CATANIA – Trascorsi dieci mesi dall’avvio del percorso che punta a far ottenere alla festa di Sant’Agata l’inserimento nella lista dei beni che sono patrimonio immateriale Unesco, un nuovo passo avanti è stato compiuto nei giorni scorsi. Il sindaco di Catania Enrico Trantino lunedì ha firmato il decreto di nomina dei componenti del comitato scientifico, organo consultivo a supporto della candidatura. Le designazioni arrivano dopo che la scorsa estate erano stati definiti i nomi di coloro che avrebbero fatto parte del comitato promotore.
Comitato scientifico Sant’Agata: nomine e protocollo di candidatura
“In data 6 giugno 2025 è stato sottoscritto il protocollo d’intesa tra il Comune di Catania, l’Arcidiocesi, l’Università e il Comitato per la Festa di Sant’Agata, per l’avvio e la disciplina del processo di candidatura”, viene ricordato nel preambolo del decreto. A presiedere il comitato scientifico sarà il rettore di UniCt Enrico Foti, mentre il coordinamento spetterà a Pier Luigi Petrillo. Direttore della cattedra Unesco all’Università Unitelma Sapienza e professore di patrimonio culturale alla Luiss Guido Carli, Petrillo è indicato come figura di “comprovata competenza, esperienza e profilo scientifico”.
Componenti comitato scientifico Unesco: tutti i nomi
I restanti componenti sono stati nominati su indicazioni delle parti che hanno dato il via al processo di candidatura. Palazzo degli Elefanti ha proposto Ignazio Buttitta, professore dell’Università di Palermo e noto esperto di etnologia e tradizioni popolari, e poi ancora la professoressa e storica Valentina Grasso, l’urbanista e già assessore comunale Paolo La Greca, l’ex prefetta Maria Carmela Librizzi, il professore di Diritto privato Tommaso Mauceri e l’avvocata Ilaria Spoto Puleo, di recente nominata garante per i diritti dell’infanzia e l’adolescenza.
Su indicazione dell’Arcidiocesi di Catania, faranno parte del comitato scientifico il professore Carlo Colloca, docente di Analisi sociologica e metodi per la progettazione del territorio; Antonio Mursia, dottore in Scienze dell’interpretazione; la professoressa ed esperta di Storia del cristianesimo Teresa Sardella e la professoressa Elena Zocca, anche lei esperta di Storia, antropologia e religioni.
Università e istituzioni nella candidatura Unesco di Sant’Agata
Sono tre i componenti nominati su segnalazione dell’Università di Catania. Si tratta della professoressa Lucia Arcifa, associata di Archeologia Medievale; Rossana Barcellona, professoressa associata di Storia del cristianesimo e delle chiese; e Ida Nicotra, professoressa di Diritto costituzionale e pubblico nonché presidente della Scuola superiore di Catania. La rosa di componenti del comitato scientifico a supporto della candidatura Unesco è completata da sei nomi indicati dal comitato promotore. Si tratta di Tiziana Cuccia, professoressa ordinaria di Politica economica; Maria Rosa De Luca, ordinaria di Musicologia e Storia della musica; monsignor Antonino La Manna, noto biblista; la professoressa Barbara Mancuso, docente di Storia dell’arte moderna; la professoressa associata di Storia del cristianesimo e delle chiese Arianna Rotondo e, infine, la professoressa di Storia romana Cristina Soraci.
Candidatura Unesco Sant’Agata: incarichi e funzioni
“L’espletamento delle funzioni di presidente, coordinatore e componente del comitato scientifico – si legge nel provvedimento firmato dal primo cittadino catanese – avviene a titolo gratuito, senza corresponsione di compensi, indennità, gettoni di presenza o emolumenti comunque denominati, salvi gli eventuali rimborsi delle spese vive, ivi comprese, ove ne ricorrano i presupposti, quelle per missioni o trasferte connesse a convegni, seminari o iniziative pertinenti, purché previsti e autorizzati nei limiti e con le modalità stabilite dagli atti degli enti competenti”.
Festa di Sant’Agata patrimonio Unesco: obiettivi e riconoscimenti
Se dovesse andare in porto il progetto di inserire le celebrazioni agatine all’interno del patrimonio immateriale Unesco, per la festa di Sant’Agata, e che ogni anno riunisce centinaia di migliaia di persone, moltissime delle quali provenienti da fuori, si tratterebbe di un ulteriore riconoscimento. Sant’Agata è da anni simbolo non solo della religiosità ma anche delle tradizioni e della cultura a Catania.
Beni immateriali Unesco Italia: tradizioni e cultura
A oggi la lista dei beni immateriali contiene una ventina di voci legate all’Italia. Il primo inserimento risale agli anni Duemila con l’ingresso dell’opera dei pupi. L’ultimo al 2025 con il riconoscimento della cucina italiana. Nel mezzo c’è stato spazio per tanti pezzi della cultura italiana: dai muretti a secco alla transumanza, dal canto a tenore al canto lirico, e poi ancora la liuteria tradizionale cremonese, la vite ad alberello di Pantelleria, le feste delle grandi macchine a spalla, la dieta mediterranea, l’arte del pizzaiolo napoletano, la celebrazione della Perdonanza celestiniana, l’alpinismo, l’arte delle perle di vetro, l’arte musicale dei suonatori di corno, la falconeria, l’estrazione del tartufo, fino all’allevamento del cavallo lipizzano, il suono manuale delle campane e i sistemi di irrigazione tradizionale.

