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Ex sportellisti: guerra tra sindacati, si attendono risposte

Ex sportellisti: guerra tra sindacati, si attendono risposte

Le tre organizzazioni accusate (dagli indipendenti) di aver distrutto il settore, in 1.800 senza lavoro. Cgil, Cisl e Uil convocano un’assemblea, i lavoratori delle sigle non confederali protestano

PALERMO – Gli ex sportellisti non ne possono più. Nessuna risposta dalle istituzioni, nessuna risposta dai sindacati confederali. E gli inviti a partecipare alle assemblee, da parte di Cgil, Cisl e Uil, non servono a calmare gli animi, anzi.

Come scrivono gli ex sportellisti liberi, una associazione nata proprio per salvaguardare i diritti lesi di questi lavoratori, l’invito ai lavoratori e ciò che i confederati dicono al riguardo “è quanto di più squalificante per loro stessi, oltre ad offendere maldestramente l’intelligenza dei lavoratori, che sono poveri, anche a causa loro, ma non imbecilli”.

I toni rimangono forti, dettati da tanta rabbia per una posizione lavorativa che, a detta degli interessati, meritava un futuro che non è più contemplato. “Tali soggetti – si legge ancora nel comunicato degli ex sportellisti – dopo aver assecondato l’opera di distruzione della formazione professionale; dopo aver svenduto, tradito e bistrattato i lavoratori in nome di un disegno ben congeniato dalla politica politicante; dopo aver firmato i licenziamenti tradendo lo stesso contratto di lavoro da loro firmato; dopo essere stati silenti in apparenza ma tramando sotto banco; hanno, non solo la pretesa di infiltrarsi sui sacrifici di chi li ha sgamati da tempo, ma vorrebbero banchettare in tavoli che non gli appartengono e con la faccia tosta di cui dispongono, senza pudore chiedono tavoli e tavolini in nome dei lavoratori”.

Si cercano fatti, non più tavoli tecnici in cui discutere e ridiscutere tematiche ormai sviscerate fino all’osso, che richiedono solo atti concreti, e non altre parole. “Forse a questi soggetti non è chiaro – aggiunge la sigla di categoria – che i lavoratori, quelli storici quindi gli unici ad avere voce in capitolo sull’implementazione delle politiche attive del lavoro, non permetteranno la loro becera intromissione a nome loro, in un percosso costato sacrifici inenarrabili”.

L’ultimo episodio che ha fatto imbestialire i lavoratori, la scelta dei sindacati di agire contro la delibera promossa dall’ex assessore regionale al Lavoro Mariella Ippolito, apprezzata in giunta, che fissava dei paletti a favore degli stessi lavoratori. “Che si facciano tutti i tavoli che bramano con ministri, presidenti e assessori – concludono nel comunicato – ma abbiano il coraggio civile e l’onestà intellettuale di chiamare ogni cosa con il proprio nome; che vadano con la loro bandiera che si chiama interesse per foraggiare le Agenzie per il lavoro dei loro patronati”.

Una storia che sembra non riuscire a trovare un “happy ending”, quella degli sportelli multifunzionali, che nascono in Sicilia dal più generale processo di riforma degli enti regionali di formazione professionale, che prevedeva per l’appunto l’attivazione di appositi sportelli multifunzionali con il compito di garantire servizi quali accoglienza ed informazione, consulenza, orientamento, follow-up, rivolti sia ai soggetti (studenti, giovani, adulti inoccupati e disoccupati) impegnati nella (o interessati alla) scelta di opportunità formative e di qualificazione, sia alle aziende interessate alla ricerca di personale o alla riqualificazione/aggiornamento di quello già impiegato.

Attività che si affiancano a quella dei centri per l’impiego per spingere il mondo del lavoro ad attivarsi, promuovendo la comunicazione tra aziende e lavoratori, la flessibilità e la capacità di riciclarsi in un sistema ormai molto dinamico e in continua evoluzione. Qualcosa non ha funzionato, il sistema si è inceppato, e circa 1.500 lavoratori sono ancora in attesa di una risposta.