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”Faccia a faccia con Putin”, l’incontro con lo “zar” di Stefano Polli

”Faccia a faccia con Putin”, l’incontro con lo “zar” di Stefano Polli

Esce il 23 ottobre per Rubettino il nuovo libro ex vicedirettore Ansa

Roma, 8 ott. (askanews) – Osservare Vladimir Putin da vicino, coglierne gli sguardi, i gesti, le reazioni alle domande. Ma soprattutto comprendere il modo in cui il leader del Cremlino costruisce il proprio racconto della realtà, attraverso un linguaggio misurato, un’ironia sottile e una straordinaria capacità di governare il confronto, facendo della comunicazione uno strumento di potere. È questa l’esperienza che Stefano Polli, giornalista e analista di politica internazionale, già vicedirettore dell’ANSA, racconta nel suo nuovo libro “Faccia a faccia con Putin”, pubblicato da Rubbettino Editore nella collana La Nuova Europa (pp. 132, euro 15) in libreria dal 23 ottobre.

Il volume nasce da un’esperienza giornalistica straordinaria: Polli è stato l’unico giornalista italiano a intervistare Vladimir Putin dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina.

È il 5 giugno 2024. Nella sede della Gazprom a San Pietroburgo, affacciata sul Golfo di Finlandia, il presidente russo incontra un ristretto gruppo di giornalisti delle principali agenzie di stampa internazionali. Tra loro c’è Polli, seduto esattamente di fronte a Putin, a poco più di un metro di distanza dall’uomo che ha deciso l’invasione dell’Ucraina e che, con le sue scelte, ha contribuito a sconvolgere gli equilibri internazionali.

Non è soltanto il resoconto di un’intervista eccezionale. È un viaggio dentro il sistema di potere russo, un tentativo di comprendere il pensiero di Vladimir Putin attraverso le sue parole, i suoi atteggiamenti, le sue strategie e le contraddizioni della narrazione con cui il Cremlino giustifica la guerra.

Polli racconta un Putin freddo, lucidissimo, capace di parlare per ore senza consultare appunti, di alternare l’ironia alle minacce, di ricostruire con precisione la propria versione della storia e di riportare continuamente il confronto sul terreno che gli è più favorevole.

Ma che cosa vuole davvero Putin? Qual è il disegno che si nasconde dietro l’invasione dell’Ucraina? E fino a dove è disposto a spingersi nello scontro con l’Occidente? Sono alcune delle domande intorno alle quali si sviluppa il libro.

Durante l’intervista Polli affronta direttamente uno dei temi più delicati del conflitto: la decisione di alcuni Paesi occidentali di consentire all’Ucraina di utilizzare i propri missili per colpire obiettivi in territorio russo. La risposta di Putin è un avvertimento all’Occidente e apre uno degli scenari più inquietanti del confronto tra Mosca e la NATO.

Il presidente russo risponde anche a una domanda dell’ANSA sui rapporti con l’Italia, distinguendo la posizione italiana da quella di altri Paesi europei e lasciando intravedere, nelle sue dichiarazioni, la possibilità di una futura ripresa delle relazioni tra Roma e Mosca.

Ma la parte forse più significativa del libro è quella che va oltre le parole pronunciate durante l’intervista.

Polli osserva da vicino il metodo comunicativo di Putin, la sua capacità di costruire una narrazione coerente e persuasiva e la visione di una Russia chiamata, secondo il Cremlino, a riconquistare un ruolo centrale nell’ordine mondiale. Il giornalista cerca di individuare le ragioni più profonde della guerra, oltre le giustificazioni ufficiali diffuse dalla propaganda russa.

Il racconto si allarga poi ai cinque giorni trascorsi a San Pietroburgo: la vita quotidiana in un Paese in guerra, le conseguenze delle sanzioni, l’economia russa, il rapporto con la Cina e con il Sud globale. Fino a interrogarsi sulla trasformazione della guerra moderna e sulla possibilità che il conflitto tra Russia e Ucraina possa estendersi al continente europeo.

L’esperienza diretta del giugno 2024 diventa così il punto di partenza di un’analisi che arriva fino all’estate del 2026, affrontando il controverso rapporto tra Putin e Donald Trump, le difficoltà della diplomazia, l’evoluzione del conflitto e il ruolo di un’Europa chiamata a confrontarsi con un ordine internazionale profondamente cambiato.

Con lo sguardo dell’inviato e l’esperienza dell’analista di politica internazionale, Polli offre al lettore qualcosa di diverso da una semplice ricostruzione geopolitica: la testimonianza di chi ha potuto osservare personalmente uno dei protagonisti centrali della politica mondiale contemporanea.

“Faccia a faccia con Putin” è anche una riflessione sul giornalismo, sulla necessità di interrogare il potere senza diventarne il megafono e sull’importanza di distinguere i fatti dalla propaganda, soprattutto quando l’informazione stessa diventa uno strumento di guerra.

Stefano Polli, scrittore e analista di politica internazionale, ha legato la sua carriera all’ANSA, di cui è stato inviato speciale e vicedirettore. Ha seguito i maggiori conflitti dagli anni Novanta a oggi e i più importanti summit mondiali. Tra i pochi a entrare in Corea del Nord, ha intervistato Fidel Castro ed è l’unico giornalista italiano ad aver incontrato Vladimir Putin dopo l’inizio della guerra in Ucraina.