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Esce “Fly Away”, terzo album del cantautore Stefano Bertozzi

Esce “Fly Away”, terzo album del cantautore Stefano Bertozzi

Dieci tracce, dieci capitoli narrati con musica e parole

Roma, 18 set. (askanews) – Fuori oggi, su tutte le piattaforme, Fly Away, il terzo album del cantautore di origini bolognesi Stefano Bertozzi, diretto da Francis Gorini (che ha partecipato all’arrangiamento dei brani), registrato al London Mixing Studio. Stefano Bertozzi è un viaggiatore e con la sua musica guarda alle cose della vita da prospettive diverse, lasciando che luoghi ed emozioni con le loro storie, siano protagonisti. Fly Away con brani, scritti nel tempo, attraversa lo spazio senza fretta: dieci tracce, dieci capitoli narrati con musica e parole, perfettamente in equilibrio, in inglese e in italiano entrambe lingua madre dell’autore, regalano sfumature intense e differenti.

La bellezza rara di questo album sta proprio nell’assenza di frenesia, dove senza schemi e costrizioni, l’ascolto lascia spazio all’immaginazione di ognuno e ciascuno per un viaggio personale e unico. “La musica è il mio secret garden. Qualcosa che coltivo da sempre, con impegno, ma senza ansia da prestazione. Per questo, non ho mai avuto un produttore. E’ uno spazio creativo dove prendono forma in musica e parole, appunti, pensieri, emozioni che raccolgo su un quadernetto che viaggia sempre con me. Ci lavoro con calma, me ne allontano, le riprendo per definirne i contorni, con una ‘cura’ che mi cura. Ogni brano ha la sua genesi: Fly away, che titola l’album, scritto (febbraio 2019) in occasione del mio primo viaggio in Cina, parla della capacità di abbracciare il cambiamento e di trovare il coraggio di affrontare le sfide sempre più grandi del nostro tempo. Il viaggio diventa una metafora della scoperta, un modo per placare la sete di conoscenza che è dentro ciascuno di noi, ampliare i nostri orizzonti e scoprire ciò che può esistere al di là di ciò che ci è familiare, un invito a cogliere le opportunità che la vita ci offre, spiegare le ali e andare alla ricerca di ciò che desideriamo veramente”.

La raccolta è un viaggio alla scoperta di luoghi inesplorati non solo geografici, ma che si nascondono nelle pieghe del nostro essere. Un invito ad esplorare senza timore e con curiosità. The man from Stagira (ottobre 2024) scritto in onore di Aristotele e dell’eredità straordinaria che il filosofo di Stagira ha lasciato all’umanità: “Il brano nasce da una riflessione sul nostro tempo, nel quale troppo spesso l’effimero e l’apparenza sembrano prevalere sulla sostanza, lasciando molte persone disorientate, smarrite o sconfitte. In un mondo che sembra progressivamente allontanarsi da alcuni dei valori e dei principi sui quali si fonda il nostro vivere insieme, The Man from Stagira vuole essere un invito a riscoprire la virtù, la misura, la responsabilità verso gli altri e la ricerca del bene comune. È, in fondo, un omaggio ad un pensiero antico che continua a porci una domanda profondamente contemporanea: che cosa significa vivere bene, non soltanto come individui, ma insieme agli altri?”.

Stefano Bertozzi scrive per il piacere di farlo, con testi concisi, che ricordano vagamente la forma poetica di un Haiku giapponese, dove le parole scelte con cura, danno forma al pensiero. Questa la track list: Fly Away (2019), Volando sul lago (2019), Bounty rider (2025), The man from Stagira (2024), Powerful (2019), Vedere e sentire (2020), Piercing of the veil (2022), L’eco dei nostri passi (2025), A lullaby by the river Forth (2025), Sands of silence (Wadi Rum – la valle della luna in arabo)(2025).