’autore con i suoi sentimenti, con le sue inflessioni dialettali, le sue sottolineature dei passaggi più significativi del testo”.

È il caso dell’audiolibro di “Ritorno all’Amarina”, da poco ristampato nell’edizione cartacea, definito durante la presentazione dal giornalista del Corriere della sera Paolo Fallai “il pagamento gioioso e commosso di un debito emotivo gigantesco”.

“Per questo – ha detto Fallai, che è anche presidente delle Biblioteche di Roma – il libro è piaciuto subito e piace da Aci Castello a Trieste. Perché è un debito che condividiamo con i nostri padri, le nostre madri, quella straordinaria eredità di fatica, sacrificio, ottimismo che ha permesso la rinascita del nostro Paese dopo il buio del fascismo e la tragedia della guerra. Generazioni che erano innamorate del futuro. E quel futuro eravamo noi bambini”.

L’ascolto di un brano del libro, dedicato agli aquiloni, ha suscitato emozione e applausi nel numeroso pubblico.

“Il fatto che un autore legga il proprio libro – ha sottolineato Katia Caravello, coordinatrice del Centro Libro parlato – accresce il suo fascino. E noi siamo a disposizione, con le nostre articolazioni territoriali, per fare la nostra parte dando consulenza e supporto anche agli editori, soprattutto ai piccoli”.

Nel corso della presentazione, condotta da Chiara Gargioli e trasmessa in diretta streaming su Slash Radio Web, il canale radiofonico dell’Uici, Giuseppe Lazzaro Danzuso ha descritto “l’esperienza emotiva di leggere davanti a un microfono una vicenda che è la propria stessa storia, simile a quella di migliaia di ragazzi e bambini della generazione di Carosello, passati dalla preistoria alla fantascienza”.

A concludere l’incontro è stato il “padrone di casa” Pietro Piscitelli, presidente della Biblioteca Italiana per Ciechi Regina Margherita, che ha plaudito all’iniziativa mettendo a disposizione la propria struttura per stampare “Ritorno all’Amarina” sia in Braille sia in large print per gli ipovedenti.

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