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Francia, Pierrakakis: fiducioso che percorso di bilancio sarà attuato

Francia, Pierrakakis: fiducioso che percorso di bilancio sarà attuato

Banche più capitalizzate e istituzioni più forti rispetto al 2010

Roma, 15 ott. (askanews) – “Ho fiducia che il percorso di bilancio proposto dal governo francese sarà attuato”. Lo ha detto il ministro dell’Economia e delle Finanze della Grecia e presidente dell’Eurogruppo, Kyriakos Pierrakakis, intervenendo al dibattito “Debate on the Global Economy: Forging Resilient and Dynamic Economies for the Future”.

“Vediamo differenze nei rendimenti obbligazionari, non vediamo frammentazione in Europa”, ha detto.

Pierrakakis ha richiamato l’esperienza della Grecia, dove quindici anni fa gli effetti dei mercati obbligazionari furono avvertiti direttamente. “Portiamo con noi un’esperienza nazionale. Ma, come ho detto all’inizio, siamo attenti, non siamo allarmati, perché ci troviamo in un contesto diverso”.

“Le banche sono molto meglio capitalizzate rispetto al passato. Abbiamo un quadro istituzionale diverso rispetto a quello del 2010 – ha spiegato. “Abbiamo un quadro di bilancio che gli Stati stanno applicando o, anche quando se ne discostano, tornano verso l’equilibrio”.

Il presidente dell’Eurogruppo ha comunque richiamato le difficoltà legate alla frammentazione geopolitica, agli elevati costi energetici e alle pressioni sui conti pubblici. “Il deficit medio dieci anni fa era dell’1,7%, ora è del 3,5%”, ha detto riferendosi all’Europa, indicando anche maggiori esigenze di spesa sociale e di investimento.

“Mettere in ordine i conti pubblici” deve accompagnarsi alle riforme, ha proseguito. “I mercati guardano alla vostra traiettoria di bilancio e, soprattutto in un contesto di rendimenti elevati, la osservano con molta più attenzione”. Occorre però “realizzare le riforme contemporaneamente”.

Accanto agli interventi nazionali, servono riforme comuni per rimuovere gli ostacoli interni al mercato europeo.

“La frammentazione in Europa è una tassa strategica”, ha detto Pierrakakis, richiamando un calcolo del Fmi secondo cui le barriere esistenti equivalgono a dazi del 110% nei servizi e del 40% nel manifatturiero. “Queste barriere devono essere rimosse”.