F come Fiducia - QdS

F come Fiducia

redazione

F come Fiducia

martedì 29 Novembre 2022 - 18:04

Dobbiamo evitare di sprecare la vita

C’è una vita biologica che accomuna ogni specie, un incessante susseguirsi di cicli, di nascite e di morti, quella che i Greci chiamavano zoè, e una vita intesa come esistenza specifica, un segmento, una individuazione di zoè, che sempre i Greci chiamavano bìos, una biografia irriducibile, con un suo inizio e un suo termine ben precisi.

Ogni biografia cerca di ritagliarsi all’interno della comune vita biologica una durata, augurandosi che sia non solo protratta il più possibile nel tempo, ma, soprattutto, che sia anche piena, luminosa, appagante.
Non ci chiediamo solamente quanto durerà la nostra vita, ma che tipo di vita sarà, di quanta pienezza di senso saremo portatori.

Dobbiamo, dunque, evitare di sprecare la vita, cioè, come suggerisce il tracciato semantico di questo verbo, di disperderla, dissiparla, spargerla inutilmente in giro. Il verbo “sprecare”, di etimo incerto, deriva, forse, dal latino exprecari, con il significato di “mandare in malora”, cioè disperdere qualcosa in modo dissennato, spargere intorno senza misura. Una vita piena, una vita buona, reclama una durata qualitativa in cui nulla sia sprecato, in cui ogni frammento contribuisca a illuminare la nostra irripetibile scena. In questo senso, la tristezza più cupa non è tanto la rassegnazione o l’impotenza, ma la dissipazione della vita.

La tristezza, dice Spinoza nella sua Ethica, è la percezione di uno smottamento, di un passaggio di grado da una maggiore a una minore perfezione, quando non c’è coincidenza tra la sfera dei nostri desideri e la loro realizzazione effettiva. Occorre, di conseguenza, che la sfera dei desideri riconosca il proprio limite costitutivo, ciò che effettivamente sia alla nostra portata. Di conseguenza, l’uomo autentico è colui che desidera solo ciò che è realistico desiderare, che è alla portata delle sue capacità, dei suoi progetti.

Nello scarto o la coincidenza tra la sfera delle nostre possibilità e la loro realizzazione, si misurano perseveranza, intensità, grado con cui facciamo presa sulla realtà. Insomma, la nostra fiducia nella vita. La durata di una vita piena, il grado di fiducia in essa testimoniata, che le singole biografie ritagliano nell’inesausto ciclo della natura, dipende dalla nobiltà d’animo, espressione oggi dimenticata, con cui perseverano nella loro vocazione, sopportando i limiti interni ed esterni e adoperandosi per arginarli o vincerli. Nella nobiltà d’animo non c’è tristezza, semmai coraggio, fermezza, certamente effusione di vita buona: La nobiltà è data dall’animo – scrive Seneca -, il quale, in qualsiasi condizione si trovi, ha sempre la possibilità di sollevarsi sopra la fortuna stessa.

Insomma, non siamo chiamati al sacrificio, la vita vuole sempre vita, è affamata di energia che la riproduca, la alimenti, la conservi; siamo chiamati, in tutta la finitezza che ci contrassegna, a una durata piena e vitale, a una fiducia estrema nel fiorire sempre possibile della gioia.

Fabio Gabrielli
Filosofo

Ediservice s.r.l. 95126 Catania - Via Principe Nicola, 22

P.IVA: 01153210875 - Cciaa Catania n. 01153210875


SERVIZIO ABBONAMENTI:
servizioabbonamenti@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/372217

DIREZIONE VENDITE - Pubblicità locale, regionale e nazionale:
direzionevendite@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/388268-095/383691 - Fax 095/7221147

AMMINISTRAZIONE, CLIENTI E FORNITORI
amministrazione@quotidianodisicilia.it
PEC: ediservicesrl@legalmail.it
Tel. 095/7222550- Fax 095/7374001