Milano, 18 ott. (askanews) – Quest’anno Fantini Wines ha anticipato la vendemmia fino a tre settimane rispetto al 2025 per fronteggiare le temperature elevate e la prolungata siccità che hanno interessato i vigneti del gruppo in diverse regioni italiane. La scelta dei tempi di raccolta, insieme con una gestione agronomica differenziata secondo i territori e le varietà coltivate, ha consentito di ottenere uve generalmente sane e maturazioni giudicate “eccezionali” dai responsabili tecnici. Il bilancio riguarda le produzioni dall’Abruzzo alla Sicilia, oltre ai vigneti spagnoli di Almansa, e mette in evidenza soprattutto il ruolo delle decisioni prese prima e durante la vendemmia.
Fondata nel 1994 a Ortona (Chieti) da Valentino Sciotti, Fantini opera in aree vitivinicole con caratteristiche climatiche differenti. Nel 2026 per le varietà bianche la priorità è stata conservare un equilibrio adeguato tra zuccheri e acidità; per quelle rosse, invece, la maggiore concentrazione ha richiesto particolare attenzione alla maturazione fenolica e alle differenze tra i singoli vigneti. Un esempio concreto arriva dalla Sardegna, dove nelle vigne di Sorso, gestite attraverso la Cantina Atzei, i tecnici hanno scelto di mantenere le foglie intorno ai grappoli di Vermentino. Nelle annate particolarmente calde, evitare una sfogliatura eccessiva permette di proteggere gli acini dall’esposizione diretta al sole, contenendo il rischio di scottature e di un eccessivo riscaldamento. La gestione della chioma diventa così uno strumento per accompagnare la maturazione, accanto alla scelta della data di raccolta. Nei medesimi territori anche Cannonau e Monica hanno raggiunto una maturazione ritenuta soddisfacente, pur con esigenze produttive differenti da quelle del Vermentino.
Il comportamento dei vitigni bianchi ha richiesto interventi tempestivi anche in altre regioni. In Abruzzo le raccolte anticipate di Pecorino e Pinot Grigio hanno contribuito a preservare l’acidità, mentre il Trebbiano ha mostrato una buona tenuta nelle condizioni della stagione. In Campania, Greco di Tufo e Falanghina hanno conservato caratteristiche considerate favorevoli alle rispettive vinificazioni. In Sicilia, per il Grillo, la scelta di anticipare la raccolta ha avuto soprattutto lo scopo di contenere gli effetti delle temperature elevate sulla maturazione.
Per le varietà rosse il quadro è stato diverso. In Abruzzo il Montepulciano ha raggiunto una buona maturità fenolica, ma con differenze evidenti tra zone e parcelle. In Basilicata l’Aglianico ha risentito dell’andamento caldo attraverso una maggiore concentrazione, soprattutto nei vigneti più esposti al sole. In Puglia il Primitivo, nelle aree di Sava (Taranto) e del Salento, ha maturato in anticipo rispetto al 2025, raggiungendo concentrazioni zuccherine e fenoliche elevate. Anche il Nero d’Avola siciliano ha mostrato una maturazione avanzata, con risultati che richiederanno di essere valutati attraverso l’evoluzione delle vinificazioni.
L’annata ha offerto a Fantini anche l’occasione per avviare un nuovo percorso produttivo in Basilicata. La vendemmia 2026 costituisce infatti il primo riferimento per il progetto “Traminer in purezza”, destinato alla linea di vini “Popoli”. L’introduzione di questa varietà affianca le produzioni già realizzate dal gruppo nella regione, tradizionalmente riconosciuta soprattutto per l’Aglianico.
Non dappertutto il caldo ha avuto gli stessi effetti. Nei vigneti toscani seguiti dalla realtà abruzzese, sei ondate di calore tra la fine di maggio e la metà di settembre sono state intervallate da precipitazioni a metà giugno, alla fine di luglio e a metà agosto. L’acqua arrivata in questi periodi ha contribuito a contenere lo stress idrico delle piante. La vendemmia è cominciata nei primi giorni di settembre e ha dato quantità contenute, mentre i primi vini svinati hanno ricevuto valutazioni positive dagli enologi del gruppo.
Anche nei vigneti spagnoli di Almansa la raccolta è stata anticipata rispetto al 2025, soprattutto per le varietà bianche. Il Verdejo ha beneficiato della scelta di intervenire prima che il caldo compromettesse l’equilibrio tra zuccheri e acidità. Garnacha Tintorera e Monastrell hanno invece raggiunto maturazioni più avanzate, con caratteristiche differenti tra le due varietà. Il confronto con i territori italiani mostra come, all’interno della stessa annata, la data di raccolta debba rispondere alle esigenze dei singoli vitigni e alle condizioni locali.
“La bravura di un team si vede nelle annate più difficili – ha rimarcato Giulia Sciotti, marketing manager di Fantini Wines – quando occorre essere molto attenti a stabilire le esatte date di vendemmia e le più adeguate tecniche di vinificazione”. Per il gruppo, la vendemmia 2026 si è conclusa con un bilancio qualitativo favorevole, pur in presenza di differenze tra le aree produttive e di risultati quantitativi non uniformi.

