Foreste sostenibili, Sicilia priva di certificazioni - QdS

Foreste sostenibili, Sicilia priva di certificazioni

Rosario Battiato

Foreste sostenibili, Sicilia priva di certificazioni

sabato 14 Marzo 2020 - 00:00
Foreste sostenibili, Sicilia priva di certificazioni

L’Ente normatore nazionale spiega che nell’Isola è del tutto assente un Piano di gestione. Nel resto del Paese la superficie boschiva tutelata è cresciuta dell’8%, Trentino in testa

PALERMO – L’Italia verde continua a crescere. Nel corso del 2019 la superficie boschiva nazionale certificata come sostenibile è aumentata del 7,6% rispetto all’anno precedente, numeri che in valore assoluto valgono 62mila ettari in più e che spingono gli ettari boschivi nazionali fino a 881.068, che fanno riferimento a boschi e foreste gestite in maniera sostenibile.
I numeri sono stati diffusi dal Rapporto Annuale del Pefc Italia (Programme for Endorsement of Forest Certification schemes), l’ente normatore Nazionale. La Sicilia, a fronte di un patrimonio boschivo di 500mila ettari, è quasi del tutto “priva di certificazioni”, come precisato da Pefc, a causa dell’assenza di un Piano di gestione.

TRENTINO IN CIMA
La distribuzione regionale premia il Trentino Alto-Adige che si conferma la regione con la superficie certificata più estesa, raggiungendo da sola oltre la metà degli ettari totali: 300.445 ettari di foreste sostenibili gestiti dal Bauernbund (Unione Agricoltori di Bolzano) e 261.428,81 ettari della provincia di Trento. A seguire ci sono sempre le regioni settentrionali, col Veneto che supera i 92mila e il Friuli Venezia Giulia che si spinge oltre gli 83mila. Seguono, fuori dal podio, Piemonte, Lombardia, Toscana, Basilicata, Emilia Romagna, Liguria, Marche, Umbria e Lazio.

FORESTE CERTIFICATE
Con la “certificazione della gestione forestale”, si legge in una nota del sistema Pefc, si intende una “procedura di verifica riconosciuta e collaudata che conduca all’emissione, da parte di un organismo indipendente, di un certificato che attesta che le forme di gestione boschiva rispondono a determinati requisiti di ‘sostenibilità’”. In particolare, i criteri e gli indicatori proposti dal Programma per il riconoscimento di schemi nazionali di Certificazione Forestale (PEFC) prendono spunto dalle “difficoltà emerse nell’individuare uno strumento idoneo a rispondere in modo soddisfacente alle peculiari situazioni del contesto europeo e dall’esigenza dei proprietari privati di disporre di uno strumento flessibile e rispondente alla necessità di attuare una gestione ecologicamente appropriata, ma anche mirata al conseguimento di benefici sociali ed economicamente valida”.

IMPRESE CERTIFICATE
La crescita dell’area sostenibile ha permesso anche un parallelo sviluppo del numero di aziende entrate nella Catena di Custodia, cioè un sistema di tracciabilità a livello aziendale che viene utilizzato per tutte le fasi di lavorazione e distribuzione del legno. In particolare, il certificato di Catena di Custodia PEFC garantisce che le società possiedano e utilizzino i meccanismi di sicurezza necessari per tracciare i prodotti. Complessivamente le certificazioni sono cresciute del 5,4% rispetto al 2018, quando invece il tasso di crescita sull’anno precedente era stato del 4%. In totale si contano 1.095 aziende certificate sul territorio italiano. La prima regione, per numero di aziende, è il Veneto, con ben 251 aziende che hanno ottenuto la certificazione di tracciabilità, a seguire ci sono Trentino Alto-Adige (192), Lombardia (181) e Friuli Venezia Giulia (126).

ECCELLENZE SICILIANE
Nell’Isola, che non ha boschi certificati per l’assenza di un piano di gestione, esistono comunque degli “splendidi progetti sul territorio come quello del ‘Bosco Soprano’ nel comune di Longi (ME), nel Parco dei Nebrodi, che è stato premiato con la menzione speciale del ‘Premio Comunità Forestali sostenibili’ ideato e promosso da Legambiente e PEFC’”.

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