Roma, 28 apr. (askanews) – Emanuela Milone è la nuova presidente dell’Associazione Florovivaisti Italiani promossa da Cia. Imprenditrice calabrese, di Lamezia Terme, 38 anni, è stata proclamata oggi dall’Assemblea elettiva nazionale a Roma.
Milone, laureata in Scienze Agrarie, rappresenta la quarta generazione di una storica famiglia di vivaisti. Gestisce con le sorelle un’azienda ad alto contenuto innovativo che, su circa 30 ettari, non solo coltiva agrumi, fruttiferi, olivi, specie ornamentali, ma sviluppa e produce piante certificate fin dalla “fase zero” attraverso un avanzato laboratorio di micropropagazione, garantendo quantità e qualità ottimizzando l’impiego di risorse e riducendo l’impatto ambientale. Socia fondatrice e già vicepresidente dell’Associazione dal 2022, nonché componente per Cia del Gruppo Fiori e Piante del Copa-Cogeca dal 2025, sarà alla guida dei Florovivaisti Italiani per i prossimi quattro anni, succedendo ad Aldo Alberto.
Il florovivaismo italiano, ha detto “è un asset strategico del Made in Italy, con circa 24mila imprese, un fatturato che sfiora i 3 miliardi di euro e oltre 100mila addetti specializzati. Siamo il punto di partenza di filiere fondamentali: dall’agroalimentare al verde urbano, fino alla riforestazione. Senza vivaio non c’è produzione, non c’è futuro sostenibile”. “È arrivato il momento che questo valore economico si traduca in un reale peso politico – ha aggiunto – A partire dall’attuazione piena della legge sul florovivaismo”.
Tra le priorità del mandato, Milone ha indicato la riduzione dei costi e il rafforzamento della competitività: “servono misure strutturali per contrastare il caro-energia e l’aumento delle materie prime, oltre a un sistema fitosanitario nazionale più efficiente e uniforme, capace di tutelare le produzioni e semplificare il lavoro delle imprese”.
Forte attenzione anche alla gestione delle risorse e alla resilienza climatica: “l’acqua è diventata una variabile critica. Dobbiamo passare dall’emergenza alla pianificazione, investendo in infrastrutture per il recupero e il riuso, in tecnologie di precisione e in soluzioni innovative che rendano i cicli produttivi più sostenibili”. In parallelo, “è indispensabile accelerare sulla transizione energetica, sostenendo l’autoproduzione da fonti rinnovabili e trasformando i vivai in sistemi sempre più autonomi ed efficienti”.
Sul fronte dell’innovazione, Milone ha richiamato le sfide europee: “dobbiamo difendere la tenuta del settore, garantendo l’accesso e lo sviluppo delle nuove tecniche genomiche e assicurando strumenti adeguati a fronte della riduzione dei fitofarmaci. Serve una sostenibilità concreta”. Anche nel confronto Ue sul regolamento imballaggi “continueremo a sostenere il riconoscimento del vaso come mezzo di produzione indispensabile e non mero strumento per il trasporto o la commercializzazione”. Infine, il tema delle filiere e delle competenze: “dobbiamo proteggere produzioni strategiche come la canapa industriale”. Allo stesso tempo, “il florovivaismo è sempre più scienza e tecnologia. Bisogna investire nella formazione, attrarre giovani e valorizzare professionalità qualificate, rafforzando il legame tra imprese, scuole e università”.

