Finanziaria, l'Ars boccia l'emendamento per il controllo della sanità

Finanziaria, l’Ars boccia l’emendamento per il controllo della sanità

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Finanziaria, l’Ars boccia l’emendamento per il controllo della sanità

Giuseppe Bonaccorsi  |
mercoledì 11 Maggio 2022 - 10:31

Ennesimo tentativo del governo di controllo sulle aziende a pochi mesi dalle urne e nuova bocciatura dell’Aula con un voto trasversale

Galeotta fu la pargoletta mano del governo che, secondo alcuni deputati, ha tentato di fare approvare, nell’ambito dell’esame della Finanziaria un emendamento che avrebbe potuto anche riaprire la partita dei direttori generali della Sanità. Il documento, però, intercettato dalle opposizioni e da quella parte della maggioranza in aperto contrasto con Musumeci, è stato sonoramente bocciato dall’Aula che già, mesi fa aveva approvato un emendamento che di fatto vieta al governo, nel cosiddetto semestre bianco (a pochi mesi dalle urne), la possibilità di rinnovare le cariche della sanità, molte delle quali scadono proprio alla fine di questo mese.

Nuovo blitz sul controllo

Nel testo del ddl, all’articolo 3 “Potenziamento di verifica su enti vigilati e società partecipate dell’amministrazione regionale” si legge: “La Regione esercita i controlli sugli enti, sugli istituti e le aziende sottoposte a tutela e vigilanza, ivi incluse le aziende sanitarie ed ospedaliere, le aziende policlinico e consorzi di bonifica…”.

Secondo alcuni deputati l’emendamento bocciato è stato un nuovo tentativo del governo di rimettere mano alle nomine dei direttori generali, di fatto stoppate già dall’Ars oltre un mese fa, ma che avrebbero potute essere riaperte, con nomine commissariali, con l’approvazione di questo emendamento.

A fine mese la scadenza dei contratti

Nel fatti probabilmente il governo Musumeci non avrebbe fatto nuove nomine di direttori generali, ma probabilmente avrebbe agito, alla scadenza del contratto, sulla base del rispetto del raggiungimento dei risultati. Va ricordato che meno di un mese fa ai direttori in scadenza l’assessorato alla Salute ha inviato una nota in cui si invitavano i direttori a inviare a Palermo una relazione sui risultati conseguiti. Va da sé che alcuni di questi dirigenti avrebbero potuto essere trasferiti altrove ed invece con la bocciatura di quest’ultimo emendamento probabilmente rimarranno al proprio posto, con una nuova nomina, quella a commissari.

Le voci sui possibili avvicendamenti

Non è un mistero in ambienti sanitari che gli avvicendamenti avrebbero riguardato anche Catania dove all’Asp c’è un tecnico come Maurizio Lanza, che anche per i suoi trascorsi – è stato direttore generale del Comune ai tempi della sindacatura Stancanelli – è dato vicino all’europarlamentare di Fratelli D’Italia, oggi in forte contrapposizione proprio con Musumeci. Si dice anche che Lanza starebbe meditando a fine contratto di tornarsene al Comune di Catania dove ha vinto un concorso per dirigente.

Altra partita si starebbe giocando sull’Asp di Palermo, con la Faraoni che sarebbe data per vicina al presidente Ars, Gianfranco Micciché. Nella partita che riguarda Catania si vocifera anche di un possibile arrivo all’Asp di Messina, dove al momento c’è il commissario Bernardo Dno Alagna, dell’attuale dg del Policlinico di Catania, Gaetano Sirna, che così avrebbe due incarichi: quello di dg del Policlinico e l’altro di commissario Asp a Messina. Sembra che nel valzer di nomine potrebbe inserirsi anche l’attuale dg del Policlinico di Messina, Giampiero Bonaccorsi che premerebbe per rientrare a Catania. Queste le voci e forse le “polpette” avvelenate”. Se ne sarà di più al massimo tra una ventina di giorni.

Giuseppe Bonaccorsi

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