Fondo politiche sociali, dal Governo nazionale 36 milioni per la Sicilia - QdS

Fondo politiche sociali, dal Governo nazionale 36 milioni per la Sicilia

Serena Giovanna Grasso

Fondo politiche sociali, dal Governo nazionale 36 milioni per la Sicilia

giovedì 07 Novembre 2019 - 06:00
Fondo politiche sociali, dal Governo nazionale 36 milioni per la Sicilia

Pubblicato sulla Guri 255 del 30 ottobre il decreto del ministero del Lavoro con cui sono stati ripartiti i 391 mln stanziati. Sostegno e inclusione, domiciliarità e servizi diurni: questi sono alcuni degli ambiti oggetto degli interventi

PALERMO – Ammonta a 36,6 milioni di euro il valore delle risorse assegnate alla Sicilia per il 2019 nell’ambito del riparto del Fondo nazionale per le politiche sociali. Con il 9,3% dei 391,7 milioni di euro complessivamente stanziati a livello nazionale, l’Isola si aggiudica il terzo ammontare più sostenuto in Italia. Solo in Lombardia (56,4 milioni di euro) e Campania (39,8 milioni di euro) sono state assegnate somme più elevate.

Quote significative sono state ripartite anche nei confronti del Lazio (34,2 milioni di euro, pari all’8,75% del totale), Veneto (28,9 milioni di euro, corrispondenti al 7,4% del totale), Piemonte (28,6 milioni di euro, pari al 7,3%) e Puglia (27,8 milioni di euro, ovvero il 7,1%). Il decreto dello scorso 4 settembre del ministero del Lavoro e delle politiche sociali, relativo al riparto delle somme stanziate, è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale numero 255 del 30 ottobre.

Il Fondo nazionale per le politiche sociali interviene con misure finalizzate al sostegno e inclusione sociale (integrazione al reddito, sostegno all’inserimento lavorativo, sostegno socio-educativo scolastico e attività di mediazione), interventi per la domiciliarità (assistenza domiciliare socio-assistenziale, assistenza domiciliare integrata con servizi sanitari e trasporto sociale), centri servizi diurni e semiresidenziali (centri con funzione socio-assistenziale, socio-sanitaria o socio-educativa-ricreativa e centri servizi per povertà estrema) e strutture comunitarie e residenziali (alloggi per accoglienza di emergenza, alloggi protetti, strutture per minori a carattere familiare, strutture di accoglienza notturna per povertà estrema e strutture comunitarie a carattere socio-assistenziale o socio-sanitario).

Una volta ricevute le risorse dal ministero del Lavoro e delle politiche sociali, le Regioni hanno sessanta giorni di tempo per provvedere al successivo trasferimento delle somme spettanti agli ambiti territoriali. L’erogazione agli ambiti territoriali deve essere comunicata al ministero del Lavoro entro trenta giorni dall’effettivo trasferimento delle risorse.

Le Regioni sono tenute a programmare gli impieghi delle risorse loro complessivamente destinate, in coerenza con il Piano sociale nazionale relativo al triennio 2018-2020. L’atto di programmazione, da inviare al ministero del Lavoro, deve contenere la ripartizione delle risorse per macroattività e risorse e ambiti territoriali coinvolti nell’implementazione delle Linee di indirizzo sull’intervento con bambini e famiglie in situazione di vulnerabilità. Dunque, l’erogazione delle risorse è condizionata alla rendicontazione da parte delle regioni sugli utilizzi.

Il mancato utilizzo delle risorse da parte degli enti destinatari comporta la revoca dei finanziamenti, che saranno versati all’entrata del bilancio dello Stato e successivamente riassegnati allo stesso Fondo. Le eventuali risorse riversate all’entrata del bilancio dello Stato per la successiva riassegnazione al Fondo nazionale per le politiche sociali, saranno nuovamente ripartite tra le regioni.

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