Abbiamo contattato l’ex presidente Rosario Crocetta, in carica dal 2012 fino al passaggio di testimone a Nello Musumeci nel 2017, indagato dalla Procura di Gela nell’ambito della frana di Niscemi dello scorso gennaio. La risposta, dal presidente della Regione dell’unico governo di centrosinistra tra i quattro iscritti nel registro degli indagati, è chiara e sintetica: “Non mi è arrivato alcun avviso di garanzia, quindi non so, né capisco di che cosa sia accusato. Il mio governo ha stanziato ben 500 milioni per il dissesto, finanziando tutti i progetti segnalati. Riguardo a Niscemi non abbiamo ricevuto alcuna richiesta”.
Crocetta all’Adnkronos aveva aggiunto: “Ho appreso di essere indagato dalla stampa, non ho ricevuto alcun avviso di garanzia. Aggiungo che durante il mio mandato non sono arrivati progetti di consolidamento o segnalazioni di rischi che riguardassero Niscemi”.
Crocetta: “Non so di cosa potrei essere accusato”
“Non so fra l’altro di che cosa potrei essere accusato – prosegue Crocetta -, dal momento che quando io sono diventato presidente erano già trascorsi 15 anni dall’evento. Aggiungo che nessuno mi ha mai presentato un’idea, un progetto, una sollecitazione. Quindi di cosa dovrei rispondere? Di non avere fatto qualcosa di cui non ero a conoscenza?”.
Crocetta amareggiato
“Se mi dovesse arrivare l’avviso di garanzia e sarò interrogato spiegherò ai magistrati che non c’entro nulla”, dice ancora l’ex governatore che si dice “amareggiato” perché “sono stato il presidente della Regione che più ha investito sul dissesto in questi anni. Tutti i progetti presentati durante il mio governo sono stati finanziati. Ovviamente non potevo intervenire laddove nessuno mi segnalava niente e nessuno ha presentato richieste e progetti”.
Frana Niscemi, Schifani: “Ho sempre operato con correttezza, vado avanti”
Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha parlato in merito all’inchiesta della Procura di Gela sulla frana di Niscemi (Caltanissetta) che vede tra gli indagati anche i quattro presidenti della Regione siciliana in carica dal 2010 al 2026: Raffaele Lombardo, Rosario Crocetta, Nello Musumeci e appunto lo stesso governatore Schifani.
“Ripongo massima fiducia nel lavoro della magistratura, convinto che accerterà i fatti in tempi brevi – ha detto -. Affronto questa situazione con tranquillità, consapevole di aver sempre operato con correttezza e senso delle istituzioni. Vado avanti nell’espletamento delle mie funzioni con serenità e determinazione, anche in virtù dei risultati fin qui raggiunti”.
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