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Festeggiamenti per il capodanno a Palermo, le opposizioni al Comune criticano: “Scenari di guerra in città”

Festeggiamenti per il capodanno a Palermo, le opposizioni al Comune criticano: “Scenari di guerra in città”

La lettera fa un bilancio della notte di capodanno. Si legge: “Diversi feriti finiti in ospedale, cassonetti della periferia crivellati come in uno scenario di guerra, danni alla chiesa di Sant’Antonino nel cuore del centro storico. Altro che successo: l’ordinanza comunale sui botti si è rivelata, ancora una volta, del tutto inefficace”

Le opposizioni al Comune di Palermo criticano i festeggiamenti del Capodanno nel capoluogo siciliano e parlano di “scenari di guerra in città”.

Lo scrivono in una nota i consiglieri del Partito democratico Rosario Arcoleo, Mariangela Di Gangi, Teresa Piccione e Fabio Teresi, del Movimento 5 Stelle, Antonino Randazzo, Concetta Amella e Giuseppe Miceli, di Avs (Allenza Verdi e Sinistra), Fabio Giambrone e Alberto Mangano, di Oso, Giulia Argiroffi e Salvatore Forello, del Gruppo Misto, Carmelo Miceli e Massimo Giaconia, e Francesco Miceli.

La missiva è una risposta al commento del sindaco Roberto Lagalla che aveva scritto in un messaggio: “La serata di Capodanno in Piazza Politeama ha restituito alla città l’immagine migliore di Palermo: una piazza piena, viva, festosa, ma allo stesso tempo ordinata e vissuta in totale sicurezza”.

Il bilancio secondo le opposizioni: “Ordinanza sui botti inefficace”

La lettera delle opposizioni fa un bilancio della notte di capodanno. Si legge: “Diversi feriti finiti in ospedale, cassonetti della periferia crivellati come in uno scenario di guerra, danni alla chiesa di Sant’Antonino nel cuore del centro storico, una palma di quasi venti metri avvolta dalle fiamme a Borgo Vecchio. Questo è il bilancio reale della notte di Capodanno a Palermo. Altro che successo: l’ordinanza comunale sui botti si è rivelata, ancora una volta, del tutto inefficace”.

“Un fallimento annunciato”

E bocciano senza mezzi termini l’organizzazione: “Un fallimento annunciato, pagato dai cittadini, dai quartieri e, come ogni anno, dagli animali domestici, costretti a subire un vero e proprio supplizio nel silenzio delle istituzioni – aggiungono – . Di fronte a quanto accaduto nella notte tra il 31 dicembre e l’1 gennaio, stupisce e preoccupa l’atteggiamento del sindaco Lagalla, più impegnato a celebrarsi per il concerto di Capodanno che a interrogarsi seriamente su ciò che è avvenuto nelle strade della sua città. Strade vissute quotidianamente da cittadini che hanno dovuto fare i conti con l’ennesima notte di guerriglia urbana”.

“Inaccettabile che Palermo nel 2026 continui a essere teatro di episodi di questa gravità”

Concludono: “Non è accettabile che nel 2026 Palermo continui a essere teatro di episodi di questa gravità. La sicurezza non può essere evocata a parole o ridotta a propaganda da palcoscenico: richiede prevenzione, controllo del territorio, coordinamento tra istituzioni e assunzione di responsabilità. Tutte le istituzioni, sindaco compreso, hanno il dovere di far rispettare le regole. In caso contrario, parlare di sicurezza rischia di restare un mero esercizio stilistico, lontano dalla realtà vissuta dai cittadini e incapace di garantire tutela, legalità e convivenza civile”.

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