Roma, 7 ott. (askanews) – Sull’energia i contratti a prezzo fisso o di lungo periodo per famiglie e imprese, possono ridurre il rischio degli investimenti e la volatilità dei prezzi. E in generale “occorre continuare ad assegnare il sostegno pubblico mediante procedure competitive, evitando sussidi generalizzati e permanenti”. Lo ha rilevato Paolo Angelini, direttore generale della Banca d’Italia e presidentre dell’Ivass, nella sua relazione alla 58esima Giornata del Credito, oggi a Roma.
“Potrebbero inoltre essere utili ulteriori passi per scorporare dalla bolletta elettrica le voci che perseguono finalità redistributive o di politica generale, in linea con quanto previsto dal PNRR. Un trasferimento di queste componenti sulla fiscalità generale non ne eliminerebbe il costo – ha osservato – ma ne modificherebbe la distribuzione tra contribuenti e tra consumatori: traducendosi in una diminuzione del costo dell’energia elettrica per gli utenti, incoraggerebbe il processo di elettrificazione e ridurrebbe l’onere sui bilanci delle famiglie meno abbienti”.
Ad ogni modo “sul costo dell’energia non vi sono scorciatoie – ha avvertito Angelini – né interventi privi di difficoltà. In presenza di shock eccezionali, misure temporanee e mirate possono proteggere le famiglie vulnerabili e le imprese maggiormente esposte; interventi generalizzati e prolungati assorbirebbero invece ingenti risorse pubbliche, attenuerebbero i segnali di prezzo e non ridurrebbero la dipendenza dall’estero”.
La risposta strutturale “richiede di ampliare più rapidamente l’offerta di elettricità al minor costo e a basse emissioni, così da ridurre le ore in cui il prezzo all’ingrosso è determinato dalle tecnologie più costose; di accelerare autorizzazioni e connessioni; di investire nelle reti, negli accumuli e nelle interconnessioni europee; di migliorare l’efficienza energetica. Politiche pubbliche in materia chiare, stabili e prevedibili – ha concluso – sono parte di questa risposta”.

