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Famiglie siciliane schiacciate dai debiti: Siracusa è la provincia più indebitata d’Italia

Famiglie siciliane schiacciate dai debiti: Siracusa è la provincia più indebitata d’Italia
Immagine di repertorio. Foto di Obsahovka da Pixabay

Un trend in crescita negli ultimi anni, che vede l’Isola in grande difficoltà. L’elaborato nel dettaglio con Paolo Zabeo, coordinatore Ufficio studi CGIA

Le famiglie italiane sfiorano i 178 miliardi di euro di debito al consumo (ognuna al momento deve mediamente 6.657 euro senza considerare i mutui) e, la provincia di Siracusa, è quella che soffre maggiormente di questo insidioso fenomeno. Questo è quanto emerge dal recente elaborato di CGIA Mestre che, analizzando i numeri forniti da Banca d’Italia e Istat, ha fotografato una situazione certamente difficile per tutto il Paese, ancor di più in Sicilia, Toscana e Umbria (la Regione con la situazione più complessa).

Andando subito nel dettaglio del dato siciliano, il report evidenzia come l’Isola sia la terza regione per esposizione più alta, superata soltanto proprio dall’Umbria e dalla Toscana. La Sicilia infatti, con il parziale del +5,6%, tocca i 7.383 euro di debito al consumo, con la provincia di Siracusa che, come già detto, è oggi la più in difficoltà in tutta Italia da questo punto di vista.

Numeri che rendono chiara la situazione in tutto il territorio nazionale e nell’Isola, e su cui ci siamo confrontati proprio con CGIA Mestre per capire a fondo i dettagli di questo elaborato e le sue possibili motivazioni. Il QdS.it infatti, ha avuto un confronto sull’argomento con Paolo Zabeo, coordinatore Ufficio studi CGIA che, attraverso i numeri esposti dall’organizzazione, ha fatto il punto su questo fenomeno.

Negli ultimi nove anni crescita del 62% sui debiti: la Sicilia è nel podio delle peggiori. Le motivazioni dietro al complesso quadro

Dal lavoro svolto da CGIA Mestre, emerge subito una percentuale importante: l’aumento del 62% dei debiti al consumo negli ultimi nove anni. Da cosa deriva tutto ciò? A spiegarlo è proprio Zabeo.

“Le determinanti principali sono due: da un lato la necessità di liquidità per far fronte a spese impreviste, dall’altro l’acquisto di beni durevoli — auto, elettrodomestici, mobili, tecnologia — che un tempo venivano spesso finanziati con il risparmio accumulato. A questo si aggiunge l’erosione del potere d’acquisto: a fronte di stipendi e pensioni rimasti pressoché fermi, i prezzi di beni e servizi sono saliti in modo sensibile, spingendo molte famiglie, in particolare quelle del ceto medio, a ricorrere al credito per mantenere lo stesso tenore di vita” – afferma il coordinatore Ufficio studi CGIA.

Un trend certamente preoccupante quello messo alla luce da CGIA Mestre. Ma possiamo aspettarci una crescita ulteriore? “Non è possibile fare una previsione puntuale, ma le condizioni che hanno alimentato questa crescita non sembrano in via di esaurimento: il costo del credito al consumo è ancora in salita (siamo passati da circa il 7,6% del 2021 a oltre il 10% negli ultimi anni), e – spiega ancora Zabeo – finché non si osserverà un riallineamento tra redditi e inflazione è plausibile attendersi che il ricorso al credito rimanga elevato”.

Gli effetti dell’inflazione, del costo della vita e dei tassi in salita sulle famiglie italiane

“È una pressione che agisce su due fronti contemporaneamente” – afferma Zabeo, esponente CGIA Mestre. “Da una parte l’inflazione riduce il reddito disponibile reale delle famiglie; dall’altra il rialzo dei tassi — in parte legato alla risposta della BCE alle tensioni inflazionistiche nell’area euro — rende più costoso sia il debito già contratto sia quello nuovo. Il risultato è che le famiglie si trovano a pagare rate più onerose proprio nel momento in cui hanno meno margine di risparmio, con un rischio concreto di sovraindebitamento soprattutto per i nuclei a reddito basso o instabile” – assicura l’esperto del settore.

I consigli per le famiglie: come poter tentare di gestire il debito

Ma quali sono gli strumenti che l’organizzazione sindacale consiglia per gestire il potenziale debito al consumo in famiglia? Possiamo sintetizzarli in qualche punto:

  • Consulenza sul sovraindebitamento attraverso gli Organismi di Composizione della Crisi, previsti dalla normativa sul sovraindebitamento
  • Confronto attento tra le offerte di credito, con particolare attenzione al TAEG prima di firmare
  • Consolidamento dei debiti quando sono in corso più prestiti contemporaneamente, per ridurre il costo complessivo
  • Percorsi di educazione finanziaria di base, sia nelle scuole sia attraverso gli sportelli bancari.

Il caso unico di Siracusa e provincia: è la zona più indebitata d’Italia

Infine, a Zabeo sottoponiamo la questione di Siracusa, ovvero la provincia più “indebitata” in Italia. Un caso unico, con la CGIA Mestre che registra il valore medio più’ alto di indebitamento proprio nella zona isolana con 8.437 euro per famiglia (+4% in un anno).

“Non esiste una spiegazione causale univoca legata a un singolo fattore locale” – afferma. “Il dato va letto piuttosto come il riflesso di una fragilità reddituale più ampia: dove il reddito medio disponibile è più contenuto, la stessa spesa corrente richiede proporzionalmente più ricorso al credito. È un quadro coerente con quello dell’intera Sicilia, che si colloca tra le regioni italiane con maggiore esposizione debitoria delle famiglie, a conferma che si tratta di una fragilità strutturale del territorio più che di un fenomeno isolato”.

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