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Frana a Sutera, un quartiere “sospeso” e i timori: scattano le evacuazioni

Frana a Sutera, un quartiere “sospeso” e i timori: scattano le evacuazioni
Foto da Facebook – Carmelo Carruba Giarrizzo Rosalia

Diverse case del territorio del Nisseno sarebbero state dichiarate inagibili. In corso il monitoraggio.

Una frana ha colpito il territorio di Sutera, in provincia di Caltanissetta. Dopo le immagini terribili di Niscemi dello scorso gennaio, l’Isola assiste a un nuovo esempio della fragilità del territorio siciliano.

Frana di Sutera, cosa è successo

Secondo le prime informazioni, il territorio di Sutera – in particolare il quartiere Rabatello – sarebbe già da diverse settimane caratterizzato da eventi franosi. L’aggravarsi della situazione dopo l’ultima frana, avvenuta in via San Giuseppe, dove la strada sarebbe crollata a ridosso delle abitazioni, ha portato le autorità competenti a disporre l’evacuazione di diverse famiglie in via precauzionale. Secondo quanto riporta Rai, diverse case della zona sarebbero inagibili e si teme un allargamento del fronte della frana (con conseguenti ulteriori evacuazioni). Fra le persone costrette a lasciare l’abitazione ci sarebbe anche l’ex sindaco Giusi Catania.

Una storia che va avanti da tempo

La frana di Sutera non sarebbe un evento improvviso e inatteso, purtroppo, ma l’esito di anni di dissesto idrogeologico. Secondo il capo della Protezione civile Salvatore Cocina si sarebbe riattivata una vecchia frana. Naturalmente il monitoraggio delle autorità competenti è costantemente attivo per valutare le misure di prevenzione e sicurezza necessarie.

Il ricordo fresco di Niscemi e i timori

Impossibile, per i residenti del territorio interessato dalla nuova serie di movimenti franosi, non ricordare la vicenda di Niscemi. Un dramma che si è sviluppato sotto gli occhi di tutti, lasciando centinaia di sfollati senza casa, senza ricordi, senza strade. Su quell’evento – che ha cancellato un’intera area del centro storico – è in corso un’indagine, coordinata dalla Procura di Gela, che avrà anche l’obiettivo di fare luce sugli eventuali interventi preventivi non messi in atto dopo la precedente frana del 1997.

Il dibattito pubblico sul dissesto idrogeologico che ogni giorno mette a rischio intere porzioni di territorio siciliano, nonché paesi e borghi con storia e cultura pluricentenarie, nel frattempo non si spegne. E sempre più cittadini chiedono risposte e interventi risolutivi. In un’inchiesta del QdS dello scorso febbraio, a cura di Hermes Carbone, avevamo sottolineato come quello di Niscemi non fosse un caso isolato: a confermarlo i dati della mappa interattiva Idrogeo diffusa dall’Ispra, che parlava di un milione e trecentomila abitanti soggetti a rischio frane.

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