Il conto alla rovescia è nella fase calda: chi non ha un televisore in casa e vuole evitare l’addebito del canone Rai nella bolletta dell’energia elettrica, deve agire entro il 30 giugno.
È questa, infatti, la data ultima per comunicare all’Agenzia delle Entrate la mancata detenzione di un apparecchio televisivo e ottenere l’esenzione per il secondo semestre dell’anno. Ignorare questa scadenza significa, in soldoni pagare un’imposta non dovuta. Vediamo cosa serve sapere per muoversi nei tempi giusti per evitare il pagamento e chi, invece, è tenuto a pagare il canone e come funziona il prelievo.
La scadenza del 30 giugno
In Italia, il pagamento del canone tv è legato a una “presunzione di detenzione”: se si è intestatari di un’utenza elettrica residenziale, lo Stato presume che si abbia in casa almeno un televisore. Per smontare questa presunzione, “l’onere della prova” spetta al cittadino. Si deve presentare la dichiarazione di non detenzione entro il 30 giugno permette di essere esonerati dal pagamento per il secondo semestre dell’anno (da luglio a dicembre).
Chi ha saltato la finestra di inizio anno (che scade a fine gennaio) ha quindi un’ultima occasione per alleggerire le fatture energetiche dei mesi successivi.
Cosa fare per chiedere l’esonero
La procedura per disdire l’addebito richiede la compilazione di un modulo dedicato: il quadro A della Dichiarazione sostitutiva di non detenzione, disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Il cittadino dichiara sotto la propria responsabilità penale (trattandosi di un’autocertificazione) che in nessuna delle abitazioni in cui è intestatario di utenza elettrica è presente un apparecchio tv. La domanda può essere inoltrata in diversi modi:
- Online, tramite l’applicazione web dedicata sul sito dell’Agenzia delle Entrate, accedendo con le proprie credenziali Spid, Cie (Carta d’identità elettronica) o Cns;
- Tramite intermediari, rivolgendosi a un Caf (Centro di assistenza fiscale) o a un professionista abilitato;
- Via PEC, inviando il modulo firmato digitalmente all’indirizzo cp22.canonetv@postacertificata.agenziaentrate.it;
- Raccomandata, spedendo il modulo cartaceo, insieme a una copia di un documento d’identità valido, all’indirizzo Agenzia delle Entrate – Direzione Provinciale I di Torino – Ufficio Canone TV – Casella Postale 22 – 10121 Torino. La dichiarazione ha validità annuale.
Questo significa che, anche se presentata quest’anno, l’operazione andrà ripetuta all’inizio dell’anno prossimo per mantenere l’esenzione.
Chi deve pagare il canone Tv
Il Canone Rai non è una tassa sull’utilizzo o sui contenuti ma un’imposta sul possesso. È tenuto al pagamento chiunque detenga uno o più apparecchi in grado di ricevere, decodificare e visualizzare il segnale digitale terrestre o satellitare. Computer, smartphone e tablet, a meno che non siano dotati di un sintonizzatore tv integrato, non sono soggetti al pagamento del canone, anche se vengono utilizzati per guardare programmi televisivi in streaming via internet.
Oltre a chi non possiede la tv, esistono altre categorie esenti per legge: gli over 75 con un reddito annuo proprio e del coniuge non superiore agli 8mila euro e inoltre i diplomatici e i militari stranieri, per effetto di convenzioni internazionali.
Gli importi e l’addebito
A partire dal 2016, per contrastare l’evasione fiscale, il Canone è stato inserito direttamente all’interno delle bollette della luce. L’importo viene spalmato su dieci rate mensili (o bimestrali, a seconda della fatturazione del proprio fornitore di energia) da gennaio a ottobre.
Per quanto riguarda l’importo, l’imposta ha subito di recente una sforbiciata, passando dallo storico costo di 90 euro agli attuali 70 euro annui. Questo significa che, sulle bollette a fatturazione bimestrale, i cittadini si ritrovano un addebito di 14 euro a bimestre. Un costo che, in assenza di un televisore, può essere facilmente depennato attivandosi entro il 30 giugno.
Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp e Telegram

