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Ente Risi: Pe difenda emendamenti su clausole salvaguardia riso

Per garantire una protezione efficace del settore

Roma, 27 apr. (askanews) – Il processo di riforma del Sistema delle Preferenze tariffarie Generalizzate (SPG) “rappresenta un passaggio importante per rafforzare la credibilità dell’Unione europea nelle relazioni commerciali e nello sviluppo di partenariati con i paesi beneficiari. Allo stesso tempo, è essenziale garantire che gli strumenti previsti dal nuovo regolamento siano non solo formalmente presenti, ma anche realmente efficaci nel rispondere alle difficoltà concrete che stanno affrontando alcuni settori agricoli strategici, in particolare quello del riso”. Così in una nota l’Ente risi che sottolinea come la questione in discussione domani al Pe non riguarda soltanto l’equilibrio di mercato, ma la coerenza complessiva delle politiche europee con gli standard sociali e ambientali che l’Unione richiede ai propri produttori. “Difendere una concorrenza equa significa infatti tutelare la sostenibilità sociale e ambientale, che costituisce uno dei pilastri fondamentali del modello agricolo europeo”.

“Il voto in plenaria, che si terrà martedì 28 aprile alle 12, rappresenta quindi un passaggio decisivo per finalizzare il regolamento, assicurando che la clausola di salvaguardia automatica non sia solo prevista sulla carta, ma sia effettivamente in grado di proteggere il nostro settore e le comunità rurali che da esso dipendono”, spiega la presidente dell’Ente Nazionale Risi, Natalia Bobba.

Dal punto di vista sociale, ricorda l’Ente Risi, “l’aumento delle importazioni alle condizioni attualmente previste rischia di accrescere la dipendenza da sistemi produttivi situati in contesti in cui persistono significative lacune nella tutela del lavoro e nell’applicazione dei diritti fondamentali dei lavoratori”.

Dal punto di vista ambientale, emergono analoghe preoccupazioni. In diversi paesi beneficiari del SPG vigono requisiti ambientali meno stringenti rispetto a quelli applicati nell’Unione europea per quanto riguarda l’uso di alcune sostanze e la gestione delle risorse idriche.

In questo contesto, l’introduzione di una clausola di salvaguardia automatica per il riso rappresenta certamente un passo avanti importante. Tuttavia, esiste una preoccupazione fondata che le soglie attualmente previste per l’attivazione del meccanismo siano troppo elevate per garantire una protezione tempestiva ed efficace.

Gli emendamenti presentati in plenaria mirano proprio a risolvere questo problema attraverso un intervento limitato e tecnicamente mirato: abbassare le quantità di riferimento che determinano l’attivazione della clausola di salvaguardia, rendendo il meccanismo realmente operativo nel breve periodo e assicurando maggiore prevedibilità agli operatori del settore. “È importante sottolineare che tali modifiche non intendono riaprire l’equilibrio complessivo dell’accordo né rimettere in discussione l’esito del trilogo – conclude l’Ente Risi – Si tratta, al contrario, di un adeguamento circoscritto e proporzionato, volto esclusivamente a garantire l’effettività dello strumento di salvaguardia e la certezza giuridica”.