Home » Askanews » Electrolux, Urso chiede all’azienda di ritirare il piano: irricevibile

Electrolux, Urso chiede all’azienda di ritirare il piano: irricevibile

Electrolux, Urso chiede all’azienda di ritirare il piano: irricevibile

Serve nuova proposta, prossimo tavolo il 15-6, il ministro porta il caso all’Ue

Roma, 25 mag. (askanews) – “Il piano presentato dall’azienda è irricevibile, inaccettabile, sia per l’assenza di adeguate prospettive industriali sia per le ricadute occupazionali che comporterebbe. Chiedo a Electrolux di ritirarlo e di aprire un confronto vero, per costruire una soluzione industriale condivisa e sostenibile, fondata su investimenti, innovazione, tutela degli stabilimenti e salvaguardia dell’occupazione”. Lo ha affermato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, secondo quanto riporta un comunicato al tavolo Electrolux convocato oggi a Palazzo Piacentini, dell’azienda, delle organizzazioni sindacali, di Confindustria, delle Regioni e dei Comuni sede degli stabilimenti del gruppo. Presenti al tavolo nazionale anche il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, e il sottosegretario di Stato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Fausta Bergamotto.

Il ministro Urso ha quindi riconvocato il tavolo Electrolux per il 15 giugno alle ore 15.00, al Mimit, chiedendo all’azienda di sospendere subito ogni azione unilaterale e utilizzare i giorni che separano dalla nuova riunione per ritirare il piano e presentare una proposta industriale compatibile con le richieste avanzate da istituzioni, regioni, parti sociali e lavoratori.

“Il piano industriale annunciato da Electrolux, con il taglio di circa 1.700 posti di lavoro, è per il Governo assolutamente inaccettabile. Non possiamo consentire che il peso delle riorganizzazioni industriali ricada ancora una volta sui lavoratori e sui territori. È necessario che l’azienda si sieda con serietà al tavolo e presenti un nuovo piano industriale concreto, condiviso e sostenibile, fondato su investimenti, innovazione e tutela degli stabilimenti produttivi. La salvaguardia dell’occupazione resta per noi una priorità assoluta e l’idea che abbiamo come governo su questo tavolo è condivisa in maniera unitaria da tutte le parti coinvolte. Come ha ricordato il ministro Urso, la strada da seguire è chiara ed è quella indicata dall’articolo 1 della Costituzione: l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”, ha dichiarato il sottosegretario con delega alle crisi di impresa, Fausta Bergamotto.

Nel corso dell’incontro, Urso ha richiamato il metodo seguito dal Mimit nelle principali crisi industriali, a partire dal caso Beko, concluso senza licenziamenti collettivi, senza chiusure di stabilimenti e con nuovi investimenti. “Le crisi industriali vanno governate, non subite: anche nelle situazioni più difficili si può arrivare a un accordo che non lasci nessuno indietro”, ha sottolineato il Ministro, evidenziando come, nel corso della legislatura, siano già stati raggiunti 39 accordi e come il numero dei tavoli di crisi attivi al Mimit sia sceso dai 55 ereditati agli attuali 43.

Urso ha infine evidenziato la dimensione europea della crisi dell’elettrodomestico, un settore strategico sempre più esposto alla sovracapacità asiatica e a una tutela europea ancora insufficiente. “Giovedì sarò a Bruxelles, dove porterò la questione al Consiglio Competitività UE, a partire dal confronto con i ministri dei Paesi ancora maggiormente coinvolti nella produzione europea del comparto. La Commissione ci ascolti, riconosca questo settore come strategico e, al pari dell’automotive, elabori un Piano per il comparto, che comprenda la revisione del CBAM con l’estensione a questi beni, reciprocità negli standard e strumenti di sostegno, anche europei, agli investimenti produttivi e alla domanda”, ha concluso.