Avrebbe ottenuto delle presunte false residenze in modo da contare più voti alle elezioni amministrative di Forza d’Agrò del 2024, poi vinte. Questo quanto viene accusato nei confronti di Bruno Miliadò, primo cittadino del luogo nella provincia di Messina che è finito nel mirino della Procura – in una maxi inchiesta che vede 67 persone sotto indagine – e, dopo le indagini sul suo caso, arrestato e adesso ai domiciliari.
Non solo il sindaco: ai domiciliari anche un consigliere e un agente della municipale. La ricostruzione
Insieme al sindaco di Forza d’Agro, nel Messinese, arrestato – anche per lui la misura degli arresti domiciliari – un consigliere comunale, ma anche un agente della polizia municipale e un ausiliario del traffico. E’ invece stato eseguito un divieto di dimora nei confronti di un altro consigliere comunale.
Un’inchiesta che coinvolge 67 persone a Forza d’Agro, domiciliari per il sindaco Miliadò. Il punto
Un’inchiesta ampia quella della Procura, che indaga su 67 persone in totale. L’accusa, nei confronti dei fermati e dunque anche del sindaco di Forza d’Agrò, Miliadò, è quella di associazione a delinquere finalizzata alla falsità di materiale e ideologica in atti pubblici commessa da pubblico ufficiale. Il sindaco Bruno Miliardo, così come un consigliere comunale, un agente di polizia municipale e un ausiliare al traffico, è ora agli arresti domiciliari in attesa dello sviluppo delle indagini.
Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp e Telegram

