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Esselunga investirà su Roma, Emilia R. e Liguria: attenti a opportunità

Esselunga investirà su Roma, Emilia R. e Liguria: attenti a opportunità

Neri: Lidl ci dà fastidio ma bravi. Frustrante essere accusati per rincari

Milano, 27 mag. (askanews) – Esselunga lavora per ampliare la propria catena di supermercati che nel breve supererà i 200 punti vendita. “Tra le zone in cui vogliamo investire Roma è la prima – ci ha detto Eugenio Neri, direttore commerciale di Esselunga – abbiamo investito e vogliamo ancora investire sull’Emilia-Romagna e poi abbiamo completare la parte della Liguria. Queste sono le tre zone principali”. Dopodiché, spiega “noi siamo pronti a cogliere quelle che sono un po’ le opportunità del mercato, che siano catene esistenti o nuovi sviluppi”. E in questo senso qualcosa bolle in pentola: “Diciamo che siamo vigili”, si è limitato a rispondere il manager che ha escluso un potenziale interesse per acquisire catene, come da indiscrezioni, poi smentite, su Penny Market Italia. “Non siamo sicuramente interessati”, è stata la replica precisando che “da sempre preferiamo costruire da zero. E’ evidente però che il mercato cambia e quindi anche noi dobbiamo evolvere, nel tempo abbiamo acquisito per esempio degli Auchan. Siamo veramente attenti alle opportunità di mercato quindi non siamo chiusi a comprare, una catena magari no, ma qualche negozio sì”.

A livello di singoli format Neri ha spiegato che “Per le Esse c’è un piano di sviluppo, abbiamo qualcosa ancora su Milano ma non sappiamo ancora se riusciremo entro quest’anno, però possiamo dire che c’è un piano di sviluppo sicuramente su Milano e poi stiamo guardando anche in altre città italiane. Oggi con le Esse siamo presenti solamente nel capoluogo lombardo e a Roma per cui stiamo guardando anche altre città, non è facile però Firenze, Bologna sono città che per noi potrebbero tranquillamente ospitare un format di questo tipo”.

In questa fase Esselunga sta puntando anche sulla marca privata che oggi pesa oltre il 25% del fatturato, “un peso molto importante – ha osservato Neri – Per noi è un grandissimo vantaggio, sul brand Esselunga sul quale noi stiamo puntando abbiamo fatto un ribasso dei prezzi perché il concetto che vogliamo trasmettere è che possiamo pensare di abbassare un po’ il prezzo però la qualità deve rimanere quella. Altro brand fondamentale è Cucina Esselunga che ci sta una grandissima soddisfazione. Oggi i brand che crescono di più sono Esselunga, Top e Esselunga mainstream”. Smart, la mdd di primo prezzo, “sta soffrendo un po’ ma perché è evidente che abbassando i prezzi Esselunga, Smart è un po’ cannibalizzata però noi siamo contenti e vogliamo continuare su questa strada”.

A Milano negli ultimi anni la concorrenza di un’insegna come Lidl si è fatta più serrata, alzando anche il target di riferimento. A tal proposito il direttore commerciale ha ammesso che “Ogni punto vendita che apre vicino a noi ci porta via clienti, noi su Milano siamo leader e quindi evidentemente guardiamo ogni apertura con grandissima attenzione. Abbiamo un grande rispetto di Lidl, ha fatto un bel lavoro, crediamo di avere delle peculiarità ancora che ci permettono di differenziare la nostra offerta. Quello che non dobbiamo fare – ha avvertito – è fare Lidl perché non siamo capaci di farlo, dobbiamo puntare sui nostri punti di forza”. “Ci danno fastidio? Sì, ci danno fastidio – ha convenuto – sicuramente sono stati negli anni bravi ad aumentare il loro parco clienti verso una fascia media, se non medio alta, che una volta sicuramente non andava da Lidl però per questo gli va detto solamente bravi. E magari anche vedere cosa hanno fatto, imparare per fare qualche modifica alla nostra offerta al nostro modello”.

Quello spiace al direttore commerciale della catena è che in momenti difficili per l’economia, con l’inflazione che erode il potere d’acquisto delle famiglie, sia la distribuzione a finire nel mirino. “E’ una grande frustrazione perché negli anni, ma lo stiamo vedendo anche adesso, che stiamo ricevendo aumenti di listino importanti da parte dell’industria, quando c’è inflazione siamo l’ultimo anello della catena, gli ultimi a trasmettere l’inflazione al cliente. Purtroppo il cliente quando vede che aumentano i prezzi pensa che siamo noi ad aumentarli ma noi siamo l’ultima parte di una catena e questo è difficile da trasmettere”. E qui cita gli aumenti di queste settimane su alcune categorie di prodotto. “In questo momento sul Pet, su tutto il mondo delle acque mineriali abbiamo aumenti importantissimi a doppia cifra e noi non stiamo toccando i prezzi. D’altra parte basta guardare i margini del nostro comparto, non sono margini altissimi”. “Però – ha concluso – ci rendiamo conto che forse siamo più facili da colpire, meno forti e ci dispiace molto di questo. Qui bisogna ragionare di filiera”.