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Ente Risi: dopo voto Pe ora monitorare i flussi d’importazione

Ente Risi: dopo voto Pe ora monitorare i flussi d’importazione

Per intervenire se i limiti vengono superati

Roma, 28 apr. (askanews) – L’Ente Nazionale Risi, insieme alle associazioni di categoria e all’intera filiera, “ha fatto tutto quanto era possibile, senza lasciare nulla di intentato. Avremmo voluto limiti di scatto sensibilmente più bassi per bloccare l’import prima del verificarsi di danni strutturali ed economici al nostro settore”. Così – la presidente dell’Ente Risi Natalia Bobba dopo che oggi la sessione plenaria del Parlamento europeo non ha accolto gli emendamenti proposti per ridurre le soglie di attivazione della clausola di salvaguardia automatica alle importazioni di riso.

Nonostante il mancato voto favorevole alle modifiche proposte, “bisogna però riconoscere lo sforzo fatto dalla filiera per ottenere la previsione della clausola di salvaguardia automatica nel Regolamento SPG; un meccanismo che resta un pilastro fondamentale per il comparto – prosegue Bobba – Sebbene le soglie previste siano considerate troppo elevate, la salvaguardia automatica pone un limite alle importazioni incontrollate senza dazio da Cambogia e Myanmar, garantendo un argine contro le distorsioni del mercato che minacciano la competitività della filiera”.

Agli eurodeputati “va dato il merito di aver lavorato con determinazione e competenza per assicurare un futuro alla risicoltura europea. In un contesto dove alcuni attori politici sembrano ignorare le criticità del comparto, chi ha presentato gli emendamenti e chi li ha sostenuti hanno dimostrato di avere a cuore la sovranità alimentare e il lavoro della filiera. Il risultato odierno segna l’inizio di una fase di monitoraggio”.

La priorità ora, spiega l’Ente Risi, si sposta sulla gestione dei flussi d’importazione. “Sarà necessario monitorare costantemente l’andamento dei prezzi e dei volumi per intervenire tempestivamente qualora i limiti stabiliti per ciascun paese, e non per la globalità di 562.000 tonnellate come ancora qualcuno continua a citare senza aver compreso la portata del Regolamento approvato, venissero superati. Continueremo tutti insieme a lavorare affinché tutte le istituzioni europee mantengano alta l’attenzione su un settore che è simbolo di eccellenza e biodiversità. La sfida per la risicoltura europea prosegue e la filiera si impegna a difendere il valore del proprio prodotto e la dignità di chi lo coltiva e lo commercializza”, conclude Bobba.