Ergastolo ostativo, la Corte costituzionale rinvia la decisione ma dà ultimatum al Parlamento - QdS

Ergastolo ostativo, la Corte costituzionale rinvia la decisione ma dà ultimatum al Parlamento

Patrizia Penna

Ergastolo ostativo, la Corte costituzionale rinvia la decisione ma dà ultimatum al Parlamento

mercoledì 11 Maggio 2022 - 09:17

Ultimatum: “Prossima udienza l’8 novembre, Commissione Giustizia al Senato completi i lavori ma in tempi contenuti”

ROMA – La Corte costituzionale, nell’esaminare l’istanza di rinvio delle questioni di legittimità costituzionale sull’ergastolo ostativo, presentata dalla Presidenza del Consiglio per il tramite dell’Avvocatura dello Stato, nonché la richiesta di rigetto della parte privata costituita, entrambe discusse ieri in udienza pubblica, ha disposto il rinvio della trattazione all’udienza pubblica dell’8 novembre 2022.

La decisione è stata presa – spiega l’ordinanza letta in udienza dal presidente dopo la camera di consiglio – considerato che la Camera ha approvato una proposta di legge ora all’esame del Senato e che, nella seduta del 4 maggio 2022, il presidente della commissione Giustizia di Palazzo Madama ha auspicato un nuovo rinvio dell’odierna udienza “per consentire la prosecuzione e la conclusione dei lavori di Commissione”.

“Permangono inalterate – si afferma nell’ordinanza di rinvio – le ragioni che hanno indotto questa Corte a sollecitare l’intervento del legislatore, al quale compete, in prima battuta, una complessiva e ponderata disciplina della materia, alla luce dei rilievi svolti nell’ordinanza n. 97 del 2021”.
“Proprio in considerazione dello stato di avanzamento dell’iter di formazione della legge – prosegue l’ordinanza – appare necessario un ulteriore rinvio dell’udienza, per consentire al Parlamento di completare i propri lavori”.
Tuttavia, “anche alla luce delle osservazioni della parte costituita, tale ulteriore rinvio deve essere concesso in tempi contenuti”, conclude l’ordinanza, fissando all’8 novembre la data di trattazione delle questioni di legittimità costituzionale sollevate dalla Corte di cassazione, prima sezione penale.

Una fiducia “a tempo”, dunque, quella concessa dalla Consulta al legislatore che ora dovrà in tempi brevi produrre un intervento normativo che scongiuri, come hanno sottolineato in una nota i deputati grillini in Commissione Giustizia al Senato, “il rischio che pericolosi boss della mafia possano godere, senza aver mai collaborato con lo Stato, dei benefici penitenziari fino alla liberazione condizionale, in assenza di requisiti e paletti ben chiari fissati dalla legge”.

Il testo approvato dalla Camera è il frutto di un positivo confronto tra i diversi schieramenti: una sintesi che punta a garantire la sicurezza dei cittadini ed il rispetto della Costituzione.

Cos’è l’ergastolo ostativo

Ricordiamo che l’ergastolo ostativo è un particolare tipo di regime penitenziario previsto dall’art. 4 bis dell’Ordinamento Penitenziario che esclude dall’applicabilità dei benefici penitenziari gli autori di taluni reati particolarmente gravi elencati al comma 1 della medesima disposizione, ove il soggetto condannato non collabori con la giustizia o tale collaborazione sia impossibile o irrilevante.
La Consulta aveva sollecitato in più occasioni un intervento di adeguamento costituzionale del regime penitenziario ostativo.

Adesso tocca al Parlamento riscrivere la disciplina dell’ergastolo ostativo. Il tempo stringe e quello della Consulta più che un rinvio suona come un ultimatum.

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