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Francesco De Gregori e il progetto Nevergreen (Perfette sconosciute)

Francesco De Gregori e il progetto Nevergreen (Perfette sconosciute)

“Dopo Tenco ho promesso a me stesso che non mai andato a Sanremo”

Milano, 26 mag. (askanews) – Un film, un album live, due nuove residenze e tanti altri live, il progetto “Nevergreen (Perfette sconosciute)”, dedicato alle canzoni meno conosciute di Francesco De Gregori, è nato con la residenza del cantautore al Teatro Out Off di Milano due anni fa.

“Per spiegarvi un po’ il perché di Nevergreen, intanto chiariamo che Nevergreen è un innesto un po’ maccheronico dell’inglese fatto da me. Evergreen sono le canzoni famose, quelle che rimangono nella storia. Nevergreen secondo me può voler dire le canzoni che non sono mai diventate famose e che forse mai diventeranno famose” dice il cantautore.

Da lì, è arrivato alla 82. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia con il film “Francesco De Gregori. Nevergreen”, di Stefano Pistolini, e nei cinema di tutta Italia distribuito da Nexo Studios. Il percorso prosegue nel 2026.

“Non è l’ennesimo biopic celebrativo, non un rituale film-concerto, piuttosto un film immerso dentro la sua musica. Quello che abbiamo fatto insieme io e Stefano Pistolini era rappresentare semplicemente un musicista e la sua band al lavoro. Al lavoro davanti al pubblico, a volte. Noi abbiamo suonato in un mese circa settanta canzoni, quindi molte le ritrovavamo all’ultimo momento nel pomeriggio. Sono venuti Zucchero, Jovanotti, Elisa, Ligabue, Malika Ayane, Gianni Morandi, Pacifico. Sono venuti in totale semplicità, accettando anche loro questo gioco dell’improvvisazione, del non perfetto, del non patinato. Questa è una cosa che mi piace dire: il film non è patinato. Quello che io vado cercando è un rapporto intimo con gli spettatori” ha raccontato durante la conferenza stampa a Milano per presentare il progetto proprio al teatro Out Off.

Il 16 ottobre 2026 uscirà “Nevergreen (Perfette sconosciute)” (Caravan, Friends & Partners / distribuzione Sony Music Italy), un disco live che restituisce al pubblico il meglio dell’esperienza vissuta al Teatro Out Off. Un modo di raccontare intimo e autentico, oltre 50 anni di musica che sono una pietra miliare nella nostra storia, anche se non ci sono nuovi brani, il perchè lo spiega lo stesso De Gregori. “Saranno circa dieci anni che non sento più l’ispirazione ribollire dentro di me. Una cosa che mi dispiace, ma non ne faccio un dramma. Tecnicamente sono in grado di scrivere una canzone anche in un pomeriggio se ho l’ispirazione”.

Questo non significa smettere di suonare: “Io posso continuare a fare concerti finché mi va di fare concerti anche se non scrivo canzoni perché comunque canto le canzoni che ho scritto che sono tante e questo mi permette di continuare. Questo mestiere in pensione non si va mai, ci si va perché o ti stanchi tu o si stanca il pubblico. Quando succederà una di queste due cose non mi vedrete più, ma non farò nemmeno un grande annuncio prima, semplicemente sparirò”.

Dopo il successo della residenza del 2024 (20 concerti dal 29 ottobre al 23 novembre), Francesco De Gregori tornerà questo autunno ad esibirsi live con “Nevergreen (Perfette sconosciute)”, una serie di concerti intimi che accompagneranno ancora una volta il pubblico in un viaggio attraverso le canzoni meno conosciute e i grandi successi del vasto repertorio del cantautore. Questa volta la residenza sarà doppia: dal 27 ottobre al Teatro Sala Umberto di Roma e dal 25 novembre ritornerà al Teatro Out Off di Milano. L’intimità dei due teatri creerà un’atmosfera ogni sera irripetibile!

Sempre capace di stupire, con eleganza e una punta di ironia, come quando ha scelto di fare un disco e due concerti con Checco Zalone: “Questo fa parte un po’ delle mie stramberie, come dicevo prima, di non essere proprio allineato alle regole del mainstream, perché chi si aspetta De Gregori quello serio che fa canzoni come Generale poi magari non può immaginarsi che faccia un disco con Checco Zalone”.

Ha raccontato la guerra e la società e dopo tanti anni le sue canzoni che sono sempre attuali: “Mi addolora tutto quello che sta succedendo adesso. Non voglio dire che questo l’avessi già previsto quando ho scritto Generale o Il vestito del violinista. Non c’era bisogno di prevederlo, bastava guardarsi intorno, uscire un po’ fuori dal nostro recinto dell’Europa per capire che il mondo comunque era coinvolto in guerre, massacri, ingiustizie e cose orribili. Quelle canzoni nascono allora e valgono purtroppo anche per adesso”.

Del suo no a Sanremo spiega: da giovane aspirante cantautore ho visto quello che è successo a Tenco e ho promesso a me stesso che non ci sarei mai andato”.

Di Alessandra Velluto