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Flotilla, attivisti rilasciati e arrivati in Turchia. L’Italia: “Sanzioni Ue contro Ben Gvir”

Flotilla, attivisti rilasciati e arrivati in Turchia. L’Italia: “Sanzioni Ue contro Ben Gvir”
Global Sumud Flotilla

È previsto per la tarda serata di oggi, venerdì 22 maggio, il rientro in Italia degli attivisti della Global Sumud Flotilla espulsi da Israele. A darne notizia è la stessa organizzazione. Anche i due attivisti livornesi della “Global Sumud Flotilla”, padre e figlio Claudio e Federico Paganelli, hanno raggiunto la Turchia. Secondo i piani, un primo gruppo atterrerà allo scalo di Roma Fiumicino intorno alle 23:30, mentre l’arrivo della restante parte del gruppo è previsto alle 23:45, all’aeroporto di Milano Malpensa.

“Liberi dopo dopo essere stati incarcerati, picchiati, numerati da Israele”

Belkis Combatti, rispettivamente moglie e madre di Claudio e Federico Paganelli, ha annunciato su Facebook l’arrivo a Istanbul degli attivisti livornesi. Nel messaggio, la donna esprime profondo sollievo parlando della fine di un incubo e denunciando i maltrattamenti subiti dai familiari nelle carceri israeliane, dove sarebbero stati picchiati e schedati nonostante l’impegno pacifico della loro missione. Combatti ha poi ringraziato pubblicamente la comunità per la solidarietà, i messaggi di vicinanza e il supporto legale ricevuti, ribadendo che la mobilitazione per la giustizia in Palestina andrà avanti.

La richiesta dell’Italia: “Sanzioni Ue contro Ben Gvir”

Dopo gli episodi avvenuti nel porto di Ashdod, diffusi tramite video dal ministro israeliano Itamar Ben Gvir, sono arrivate le posizioni dei governi europei, Italia compresa. In via di definizione le scelte d’azione in risposta alle vessazioni compiute da Israele. Il ministro Tajani ha dichiarato che stavolta è stata “superata la linea rossa”. L’Italia si muove, così, con decisione. Il governo ha chiesto formalmente all’Unione Europea l’adozione di sanzioni individuali nei confronti di Itamar Ben Gvir, il ministro di ultradestra per la Sicurezza nazionale israeliano. Ciò in seguito al violento assalto subito dagli attivisti della “Global Sumud Flotilla”, documentato anche da diversi filmati.

Ad annunciare la ferma presa di posizione è stato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, attraverso un messaggio pubblicato su X. Il capo della Farnesina ha spiegato di aver sollecitato l’alto rappresentante per la politica estera dell’Ue, Kaja Kallas, affinché il caso venga inserito nel prossimo tavolo di discussione tra i ministri europei. Nel mirino del governo italiano ci sono i metodi utilizzati dalle autorità israeliane, accusate di aver intercettato gli attivisti in acque internazionali per poi sottoporli a vessazioni e umiliazioni giudicate inaccettabili e in totale contrasto con i diritti umani fondamentali.

La richiesta italiana si inserisce in un contesto diplomatico già teso: nel corso dell’ultimo vertice a Bruxelles, i Paesi membri avevano superato le storiche resistenze interne approvando per la prima volta delle sanzioni mirate contro i leader e le organizzazioni dei coloni radicali responsabili di violenze in Cisgiordania. Il prossimo banco di prova per testare la linea dei Ventisette sarà il vertice informale dei ministri degli Esteri europei, in calendario il 27 e 28 maggio a Cipro, dove la proposta italiana sul ministro Ben Gvir promette di essere al centro del dibattito.

Le indagini della procura di Roma

Il video diffuso ieri sui canali social del ministro israeliano della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir, che mostra i partecipanti alla Flotilla in ginocchio, con le mani legate e oggetto di scherno, sarà acquisito agli atti dell’inchiesta aperta dalla Procura di Roma. L’informazione entrerà nel fascicolo insieme alle testimonianze dei 29 attivisti già rientrati in Italia, tra cui il deputato M5S Dario Carotenuto, che verranno ascoltati dalle autorità. Nel frattempo è stato depositato a piazzale Clodio l’esposto presentato dal team legale della Global Sumud Flotilla, nel quale viene ipotizzato il reato di sequestro di persona.

Gli avvocati hanno annunciato un’integrazione dell’atto, che sarà inviata nei prossimi giorni dopo aver raccolto le testimonianze degli attivisti presenti a bordo delle imbarcazioni durante l’abbordaggio da parte delle forze israeliane, avvenuto anche con l’uso di colpi d’arma da fuoco. Non si esclude che nel nuovo materiale possano emergere ulteriori ipotesi di reato, tra cui tentato omicidio e violenza sessuale. A Roma risultano già aperti altri fascicoli relativi a precedenti missioni. Nell’ultimo procedimento, riferito ai fatti del 29 aprile con l’abbordaggio di 22 imbarcazioni, il pubblico ministero Stefano Opilio contesta il reato di sequestro di persona. Per la missione dello scorso autunno, invece, le indagini riguardano anche accuse di tortura, sequestro di persona, danneggiamento con pericolo di naufragio e rapina. In questo contesto la Procura ha inoltre richiesto l’avvio di una rogatoria internazionale da inviare alle autorità di Tel Aviv.

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