Ex Espesi, Priolo approva ristrutturazione dell’ecomostro - QdS

Ex Espesi, Priolo approva ristrutturazione dell’ecomostro

Luigi Solarino

Ex Espesi, Priolo approva ristrutturazione dell’ecomostro

martedì 17 Marzo 2020 - 00:00
Ex Espesi, Priolo approva ristrutturazione dell’ecomostro

Il complesso industriale abbandonato è stato per decenni al centro di controversie giudiziarie. Si tratta del primo progetto europeo approvato dal Comune, per un finanziamento di 1,4 milioni

PRIOLO (SR) – L’Amministrazione comunale di Priolo Gargallo ha deciso di ristrutturare i locali dell’ex Espesi (Estrazione petrolifere siciliane) sita sullo stretto lembo di terra che collega Marina di Priolo alla penisola Magnisi. Si tratta di una struttura industriale abbandonata che ormai costituisce un vero e proprio ecomostro.

Il complesso, che comprende alcuni stabili in passato adibiti a uffici e a locali dell’industria, si estende per un’area di circa mille metri quadrati. Lo stabilimento dell’Espesi, costruito negli anni ‘60, produceva bromo, estraendolo dalle acque marine ma, a causa di un dissesto finanziario, venne chiuso negli anni ‘70. Dopo anni di controversie giudiziarie l’area è stata assegnata al Comune di Priolo. Inizialmente la si voleva destinare ad un centro di ricerca per studiare l’ambiente marino e costiero del litorale siracusano, con particolare attenzione agli aspetti della biodiversità marina.

Successivamente si è decisa la trasformazione dell’edificio in un centro visite ed in una foresteria della vicina Riserva naturale orientata, gestita dalla Lipu (Lega italiana protezione uccelli) di Priolo. Tuttavia, il progetto di ristrutturazione, rivisto nel 2017 come VI settore, assessorato alla Cultura, guidato da Domenico Mercurio, era stato dichiarato non ammissibile e quindi escluso a causa di un errore della Commissione di valutazione. Il Comune ha presentato ricorso, impugnando la graduatoria e chiedendo l’accesso agli atti.

È stata prodotta una articolata relazione con la quale è stata ribaltata la situazione e dichiarata l’ammissibilità. Difatti l’Assessorato regionale al Territorio e Ambiente ha comunicato al primo cittadino di Priolo, Giuseppe Gianni, di aver approvato la convenzione che regola i rapporti tra il Comune e il Dipartimento regionale dell’Ambiente, con la relativa pubblicazione sulla Gurs (Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana). A seguito della firma della convenzione, sarà presentata la rivisitazione del progetto in termini economici, per adeguarlo al nuovo prezziario regionale. Tutto questo non andrà ad intaccare le somme già previste. Nell’immediato si chiederà l’anticipazione del 5%, e successivamente del 20%, per l’avvio delle procedure; sarà preparato il bando di gara e alla fine dell’estate cominceranno i lavori. Infatti, si prevede che i lavori potranno prendere il via già a settembre 2020, per concludersi entro 18 mesi dalla data di inizio.

Si tratta del primo progetto europeo mai approvato al Comune di Priolo, per un finanziamento complessivo di un milione e 476 mila euro nell’ambito del bando relativo all’azione 6.6.1 del Po-Fesr (Piano operativo-Fondo europeo di sviluppo regionale) Sicilia 2014-2020. Il sindaco Gianni ha dichiarato: “Gli interventi prevedono che il caseggiato venga trasformato in museo naturalistico e foresteria, corredato da uffici. Il centro visite sarà affidato alla Lipu, Ente gestore della Riserva Naturale Saline. La riserva, insieme al vicino sito archeologico di Thapsos, costituirà un importante parco naturale ed archeologico”.

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