Eruzione dell’Etna del 1669, da legge Ars una scossa al turismo - QdS

Eruzione dell’Etna del 1669, da legge Ars una scossa al turismo

Raffaella Pessina

Eruzione dell’Etna del 1669, da legge Ars una scossa al turismo

martedì 19 Aprile 2022 - 05:00

Josè Marano (M5s): “Da un fatto tragico l’opportunità di valorizzare il territorio”. Sinergie con enti locali e tour operatori per percorsi culturali

CATANIA – L’eruzione dell’Etna del 1669 è destinata a divenire un evento utile a promuovere la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio storico, culturale e ambientale rimasti coinvolti dal tragico fatto.

L’11 marzo giornata della memoria dell’eruzione del 1669

Grazie ad un disegno di legge presentato dalla deputata pentastellata Josè Marano (n. 471) ed approvato all’Ars lo scorso mese di marzo è stato riconosciuto l’11 marzo quale giornata della memoria dell’eruzione.

Il Quotidiano di Sicilia ha intervistato la prima firmataria per conoscere i motivi di questa iniziativa.

“L’idea nasce dal desiderio di valorizzare il nostro territorio – ha spiegato Marano – Io ho viaggiato parecchio, e all’estero anche la più piccola cosa che può potenzialmente destare interesse viene valorizzata per attrarre turisti e quindi creare indotto economico. Tutto è nato a seguito di un mio incontro con la Fondazione Monasterium Album. Da questo incontro ci si è chiesti perché non ricordare quell’evento storico dando valore a questo, creando itinerari turistici per visitare i luoghi e i monumenti che sono stati colpiti dall’eruzione”.

Il disegno di legge ha incontrato il favore di tutti i componenti del gruppo Cinquestelle all’Ars, avete già individuato le azioni da intraprendere per far conoscere l’itinerario turistico monumentale già denominato “La lava della Ruina”?

“Abbiamo pensato a varie azioni per promuovere questa ricorrenza, anche attraverso dei tours. Chiaramente bisognerà definire i dettagli con gli enti locali, i comuni, le associazioni e i tour operator e poter creare gli itinerari che consentano di visitare i luoghi colpiti dall’eruzione non solo ai turisti, ma anche ai siciliani e agli studenti, con attività anche didattiche”.

Per mettere a regime il sistema ci vorranno degli stanziamenti. Quali prospettive ci sono sul reperimento dei fondi necessari?

“Il disegno di legge era dotato della norma finanziaria, solo che siamo per la quinta volta in esercizio provvisorio, quindi non poteva essere prevista, ma provvederò a depositare una norma apposita in finanziaria”.

Siamo gli sgoccioli dell’esercizio provvisorio consentito. Pensate di farcela ad approvare il bilancio nei tempi previsti?

“Non abbiamo alternativa, sennò sarebbe il disastro. Il problema è che se si fanno le cose troppo in fretta, come sempre, non si potranno studiare adeguatamente le norme, non si avrà il tempo di programmare, pianificare e si finirà per approvare gli articoli della finanziaria durante le solite sedute fiume, anche di notte. Non è una modalità corretta, non è seria. I siciliani non meritano questa superficialità. Inoltre c’è ancora la questione delle commissioni legislative, che il presidente dell’Ars Miccichè aveva detto di voler azzerare. Due settimane fa ha annunciato in aula che mancava la griglia dei componenti di Diventerà Bellissima per procedere al rinnovo. Infine, c’è una crisi nella maggioranza abbastanza forte e non oso immaginare le difficoltà che vi saranno per approvare la prossima finanziaria.

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