“Il partito della Dc, in questo momento è interessato da tanti litigi interni, fra il segretario facente funzioni nazionale Gianpiero Samorì e il gruppo siciliano guidato dal capogruppo onorevole Carmelo Pace”. A dirlo è Andrea Messina, che tra i due litiganti ha preferito non prendere parte schierandosi con Cateno De Luca già a partire dalla legislatura in corso.
Ed in corso c’è anche la lite interna, con Carmelo Pace che ha preso le redini del partito quale segretario nazionale e Gianpiero Samorì che pare non avere alcuna intenzione di cedere.
Una faida interna da “carte bollate”
“Sicuramente adesso stanno passando alle carte bollate e probabilmente ci sarà un giudice che deciderà chi sarà il nuovo segretario – dice Andrea Messina ai giornalisti nel corso della conferenza stampa di Cateno De Luca all’Ars – però non ritengo che questo possa essere la soluzione del problema attuale della Dc. Li si insegue, magari legittimamente, la possibilità di raggiungere una leadership per poter poi ovviamente decidere anche con il partito cosa fare e con chi andare”.
Il problema però è che, come lo stesso ormai ex Dc ed ex assessore regionale Messina, “tanti amici miei della Dc, con cui in questi anni abbiamo condiviso e costruito veramente un grande percorso politico e amministrativo, purtroppo piano piano si sono allontanati nelle ultime settimane”.
Schifani, De Luca e Samorì, nella battaglia di Pace per la Dc
Alcuni sono passati tra le file di Cateno De Luca, altri sono andati altrove ed altri ancora, secondo Andrea Messina, starebbero ancora aspettando. La faida interna alla Democrazia Cristiana, che fu una e forte fino ad un anno esatto addietro, dopo l’inchiesta della Procura di Palermo e lo scandalo politico che ha rappresentato il primo cedimento del governo Schifani, con il patteggiamento di tre anni ai servizi sociali per Totò Cuffaro dominus indiscusso del partito, ha disgregato quello che era uno dei maggiori azionisti della coalizione di centrodestra siciliana.
A garantire il gruppo democristiano all’Ars era stato Renato Schifani, che di suo aveva così ancor più assicurato la lealtà del gruppo orfano dell’ex governatore ormai uscito di scena. Ma se da un lato il presidente della Regione ha blindato i deputati democristiani, dall’altro ha inflitto loro dei drastici ridimensionamenti.
L’incidente con le deleghe perse e solo in parte recuperate
I democristiani hanno perso due deleghe assessoriali per sei mesi, riconquistandone poi soltanto una mentre gli autonomisti speravano forse nel completo defenestramento dell’alleato. A perdere la delega senza riaverla, a differenza di Nuccia Albano, è stato proprio Andrea Messina che oggi ha ufficializzato il passaggio a Sud chiama Nord.
Ma in bilico adesso c’è anche il garante della Dc, che ha da poco rassicurato con un pubblico “onorerò il mio mandato fino al termine e non deluderò i siciliani” postato con lo stesso stile grafico e testuale del precedente in cui scriveva di prendere atto delle dichiarazioni dell’onorevole Minardo e valutare “con senso di responsabilità le decisioni da assumere”. Se Schifani non farà, come sembra, un secondo mandato, per la Democrazia Cristiana di Carmelo Pace non resterà molto su cui fondare un nuovo corso. Peggio andrebbe poi se le “carte bollate” non dovessero dare ragione a Pace.
I probiviri di Pace chiamati a decidere su Samorì
Le ultime, risalenti al 13 ottobre, dicono che “la direzione nazionale della Democrazia Cristiana, riunitasi a Roma, ha deliberato il deferimento di Gianpiero Samorì al Collegio dei probiviri in relazione alla sua carica di vicepresidente nazionale”.
Dopo un lungo dibattito con toni da scontro acceso e senza possibilità di diplomatica negoziazione in cui Pace voleva che si convocasse la direzione nazionale per il congresso e la votazione sul nuovo direttivo e Samorì tirava in direzione opposta, una parte del partito ha seguito il capogruppo all’Ars e l’altra il facente funzioni. Nel frattempo andavano avanti i negoziati per trovare asilo in altri partiti da parte di democristiani che non si potevano dire fiduciosi e ottimisti sul futuro della Dc.
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