Milano, 19 mag. (askanews) – “Ogni 50mila macchine che perdiamo sul mercato ci sono 5mila posti a rischio”. L’allarme è stato lanciato da Plinio Vanini, vicepresidente di Federauto, durante la sessione inaugurale della 24esima edizione dell’Automotive Dealer Day a Verona. Al centro del confronto, acceso ma dai toni pacati, la crisi del mercato, la redditività delle concessionarie, il ruolo del noleggio e la richiesta di regole più chiare a governo e Unione europea.
Vanini ha sottolineato i margini sempre più ridotti dei dealer, intorno all’1,4% nel 2024 e con il “rischio di scendere sotto” nel 2025. A pesare, ha aggiunto, sono anche immobilizzazioni per circa 4 miliardi che mettono in difficoltà le aziende.
Il vicepresidente di Federauto ha puntato il dito anche sui rapporti con il noleggio, settore finanziariamente più solido e sempre più presente nel lungo termine ai privati anche attraverso il canale dei dealer. Sui servizi di assistenza, ha denunciato, ci sono “prezzi da strozzinaggio di cui bisogna vergognarsi”. Federauto chiede ai noleggiatori di “riflettere” e alle case maggiore “trasparenza” per costruire “un accordo di filiera sano”, altrimenti i dealer italiani “non saranno più in condizioni di sopravvivere”.
Il presidente di Aniasa, Italo Folonari, ha difeso il ruolo del noleggio, spiegando che proprio grazie alle concessionarie il settore “ha raggiunto alcune categorie di piccoli consumatori alle quali non sarebbe altrimenti potuta arrivare”. Folonari ha riconosciuto il tema delle tariffe di manutenzione, collegandolo però alla pressione della clientela sul “best price” e sulla rata.
Il cliente resta il punto di caduta della transizione. Tommaso Bortolomiol, ceo di Quintegia, ha osservato che il consumatore vive “una situazione di grande confusione” tra nuove tecnologie, nuovi operatori, diverse forme di mobilità e motorizzazioni, dalle elettriche alle ibride.
Da qui la richiesta di una posizione più coesa verso le istituzioni. Per il presidente di Unrae, Roberto Pietrantonio, l’ecosistema deve comunicare continuità industriale, i costruttori devono investire con fiducia nelle reti, perché il digitale conta ma “l’aspetto umano resta fondamentale”, e servono regole di medio-lungo periodo coerenti e rassicuranti per il cliente.
Marco Stella, vicepresidente di Anfia, ha chiesto di completare “la trasformazione della normativa europea” riallineandola con realismo al resto del mondo e garantendo che chi opera sul mercato europeo rispetti le stesse regole. Per Stella sono decisive la politica sul made in Europe e il rilancio della manifattura italiana.
Fabio Pressi, appena riconfermato presidente di Motus-E, ha richiamato il nodo della fiscalità e dei costi di ricarica, indicando come anomalia da rimuovere la doppia fiscalità per chi ricarica anche a casa un’elettrica o plug-in.

