La biblioteca “Angelo Marsiano” si trova in bilico sull’orlo della frana di Niscemi. Questo scrigno di sapere, uno dei granai di conoscenza più preziosi della provincia di Caltanissetta, rischia di precipitare nel vuoto. All’interno delle sue mura, oltre 4mila libri, mappe e documenti storici tessono la trama della memoria collettiva della città. Riflettono il lavoro di storici, scrittori e intellettuali che hanno consacrato la propria vita a mantenere accesa la fiamma del sapere locale. Tra questi, il professore Angelo Marsiano (1926-1993), eminente studioso siciliano la cui passione ha dato nome alla biblioteca che diviene oggi immagine simbolo del “memoricidio” in atto per mano dell’emergenza frana e dell’emergenza maltempo del mese scorso.
Il recupero di 400 beni archivistici
La premessa sottintende a un recupero praticamente impossibile. Eppure l’impossibile è accaduto oggi, grazie al lavoro dei vigili del fuoco guidati dal comandante Salvo Cantale. Per mettere in salvo i volumi dal precipizio, sono stati utilizzati strumenti tecnici specializzati come robot di ingegneria avanzata. Sono stati messi in salvo 400 libri, 30 opere del professore Marsiano e altri documenti di grande valore storico. I volumi sono stati riconsegnati alla famiglia Marsiano. Attualmente, è in fase di analisi la modalità di recupero dei 3mila volumi presenti nello scantinato della struttura. Un’area , questa, difficile da raggiungere per via dell’instabilità del terreno: le fondamenta dell’immobile sono seriamente compromesse.
Il sostegno del collettivo “Gli olmi”
La biblioteca di Niscemi non è mai stata sola: ha goduto della solidarietà di tutta l’intellighenzia siciliana che ha condiviso insieme ai cittadini lo sgomento e il terrore dell’emergenza frana e la preoccupazione delle sorti della memoria collettiva custodita all’interno di quell’edificio. Tantissimi scrittori, intellettuali e giornalisti siciliani, accentrati dall’appello che la scrittrice Stefania Auci ha esposto su Repubblica Palermo gli scorsi giorni, si sono mobilitati per sostenere la causa. Negli scorsi giorni, la scrittrice trapanese e gli scrittori a raccolta, hanno costituito il collettivo “Gli Olmi”, omaggiando le origini di Niscemi e la forte connessione di questi alberi frondosi con il territorio, strettamente legati al suolo attraverso le robuste radici. Il collettivo ha inoltre approfittato del caso mediatico su Niscemi per sensibilizzare più in generale l’opinione pubblica alla situazione in cui versano le biblioteche siciliane, spesso abbandonate e vittime di incuria.
La lettera dell’ICOM
Anche ICOM Italia nelle settimane scorse ha espresso la propria solidarietà attraverso un comunicato stampa rivolto alla cittadinanza del Comune di Niscemi, in un momento critico per la vita sociale ed economica della città. La lettera sollecitava inoltre all’intervento di recupero e poneva enfasi su come questo fosse un caso emblematico per volgere ancora una volta gli occhi alla sensibilizzazione della tutela del patrimonio culturale librario italiano, in alcuni piccoli comuni, purtroppo, a rischio estinzione.
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