Erice, sostegno alle donne vittime di violenza - QdS

Erice, sostegno alle donne vittime di violenza

Pietro Vultaggio

Erice, sostegno alle donne vittime di violenza

giovedì 09 Aprile 2020 - 00:00
Erice, sostegno alle donne vittime di violenza

Il sindaco Toscano: “Il Comune vuole fare la propria parte, offriamo loro un alloggio sicuro”. Si chiama Liberapuoi ed è l’iniziativa lanciata dal ministero per le Pari Opportunità

ERICE (TP) – L’Amministrazione comunale ericina aderisce alla campagna “Liberapuoi”, lanciata dal ministro per le Pari Opportunità, Elena Bonetti.

Un progetto per sostenere le donne vittime di violenza domestica, in un periodo in cui è obbligatorio rimanere a casa. L’obiettivo è quello di promuovere il numero telefonico 1522, attivo h24, e far conoscere l’app Anti Violenza e Stalking, gratuita e disponibile su IOS e Android.

Tramite il proprio smartphone sarà possibile avviare una chat segreta con un operatore, per ricevere informazioni in sicurezza o far partire una chiamata al numero istituzionale, in caso di pericolo. Nell’applicazione è presente anche un decalogo di consigli che possono aiutare a fronteggiare una situazione di violenza domestica. “Iniziative come questa possono realmente contribuire a combattere un fenomeno che reputo orrendo – dichiara Daniela Toscano, sindaco di Erice”.

Dai dati del Telefono Rosa emerge che, nelle prime due settimane di marzo, le chiamate di donne vittime di violenze sono calate drasticamente. “Invito le nostre concittadine, che si rispecchiano in situazioni di violenza domestica, ad installare l’app nei propri smartphone – continua Toscano -, così da segnalare eventuali aggressioni, anche verbali, prima che sfocino in fatti ancora più gravi. Il Comune di Erice farà la propria parte – conclude -, dando alle donne e ai loro figli la possibilità di un alloggio sicuro in albergo per poi pretendere, così come prevede la normativa, che l’aguzzino abbandoni la casa”. Notizia di questi giorni, una ragazza favarese uccisa dal proprio ragazzo durante una lite, senza cause ancora accertate. Lorena, sempre in prima fila per la vita altrui, studiava medicina ed amava occuparsi degli altri. Non si sa bene cosa possa portare un ragazzo ad accantonare l’amore per commettere un atto deplorevole. Partendo dal presupposto che amare significa coltivare l’anima della persona scelta per passare il proprio tempo, è un gesto che non si può capire. Tutto normale all’apparenza, quella stessa naturalezza che nasconde, invece, segnali non ben identificabili.

A volte, non basta studiare una persona, non basta conoscerla da anni, ci sono motivi che scattano all’improvviso e senza avvertimento. Non esitare, non giustificare un uomo solo perché lo ami, una delle concause è l’eccessiva comprensione che le donne hanno nei confronti del proprio compagno. Adesso, ci ritroviamo qua a guardare quella “foto profilo facebook”, come i tempi moderni impongono, assieme a quel ragazzo tanto amato, ma che è stato capace di decidere sul suo tempo.

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