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Eso: Scoperto il pianeta più debole mai fotografato dalla Terra

Eso: Scoperto il pianeta più debole mai fotografato dalla Terra

Dopo oltre 10 anni di ‘nascondino’

Roma, 15 lug. (askanews) – Un gruppo di astronomi ha scoperto un terzo pianeta in orbita intorno alla stella Beta Pictoris. Il nuovo pianeta, Beta Pictoris d, è 100 volte più debole di Beta Pictoris b, il primo pianeta scoperto nello stesso sistema, ed è tra gli esopianeti più leggeri mai osservati dalla Terra. Dopo aver individuato il pianeta utilizzando il VLT (Very Large Telescope) dell’ESO (Osservatorio Europeo Australe), il gruppo ha scoperto che era nascosto in varie osservazioni di archivio risalenti a oltre un decennio.

“È stata una scoperta fortuita”, afferma Ben Sutlieff, co-responsabile dello studio pubblicato oggi su The Astrophysical Journal Letters e astronomo dell’Università di Edimburgo, nel Regno Unito e aggiunge: “Inizialmente volevamo osservare meglio un pianeta già noto nel sistema, Beta Pictoris b, per vedere come si evolveva nel tempo”. Tuttavia, quando il gruppo di lavoro ha iniziato ad analizzare le immagini del sistema, ha notato qualcos’altro, separato da Beta Pictoris b, che li ha condotti su un percorso completamente nuovo.

“‘C’è qualcos’altro lì, l’avete visto?’”, ricorda di aver detto Markus Bonse, astronomo dell’ESO in Germania e co-responsabile dello studio insieme a Sutlieff, mentre esaminava i dati. Per confermare la natura della scoperta, il gruppo ha consultato l’archivio dell’ESO, un catalogo delle osservazioni effettuate con gli strumenti dell’ESO. Hanno trovato un nuovo pianeta, Beta Pictoris d, in diverse immagini risalenti fino a 11 anni fa, inclusa una in cui era appena discernibile rispetto alla luce del vicino più grande, Beta Pictoris b. “Il pianeta d, a quanto pare, ha giocato a nascondino con noi per oltre un decennio e solo ora possiamo dire ‘trovato!’”, commenta Jayne Birkby, coautrice dello studio e astronoma dell’Università di Oxford, nel Regno Unito.

Il pianeta appena scoperto, come gli altri due del sistema, è un gigante gassoso come Giove o Saturno. Tuttavia, Beta Pictoris d ha un’orbita molto più ampia rispetto ai pianeti Beta Pictoris b e Beta Pictoris c. Inoltre, mentre i primi due hanno ciascuno una massa circa dieci volte superiore a quella di Giove, il nuovo pianeta è solo 2,4 volte più massiccio di Giove, il che lo rende uno dei più leggeri mai fotografati dalla Terra. Il pianeta è anche relativamente freddo e, quindi, estremamente debole rispetto alla stella madre.

La produzione di un’immagine diretta, in cui la luce di un oggetto viene catturata come in una fotografia, funziona solo per pianeti sufficientemente luminosi da essere visibili anche accanto alla propria stella madre, molto più brillante. Ottenere l’immagine diretta di un pianeta debole come Beta Pictoris d rappresenta quindi un risultato molto significativo. “Il nuovo pianeta è 100 volte più debole di Beta Pictoris b, il famoso pianeta nello stesso sistema, il che lo rende l’esopianeta più debole mai fotografato direttamente dalla Terra”, spiega Bonse [1].

La prima chiara osservazione di Beta Pictoris d, che si trova a 63 anni luce da noi, è stata effettuata con lo strumento ERIS, installato sul VLT, da Sutlieff, Bonse e il loro gruppo. Un gruppo indipendente, guidato da Aidan Gibbs dell’Università della California, negli Stati Uniti, ha scoperto lo stesso pianeta utilizzando il telescopio spaziale James Webb (JWST), uno strumento delle agenzie spaziali statunitense, europea e canadese. Anche i loro risultati sono stati pubblicati oggi su The Astrophysical Journal Letters.

Per confermare la scoperta di un pianeta a partire dalla prima rivelazione, gli astronomi di solito devono effettuare osservazioni supplementari. Tuttavia, questo sistema era stato ampiamente studiato, con diverse immagini conservate negli archivi scientifici dell’ESO e del JWST. “Con nostra grande gioia, il pianeta è saltato fuori in precedenti osservazioni con SPHERE”, aggiunge Birkby, riferendosi a un altro strumento del VLT utilizzato in precedenza per osservare il sistema di Beta Pictoris. Il pianeta d è stato individuato anche in osservazioni d’archivio ottenute da NIRCam, uno strumento del JWST. Ora che il gruppo sapeva dove cercare il potenziale nuovo pianeta, “si è scoperto che era da sempre nascosto nei dati!”, conclude Birkby. Il coautore Valentin Christiaens, ricercatore presso il CEA Paris-Saclay, in Francia, aggiunge: “Il ritrovamento nei dati d’archivio di SPHERE non solo sono molto entusiasmanti in sé, ma suggeriscono anche che numerosi tesori come questo siano ancora nascosti negli archivi degli strumenti del VLT!”.

Beta Pictoris è ora il secondo sistema, dopo HR 8799, in cui sono stati ripresi direttamente più di due pianeti. “I sistemi con più esopianeti di cui abbiamo immagini dirette sono come il ‘Santo Graal’ delle scoperte, perché possono insegnarci molto su quanto diversi possono essere gli esopianeti nello stesso ambiente di formazione”, afferma Sutlieff [2]. Beta Pictoris d chiarisce anche un mistero del suo sistema planetario, poiché ha esattamente la massa e la posizione giuste per spiegare la particolare forma del disco di detriti circostante, costituito dai resti della formazione dei pianeti.

La scoperta di Beta Pictoris d con questa procedura favorisce ulteriori sforzi per ottenere immagini dirette di sistemi planetari in cui pianeti deboli potrebbero essersi ‘nascosti in bella vista’, anche con il futuro ELT (Extremely Large Telescope) dell’ESO. “Sembra che i pianeti abbiano molti amici”, conclude Beth Biller, coautrice dell’articolo e astronoma dell’Università di Edimburgo, “molti dei famosi sistemi di esopianeti osservati direttamente sembrano contenere un grande numero di pianeti giganti nello stesso sistema ed è probabile che un numero ancora maggiore pianeti di massa inferiore sia nascosto in questi sistemi e potrebbero essere scovati dagli strumenti dell’ELT”.