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Email del Pentagono su alleati Nato da punire: via la Spagna, Gb senza Falklands

Email del Pentagono su alleati Nato da punire: via la Spagna, Gb senza Falklands

Sanchez: ci basiamo sui documenti ufficiali

Roma, 24 apr. (askanews) – Un’email interna del Pentagono, fatta circolare ad alti livelli del dipartimento della Difesa americano, delineerebbe una serie di opzioni per “punire” gli alleati Nato che Washington ritiene non abbiano sostenuto le operazioni militari statunitensi nella guerra contro l’Iran. Lo rivela Reuters, citando un funzionario americano in forma anonima. Madrid respinge con fermezza: “Non ci basiamo sulle email, ma sui documenti ufficiali”, ha dichiarato il premier Sanchez da Cipro, dove partecipa al Consiglio Ue informale.

Il documento rivelato a Reuters esprimerebbe frustrazione per il rifiuto di alcuni alleati di concedere agli Stati Uniti diritti di accesso, basi e sorvolo — i cosiddetti ABO (Access, Basing and Overflight) — definiti nell’email “la base assoluta della Nato”. Tra le opzioni contemplate figura la sospensione dei paesi ritenuti “difficili” da posizioni importanti o prestigiose nell’Alleanza. La Spagna è indicata come caso specifico: Madrid ha vietato l’uso delle sue basi militari — tra cui la Naval Station Rota e la base aerea di Morón — e del proprio spazio aereo per attacchi contro l’Iran, scelta motivata dal governo socialista di Sanchez con il rispetto del diritto internazionale.

Secondo il funzionario citato da Reuters, la sospensione della Spagna avrebbe un impatto operativo limitato sulle attività militari americane, ma un peso simbolico molto rilevante. L’obiettivo delle misure ‘punitive’ sarebbe quello di inviare un segnale forte agli alleati europei e contrastare quello che Washington percepisce come un “senso di diritto acquisito” da parte dell’Europa nei confronti dell’ombrello di sicurezza americano.

Spunta poi un’opzione di portata potenzialmente molto più ampia nei confronti del Regno Unito: riconsiderare il sostegno diplomatico americano alle cosiddette “imperial possessions” europee, con esplicito riferimento alle Isole Falkland, amministrate da Londra ma rivendicate dall’Argentina del presidente Javier Milei, considerato da Trump un alleato. La guerra del 1982 tra Argentina e Gran Bretagna per le isole costò la vita a 650 soldati argentini e 255 britannici.

Trump ha già attaccato il premier britannico Starmer – “nessun Winston Churchill” – per la riluttanza ad aderire alle operazioni militari contro l’Iran, e ha descritto le portaerei britanniche come “giocattoli”. Londra ha inizialmente negato l’uso delle proprie basi per attacchi offensivi, concedendo successivamente missioni difensive.

L’email non propone né il ritiro degli Stati Uniti dalla Nato né la chiusura di basi in Europa. Il funzionario ha declinato di precisare se le opzioni includano un ridimensionamento della presenza militare americana nel continente, ipotesi comunque ampiamente attesa dagli analisti. Il portavoce del Pentagono Kingsley Wilson ha risposto senza smentire il contenuto del documento: “Come ha detto il presidente Trump, nonostante tutto quello che gli Stati Uniti hanno fatto per i nostri alleati Nato, loro non c’erano per noi. Il Dipartimento della Guerra garantirà al presidente opzioni credibili affinché i nostri alleati non siano più una tigre di carta.”

La reazione spagnola è arrivata da Cipro, dove Sanchez partecipa al vertice informale del Consiglio europeo. Oltre a respingere la validità dell’email come documento di riferimento, il premier ha ribadito la linea del suo governo: “La posizione del governo spagnolo è chiara: assoluta cooperazione con i nostri alleati, ma sempre nel quadro del diritto internazionale.