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Guerra Iran, le ultime news in diretta | USA: “Chiesto il cessate il fuoco”, ma Teheran nega

Guerra Iran, le ultime news in diretta | USA: “Chiesto il cessate il fuoco”, ma Teheran nega
Foto di Trump da Adnkronos

Le notizie sulla guerra Iran USA e Israele: news in diretta, aggiornamenti di oggi su morti, feriti e attacchi e su cosa sta succedendo nell’area del Golfo.

Guerra in IranLIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di mercoledì 1 aprile 2026.

Guerra in Iran, le ultime news in diretta

Guerra in Iran, le ultime notizie sul conflitto USA-Iran-Israele dell'1 aprile 2026
Le ultime notizie sulla guerra tra Iran, USA e Israele dell’1 aprile 2026: aggiornamenti su attacchi, morti e feriti, e approfondimenti in tempo reale su quanto sta succedendo nell’area del Golfo.
Inizio diretta: 01/04/26 07:00
Fine diretta: 02/04/26 00:00
Pezeshkian: "USA agiscono per sé o per Israele?"

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, in una lettera aperta agli Stati Uniti, mette in dubbio che il celebre slogan “America First” (“L’America al primo posto”) sia la vera priorità di Trump. Per l’autorità dell’Iran, infatti, sarebbe “evidente che Israele ora mira a combattere l’Iran fino all’ultimo soldato americano e all’ultimo dollaro del contribuente americano” e che gli Stati Uniti, in fondo, starebbero semplicemente combattendo una sorta di guerra per procura per conto di Israele.

 

Un arresto a Parigi

Un 20enne è stato arrestato oggi a Parigi in relazione a un attentato sventato lo scorso fine settimana contro la sede parigina della Bank of America. Secondo la Procura antiterrorismo, potrebbe essere legato a un gruppo filo iraniano.

L’allarme della Ue: "Preparatevi a restare senza energia"

Questa volta l’allarme è ufficiale. Gli europei, causa conflitto in Medio Oriente, si devono preparare a rimanere senza energia. Questo vuol dire pensare a razionare elettricità, gas e benzina. Esattamente come avviene quando c’è una guerra che ti coinvolge direttamente. Le parole messe nero su bianco in una lettera inviata dal Commissario Ue all’energia, Dan Jorgensen, ai 27 paesi membri prima del Consiglio dei ministri competenti evidenziano le principali conseguenze per l’Europa della crisi energetica che si è innescata con la chiusura dello Stretto di Hormuz e il bombardamento dei siti produttivi in Qatar.

Il governo israeliano sta concentrando i suoi sforzi per impedire all'Iran di riprendersi

Dalle azioni del governo israeliano si evince che intende massimizzare i danni all’Iran nel tempo che gli rimane prima che Donald Trump dichiari la fine della guerra. Dato che l’obiettivo di rovesciare il regime e insediare un governo filo-israeliano e filo-americano non ha funzionato e non si prevede che funzioni, il governo israeliano sta concentrando i suoi sforzi sull’impedire all’Iran di riprendersi.

I ministri degli esteri europei invitano Israele ad accettare l'offerta del Libano per colloqui diretti

I ministri degli esteri europei invitano Israele ad accettare l’offerta del Libano per colloqui diretti e ribadiscono la volontà delle Nazioni Unite di sostenere gli sforzi per la pace. 

“Sosteniamo la Forza di Interposizione delle Nazioni Unite in Libano (UNIFIL) nell’attuazione del suo mandato”, si legge nella dichiarazione relativa alle forze di pace. E ancora: “Condanniamo tutti gli attacchi contro i contingenti dell’UNIFIL, che hanno provocato perdite inaccettabili tra i caschi blu, in particolare l’uccisione di militari indonesiani”.

Trump: "Iran ha chiesto cessate il fuoco". Teheran: "Non è vero"

Stati Uniti e Iran discutono il cessate il fuoco. Donald Trump annuncia contatti in corso, su iniziativa di Teheran, per congelare la guerra. La Repubblica islamica smentisce: “No alla tregua”. La giornata del primo aprile va in archivio con un quadro ancor più convulso del solito, complici le posizioni diametralmente opposte espresse dai due paesi. “Il presidente del nuovo regime iraniano, molto meno radicalizzato e ben più intelligente dei suoi predecessori, ha appena chiesto agli Stati Uniti d’America un cessate il fuoco!”, annuncia Trump facendo riferimento ad una presunta iniziativa di Masoud Pezeshkian, che pubblicamente non si esprime. Secondo Axios, testata americana sempre attenta ai retroscena, il dialogo sarebbe vivo e Trump avrebbe anche avuto un colloquio telefonico con il principe ereditario saudita Mohammed Bin Salman.

Trump parla con Mbs e avanza ipotesi su cessate il fuoco

Donald Trump conferma un colloquio telefonico con il principe ereditario saudita Mohammed Bin Salman sulla guerra contro l’Iran e “lo ha informato sui colloqui per un possibile cessate il fuoco“. Lo scrive in un post su X il giornalista di Axios Barak Ravid, citando due fonti a conoscenza del colloquio.

Secondo The Hill, inoltre, Trump nel discorso alla nazione di stanotte (alle 3, ora italiana) ribadirà la previsione per la fine dell’operazione contro l’Iran (altre 2-3 settimane, secondo le ultime indiscrezioni). Trump potrebbe anche evidenziare nuovamente i successi militari nel raggiungimento – e in alcuni casi il superamento – di tutti gli obiettivi prefissati.

Informative sulle basi in Italia

Il ministro per i rapporti con il Parlamento Luca Ciriani conferma la disponibilità del ministro della Difesa Guido Crosetto a riferire in Aula, così come richiesto da diversi gruppi parlamentari di maggioranza e opposizione, sull’utilizzo delle basi militari nel territorio italiano da parte delle forze armate statunitensi. La possibile data dell’informativa è martedì 7 aprile. Prevista per il 9 aprile, invece, quella della premier Giorgia Meloni.

 

Stubb dopo il colloquio con Trump: "Ci sono problemi da risolvere"

Il presidente finlandese Alexander Stubb conferma su X di aver avuto un colloquio con l’omologo statunitense Donald Trump, in cui i due avrebbero avuto “discussioni costruttive e scambi di idee su Nato, Ucraina e Iran“. “Ci sono problemi da risolvere, in modo pragmatico”, il commento di Stubb.

 

Le dichiarazioni di Zelensky

L’Ucraina avrebbe in programma contatti oltre il Medio Oriente e il Golfo per proporre i suoi sistemi di difesa aerea. Volodymir Zelensky rende noto oggi che il Consigliere per la sicurezza nazionale, Rustem Umerov, discuterà con la Turchia “e altri Paesi con potenziale significativo”. Zelensky ha parlato – oltre che della cooperazione sostanziale già avviata con Arabia saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar – di Giordania, Iraq, Bahrain e Kuwait.

Gli USA rilanciano? "Cessate il fuoco in cambio della riapertura di Hormuz"

“Tre funzionari statunitensi mi hanno detto che sono in corso discussioni su un possibile cessate il fuoco con l’Iran in cambio della riapertura dello stretto di Hormuz. I funzionari hanno affermato che non è chiaro se si possa raggiungere un accordo”. Lo scrive su X Barak Ravid, giornalista israeliano.

 

"Iran e Oman decideranno il futuro di Hormuz"

Per il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, saranno Iran e Oman a decidere sul futuro dello Stretto di Hormuz.

“Lo stretto è attualmente aperto ed è chiuso solo a coloro che sono in guerra con l’Iran – dice ad Al Jazeera – Per molti di loro, specialmente quelli provenienti da paesi amici, abbiamo predisposto delle misure affinché possano attraversare lo stretto in sicurezza”.

“Lo Stretto di Hormuz può essere una via navigabile di pace, che consente il tranquillo passaggio delle navi di tutti i paesi”, conclude Araghchi.

 

Le autorità iraniane hanno annunciato l’arresto di 65 “agenti e collaboratori del nemico” nella provincia di Markazi, nel centro dell’Iran. Secondo il ministero dell’Intelligence avrebbero collaborato con gli Stati Uniti e Israele.

In Libano più di 1.300 morti

Gli ultimi dati del Ministero della Salute del Libano: dal 2 marzo – cioè dall’inizio degli scontri tra Israele e Hezbollah – si registrano 1.318 morti. Tra loro 91 donne, 125 bambini e 53 operatori sanitari. Circa 3.935 i feriti.

 

L'Iran nega ancora: "Nessun negoziato con gli USA"

L’Iran ribadisce che con gli USA non ci sono negoziati in corso, solo scambi di messaggi. “Non è in corso alcun negoziato tra Stati Uniti e Iran”. Lo scrive Al Jazeera citando il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. “A volte i Paesi si scambiano messaggi attraverso altri Paesi, ma questa non è una negoziazione – ha spiegato – Ci sono arrivati messaggi diretti e indiretti dalla parte americana. Laddove necessario, abbiamo risposto. Ma non è in corso un negoziato. Rivendicazioni che dicono il contrario, non sono corrette”.

 

Udite forti esplosioni a Teheran
Petroliera israeliana colpita al largo del Qatar

Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche dell’Iran confermano di aver colpito una petroliera nel Golfo, sostenendo che è israeliana. “Una petroliera appartenente al regime sionista (…), con il nome commerciale Aqua 1, nella regione centrale del Golfo, è stata colpita con precisione (…) e sta bruciando”, si legge in un comunicato. Il Qatar aveva precedentemente indicato la petroliera come appartenente alla Qatar Energy.

 

Trump "disgustato" dalla Nato

Il presidente americano Donald Trump ribadisce all’agenzia Reuters di star “assolutamente” valutando la possibilità di ritirare gli Stati Uniti dalla Nato. Nel discorso atteso nelle prossime ore, rivela, esprimerà il proprio “disgusto” nei confronti dell’Alleanza.

 

Emirati vietano ingresso e transito a cittadini iraniani
Gli Emirati Arabi Uniti hanno vietato l’ingresso e il transito a tutti i cittadini iraniani, compresi coloro che hanno visti validi, che siano di residenza o turistici. Questo è quanto si legge in avvisi di Flydubai ed Emirates pubblicati sui loro siti, mentre le agenzie di viaggio segnalano un crescente numero di richieste di visto respinte dal 28 febbraio.
“Ai cittadini iraniani non è consentito l’ingresso e il transito”, hanno dichiarato Emirates e Flydubai sui loro siti web. Sono previste eccezioni per i residenti negli Emirati Arabi Uniti che siano coniugi di cittadini emiratini, figli di donne emiratine o “atleti, dirigenti bancari, medici, familiari, ingegneri, investitori, professionisti di alto livello o operatori commerciali”.
Iran, Trump: "Presidente nuovo regime iraniano ci ha appena chiesto cessate fuoco, dipende da Hormuz"

“Il presidente del nuovo regime iraniano, molto meno radicalizzato e ben più intelligente dei suoi predecessori, ha appena chiesto agli Stati Uniti d’America un cessate il fuoco!“. Lo ha reso noto il presidente americano Donald Trump in un post su Truth Social. “Valuteremo la situazione quando lo Stretto di Hormuz sarà aperto, libero e sicuro – ha detto Trump – Fino ad allora, ridurremo l’Iran in polvere o, come si suol dire, lo rimanderemo all’età della pietra!”.

Morti 3 operatori Mezzaluna Rossa, Cri: "Impatto conflitto sempre più devastante"

“L’impatto del conflitto in Medio Oriente è sempre più devastante, tanto sulla popolazione che sugli operatori umanitari. Oggi piangiamo tre colleghi, la dottoressa Somayeh Mir Abo Eshagh, una volontaria della Mezzaluna Rossa Iraniana (Ircs) di 44 anni che ha tragicamente perso la vita durante un raid aereo mentre era in servizio il 27 marzo, Alireza Sohbatloo, anche lui operatore della Ircs, deceduto in un raid aereo ieri, 31 marzo, mentre prestava supporto presso una clinica medica a Zanjan, e Alireza Sohbatlou, operatore umanitario di 35 anni della Ircs, rimasto ucciso il 31 marzo a seguito di un attacco aereo nella provincia nord-occidentale di Zanjan. Sono quattro i colleghi della Mezzaluna Rossa Iraniana che hanno perso la vita svolgendo la loro opera umanitaria. È una vera e propria tragedia”. Con queste parole cariche di rammarico il presidente della Croce Rossa Italiana, Rosario Valastro, rende noto la morte dei tre colleghi della Consorella iraniana.

Media: Pezeshkian in "stallo politico", controllo Stato in mano a consiglio militare Pasdaran

Crescenti tensioni tra il governo e la leadership militare iraniana hanno messo il presidente Masoud Pezeshskian in una “situazione di completo stallo politico”, mentre le Guardie Rivoluzionarie – e in particolare un “consiglio militare” composto da alti ufficiali del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica iraniana – hanno di fatto assunto il controllo di funzioni statali chiave, secondo quanto riferito al sito vicino all’opposizione ‘Iran International’ da fonti informate. Le Guardie Rivoluzionarie hanno bloccato nomine e decisioni presidenziali, erigendo un perimetro di sicurezza attorno al centro del potere e di fatto emarginando il governo dal controllo esecutivo. I tentativi di Pezshskian di nominare un nuovo ministro dell’intelligence giovedì scorso sono falliti dietro pressione diretta del comandante in capo delle Guardie Rivoluzionarie, Ahmad Vahidi, secondo quanto riferito da fonti a conoscenza della situazione.

Sa'ar: "Non promettiamo ultima guerra, esistenza Israele garantita da volontà combattere"

Quella che Israele sta combattendo contro l’Iran “non sarà l’ultima guerra”. Ne è convinto il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar in un messaggio postato su X in occasione della Pasqua ebraica. Sa’ar cita la canzone “Ti prometto, bambina mia, che questa sarà l’ultima guerra”, definendola “una canzone bellissima e persino commovente, ma il meglio della canzone è la sua falsità”. Non aveva alcun fondamento nella realtà allora e, purtroppo, non ne ha nemmeno oggi”. Secondo il ministro degli Esteri israeliano, “l’esistenza del popolo ebraico nella sua terra può e sarà garantita solo dalla volontà di combattere e dalla costruzione della forza necessaria per farlo”.

Iran: "Stretto di Hormuz riaprirà, ma non per gli USA"

”Lo Stretto di Hormuz riaprirà sicuramente, ma non per voi”. Così il presidente della Commissione per la Sicurezza Nazionale del Parlamento iraniano Ebrahim Azizi si rivolge agli Stati Uniti in un post su X in merito alla potenziale riapertura di un punto strategico per il commercio di petrolio e carburanti.

Azizi scrive poi sul presidente statunitense: “Trump ha finalmente realizzato il suo sogno di ‘cambiare di regime’, ma nel regime marittimo della regione!”.

 

Iran e uso basi, l'opinione di Conte

Giuseppe Conte, leader del M5S, è a Palermo e – in conferenza stampa all’Ars – parla anche di guerra, ribadendo il proprio “no” alla concessione di basi militari in territorio italiano (anche per funzioni logistiche).

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Marito Mohammadi: "Preoccupato"

Taghi Rahmani è ”molto preoccupato” per le condizioni di salute della moglie, la Premio Nobel per la pace Narges Mohammadi, alla quale sarebbe stato negato il trasferimento in ospedale dopo un attacco cardiaco in cella. A fine 2024 era stata rilasciata per motivi di salute. Lo dichiara Rahmani all’Adnkronos da Parigi, dove vive in esilio dal 2012, e dove riceve informazioni frammentarie sulle moglie ed esprime la “ferma condanna” per le azioni della leadership iraniana.

Rahmani ha anche lanciato un appello per “chiedere la liberazione di tutti i prigionieri politici” in Iran, sottolineando che “esiste un regolamento che impone agli stati di liberare i prigionieri non pericolosi nelle situazioni di conflitto armato, ma il regime non lo sta facendo”.

Le ultime sui prezzi del petrolio

Il petrolio è in lieve calo a Londra. Il Brent attualmente si attesta a 103,68 dollari, in calo dello 0,22%. A New York il West Texas Intermediate (Wti) si attesta a 99,98 dollari, in calo dell’1,38%.

 

Trump valuta "seriamente" il ritiro dalla Nato

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, starebbe “seriamente valutando” il ritiro degli Stati Uniti dalla Nato, esprimendo forte frustrazione per il mancato sostegno degli alleati nel conflitto con l’Iran.

“Non sono mai stato convinto dalla Nato. Ho sempre saputo che era una tigre di carta, e lo sa anche Putin, tra l’altro – dichiara ai giornalisti -. Noi siamo sempre stati presenti automaticamente, anche per l’Ucraina. L’Ucraina non era un nostro problema. Era un test, e noi eravamo lì per loro, e lo saremmo sempre stati. Loro non sono stati lì per noi”.

Starmer annuncia nuova riunione su Hormuz

Il ministro degli Esteri britannico Yvette Cooper ospiterà questa settimana una riunione volta a promuovere “un’azione unitaria per la sicurezza marittima nel Golfo”. Ad annunciarlo è stato il capo del governo di Londra, Sir Keir Starmer. A seguito della riunione, i pianificatori militari si riuniranno per “valutare come possiamo mobilitare le nostre capacità e rendere lo Stretto accessibile e sicuro una volta cessati i combattimenti”, anche se – ammette Starmer – “non sarà facile”.

Banca nazionale Kuwait chiude per motivi di sicurezza

Visti i frequenti attacchi dall’Iran, la Banca nazionale del Kuwait annuncia che resterà chiusa per due giorni per motivi di sicurezza. In un comunicato si legge che la sede centrale della banca nella capitale Kuwait City e una filiale a Subhan, vicino all’aeroporto, sono state chiuse “a causa degli sviluppi in corso e nell’interesse della sicurezza di tutti e della continuità aziendale”.

 

Erbil nel mirino di attacchi

Attacchi con circa 20 droni hanno preso di mira nella notte Erbil, nella regione autonoma del Kurdistan iracheno. Lo riporta l’agenzia Dpa. Ci sarebbero ingenti danni, ma non si registrerebbero – per ora – vittime o feriti.

 

Argentina designa Pasdaran come organizzazione terroristica

L’Argentina ha designato i Pasdaran come organizzazione terroristica. Lo annuncia l’ufficio del presidente argentino Javier Milei. Secondo il ministero degli Esteri di Israele l’Argentina è il 45esimo Paese al mondo che inserisce i Pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche.

 

Trump: "Andremo via fra 2-3 settimane"

Donald Trump afferma che gli Usa “lasceranno” l’Iran tra “due o tre settimane”, quando saranno certi che il regime non sarà in grado di costruire un’arma nucleare “per anni”.

Evacuata petroliera colpita in Qatar

Sono stati evacuati, senza riportare ferite, i 21 membri dell’equipaggio che erano a bordo della petroliera colpita da due missili al largo del Qatar. Lo rende noto il ministero della Difesa del Qatar in una nota confermando l’attacco e spiegando che il Paese è stato preso di mira da tre missili da crociera provenienti dall’Iran. Le forze armate del Qatar avrebbero intercettato due missili, il terzo avrebbe colpito una petroliera noleggiata da QatarEnergy.

“Sono state avviate le procedure e sono state coordinate le attività con le autorità competenti per evacuare la petroliera, che ha un equipaggio di 21 persone, senza vittime“, conferma il ministero in un post su X.

 

Shelly Kittleson, giallo sulla liberazione

Giallo sulla liberazione di Shelly Kittleson, la giornalista rapita in Iraq. Le notizie sul presunto rilascio, diffuse poche ore dopo il rapimento, non sarebbero state confermate. “Le forze di sicurezza hanno immediatamente avviato un’operazione per individuare i responsabili, sulla base di informazioni precise e attraverso attività operative sul campo, seguendo i movimenti dei sequestratori”, si legge in una nota del Ministero dell’Interno iracheno.

Libano, 7 morti in raid Idf su area Beirut

Almeno sette persone sarebbero state uccise nei raid aerei condotti dai militari israeliani sull’area di Beirut, in Libano. Lo conferma il ministero della Salute libanese, mentre Israele ha riferito di aver colpito obiettivi di Hezbollah.

 

Mojtaba Khamenei scrive ai leader di Hezbollah: Continueremo a sostenervi"

La nuova Guida suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, avrebbe inviato una lettera al Segretario Generale di Hezbollah, Naim Qassem, promettendo che Teheran continuerà a sostenere il gruppo libanese. Ringraziando Qassem per la sua solidarietà, Khamenei ha lodato i “sentimenti di amore e lealtà” espressi dai combattenti di Hezbollah in un ” momento critico nella storia della resistenza”.

 

La Grecia si prepara

Secondo al-Jazeera, la Grecia si starebbe preparando – con esercitazioni navali – a eventuali attacchi iraniani.

 

 

Israele, oltre 800 raid dal 28 febbraio: "Gli attacchi mirati continueranno"

I militari israeliani hanno confermato che l’Aeronautica militare avrebbe effettuato più di 800 sortite operative dal 28 febbraio, impiegando circa 16.000 munizioni di diverso tipo. E specificano che gli attacchi “mirati” contro obiettivi del “regime terroristico” iraniano continueranno.

 

Houthi rivendicano terzo attacco contro Israele

I miliziani yemeniti filo-iraniani Houthi rivendicano un nuovo attacco missilistico contro Israele, il terzo da quando sabato sono entrati in guerra a fianco dell’Iran. Lo conferma il portavoce militare degli Houthi Yahya Saree in un videomessaggio. “Questa operazione è stata condotta congiuntamente con i nostri fratelli mujahidin in Iran e con Hezbollah in Libano”, rivela Saree.

 

Israele annuncia: "Ucciso un comandante genio militare Forza Quds"

Le forze israeliane (Idf) confermano di aver “eliminato” in Iran Mahdi Vafaei, capo del genio militare della Forza Quds dei Guardiani della Rivoluzione per il Libano, che in passato avrebbe portato avanti “progetti sotterranei in Libano e Siria”, sostenendo Hezbollah e il regime di Assad. Sarebbe stato ucciso nella zona di Mahallat, nel centro della Repubblica islamica, precisano in un post su X.

 

Israele, bambina di 10 anni in gravi condizioni dopo attacco missilistico

Una bambina di 10 anni sarebbe in gravi condizioni, mentre un tredicenne sarebbe rimasto ferito in modo lieve dopo un attacco missilistico contro Bnei Brak, nel centro di Israele, attribuito all’Iran. Lo riporta il sito di Haaretz citando il Magen David Adom, il servizio medico di emergenza israeliano.

Trump: "Accordo non necessario per la fine della guerra"
Trump su guerra in Iran - Adnkronos, 1 aprile 2026

Secondo Trump, non sarebbe necessario un accordo con l’Iran per porre fine alla guerra. “No, non sono obbligati a raggiungere un accordo”, le sue parole ai giornalisti alla Casa Bianca.

“Quando avremo la sensazione che siano tornati all’età della pietra e non saranno in grado di sviluppare un’arma nucleare, allora ce ne andremo, con o senza accordo“, afferma il presidente statunitense sostenendo che “ormai è irrilevante”. In serata è atteso un discorso alla nazione.

 

Emirati pronti a scendere in campo per forzare l'apertura di Hormuz

Secondo il Wall Street Journal, che cita in esclusiva funzionari arabi rimasti anonimi, gli Emirati Arabi Uniti sarebbero pronti a scendere in campo per aiutare gli Stati Uniti e altri alleati a forzare l’apertura dello Stretto di Hormuz. Lo scrive il Wall Street Journal citando in esclusiva funzionari arabi a condizione di anonimato. Qualora ciò dovesse accadere, gli EAU sarebbero il primo Paese del Golfo a unirsi alla guerra lanciata lo scorso 28 febbraio da Israele e Stati Uniti contro l’Iran.

 

Libano, ambasciata della Cina danneggiata

L’ambasciata cinese a Beirut è stata danneggiata in un raid aereo condotto da Israele nella zona di Jnah nella periferia sud della capitale libanese. Lo riferiscono i media libanesi. Pare che gli obiettivi di Israele si trovassero vicino alla sede diplomatica di Pechino e all’ambasciata dell’Oman. Non lontano ci sarebbe anche l’ambasciata iraniana.

 

Drone contro gli Emirati, un morto

Un cittadino del Bangladesh sarebbe rimasto ucciso da alcuni frammenti di un drone lanciato dall’Iran caduti su una fattoria nella zona di Al Rifaa e intercettato negli Emirati Arabi Uniti. Lo riporta l’agenzia di stampa Wam.

 

Colpita petroliera al largo del Qatar

Una petroliera è stata colpita al largo del Qatar da “due proiettili non identificati”. Lo rende noto l’Ukmto, l’agenzia britannica che si occupa della sicurezza marittima, spiegando che uno dei proiettili avrebbe provocato un incendio, poi spento, mentre l’altro sarebbe rimasto inesploso nella sala macchine della nave. Fortunatamente non si sarebbero registrate vittime né ripercussioni ambientali importanti.

 

Vasto incendio nell’aeroporto internazionale del Kuwait dopo un attacco condotto con droni dall’Iran. Lo riporta l’agenzia di stampa Kuna citando l’aviazione civile di Kuwait City. Nell’attacco sarebbero stati colpiti depositi di carburante. “L’aeroporto internazionale del Kuwait è stato sottoposto a degli attacchi con droni lanciati dall’Iran e dalle fazioni armati che lo sostengono”, si legge nella dichiarazione del portavoce dell’aviazione civile nazionale Abdullah Al‑Rajhi.

 

Le contraddizioni della strada verso la pace

Non c’è ancora la pace tra Iran e Stati Uniti. I raid continuano, così come le contraddizioni delle parti in campo. Trump da un lato si dice disposto a rinunciare alla riapertura totale di Hormuz, dall’altro minaccia di “scatenare l’inferno” qualora non si arrivasse a un accordo. Nel frattempo, ci sono diversi Stati che lavorano per arrivare almeno alla fase dei negoziati. Il Pakistan si sarebbe offerto di ospitare eventuali colloqui e avrebbe ipotizzato un piano in 5 punti assieme alla Cina. E si parla anche di presunti “colloqui segreti”, non meglio specificati, tra Iran e Giappone.

Cosa succede in Iran e nei Paesi del Golfo, le ultime notizie

Il 33esimo giorno dall’inizio dell’operazione Epic Fury di Israele e Stati Uniti contro l’Iran inizia con molta confusione sulle prospettive di pace. Da una parte l’Iran nega ancora i negoziati in corso con gli USA, dall’altra Trump sostiene che le cose stanno procedendo “molto bene”. Un momento l’accordo pare vicino, quello successivo delle minacce – dalla parte iraniana o da quella israelo-statunitense – fa temere l’ennesima escalation. In Libano continua il massacro e, nonostante i ripetuti appelli, i progetti di Israele contro Hezbollah, che si ripercuotono sui civili libanesi, vanno avanti.

Anche in Italia la guerra in Iran è stata al centro del dibattito nelle ultime ore. A scatenare le reazioni di politici e cittadini è stato il “no” del Ministero della Difesa all’uso della base di Sigonella. Nessun incidente diplomatico, nessun allontanamento tra USA e Italia. Semplicemente degli asset aerei statunitensi (forse non logistici, con ogni probabilità destinati a seguire il percorso verso Oriente) non avrebbero ottenuto il permesso di atterrare a Sigonella prima di ripartire perché il piano di volo sarebbe stato comunicato tardi, quando i mezzi erano già in volo. La vicenda ha riaperto il dibattito sull’uso delle basi militari sul territorio nazionale. Su questo la linea di Palazzo Chigi, però, rimane chiara: “L’Italia agisce nel pieno rispetto degli accordi internazionali vigenti e degli indirizzi espressi dal Governo alle Camere”. Niente autorizzazioni a operazioni non esplicitamente previste nei trattati, nelle modalità indicate da tali trattati, quindi.

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