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Federpesca: semplificare per rendere economia mare più attrattiva

Federpesca: semplificare per rendere economia mare più attrattiva

Intervento Azzone a evento Genova e Liguria capitali eoonomia mare

Roma, 17 apr. (askanews) – “Abbiamo bisogno di intervenire sul tema della semplificazione burocratica, sia a livello nazionale che europeo, per rendere il settore più competitivo e attrattivo”. È quanto ha dichiarato il Presidente di Federpesca, Giovanni Azzone, intervenuto oggi alla giornata conclusiva dell’evento “Genova e Liguria capitali dell’economia del mare 2026 – Il motore blu della crescita economica e occupazionale”. L’incontro si è tenuto presso i Magazzini del Cotone e rientra nel percorso promosso da Confindustria insieme a Regione Liguria e al Comune di Genova.

L’iniziativa riunisce rappresentanti delle istituzioni italiane ed europee, del sistema portuale, delle imprese, dell’università e delle associazioni di categoria per discutere il ruolo strategico della blue economy nello sviluppo del Paese. Al centro del confronto tre direttrici fondamentali: semplificazione normativa, innovazione e formazione, considerate leve decisive per rafforzare competitività e occupazione.

Nel panel dedicato a “Semplificare per competere: aggiornare le regole per la blue economy”, Azzone ha portato il contributo della filiera ittica italiana, sottolineando la necessità di politiche che favoriscano investimenti, innovazione e semplificazione amministrativa per rafforzare la competitività del settore della pesca e dell’acquacoltura.

“Per le imprese della pesca, che sono in larga parte di piccole dimensioni, l’accesso al credito resta un nodo critico – ha sottolineato Azzone – Non c’è ancora una conoscenza forte e strutturata delle specificità del settore. Ecco perché serve un supporto più strutturato da parte delle istituzioni.”

“In questo contesto, la semplificazione amministrativa è fondamentale. Un esempio riguarda i finanziamenti europei: strumenti come il Feampa consentono interventi di ammodernamento delle imbarcazioni, ma non finanziano il rinnovo della flotta. A parità di risorse, poter investire anche in nuove imbarcazioni significherebbe favorire concretamente innovazione, sicurezza e sostenibilità.”

Azzone ha inoltre evidenziato come gli investimenti siano oggi spesso rallentati da procedure complesse e da un quadro normativo che rende incerto l’accesso alle concessioni per l’acquacoltura, sottolineando la necessità di regole più chiare e tempi più certi per sostenere concretamente lo sviluppo del comparto. “Infine, c’è il tema del lavoro. Nel comparto, l’attrazione di personale da altri Paesi è ormai fondamentale. Le esperienze dei corridoi lavorativi sono interessanti, ma i tempi sono ancora troppo lunghi: dobbiamo rendere più rapido ed efficiente l’accesso a queste risorse e il riconoscimento dei titoli professionali per rispondere concretamente alle esigenze delle imprese”, ha concluso Azzone.

L’evento segna inoltre l’avvio del progetto nazionale “Capitali dell’Economia del Mare”, un percorso pluriennale volto a valorizzare i territori strategici della blue economy italiana e che si concluderà con il passaggio di testimone a Napoli e Campania per l’edizione 2027.