Funghi tossici e il caso a Catania, l'allarme del medico: "Non raccoglierli se inesperti" - QdS

Funghi tossici e il caso a Catania, l’allarme del medico: “Non raccoglierli se inesperti”

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Funghi tossici e il caso a Catania, l’allarme del medico: “Non raccoglierli se inesperti”

Giuseppe Bonaccorsi  |
mercoledì 21 Settembre 2022 - 18:49

Alcuni giorni fa in Sicilia un uomo che aveva ingerito funghi della specie Chlorophyllum molybdities, detti falsi "mazze da tamburo" è finito alla Rianimazione

Qualche giorno dopo le prime piogge autunnali spuntano fuori come funghi tutti i cercatori micologici, quelli esperti, ma soprattutto quelli non esperti che si credono, però, profondi conoscitori.

Così non passa anno senza che si verifichino intossicazioni che vanno dalle più lievi, che si superano con una attenta profilassi ,sino a quelle gravi e gravissime che possono portare anche alla morte.

Il caso a Catania

Alcuni giorni fa in Sicilia un uomo che aveva ingerito funghi della specie Chlorophyllum molybdities, detti falsi “mazze da tamburo” è finito alla Rianimazione dell’ospedale di Acireale per una severa intossicazione.

Se la profilassi va bene i paziente guarisce nel volgere di pochi giorni. Ma se va male si può arrivare sino al trapianto di fegato se non addirittura al decesso.

Ma oltre alla prevenzione, sulla quale insistono ogni autunno  tutti i centri micologici della penisola, quali sono le conseguenze per il corpo umano  se si ingeriscono funghi velenosi? Lo abbiamo chiesto al centro antiveleni di Pavia, punto di riferimento della Sicilia orientale da quando il “centro antiveleni” della Rianimazione dell’ospedale Garibaldi ha chiuso.

Il parere dell’esperto

“Intanto bisogna dire che esiste nei nostri boschi una vasta varietà di funghi non commestibili – spiega Valeria Petrolini, medico del centro antiveleni -. Ci sono funghi che possono causare semplicemente una sindrome gastroenterica, con vomito e diarrea, altri che possono determinare  sindromi di tipo neurologico, con allucinazioni, e, infine, funghi che contengono tossine estremamente pericolose che hanno come organo bersaglio il fegato.

Questi funghi non sono soltanto della specie amanita falloide, ma ci sono altre specie che contengono una tossina che si chiama amanitina che è molto dannosa. Queste tossine determinano nel soggetto delle epatiti tossiche che possono avere gravi conseguenze se non si arriva in ospedale in tempi rapidi e non si avvia una immediata profilassi farmacologica. A volte, purtroppo, anche con un trattamento adeguato l’intossicazione procede verso l’evoluzione più grave e in taluni casi  sino alla morte”.

Cosa deve fare un soggetto che si rende conto di essere rimasto intossicato?

“Allora, innanzitutto avrebbe dovuto affidarsi prima alla prevenzione. I funghi raccolti devono essere consumati solamente se vengono prima controllati da un centro micologico che si trova presso tutte le Asp della penisola. Se non fa questo percorso e si intossica, alla prima comparsa di sintomi che siano di tipo gastroenterico, a qualunque intervallo di tempo dal pasto, deve immediatamente consultare un centro antiveleni oppure recarsi in pronto soccorso. Una volta in ospedale saranno i medici ad applicare il trattamento più adeguato a secondo  di che genere di funghi sono stati mangiati. Bisogna ricordarsi anche che è bene portare in ospedale gli avanzi dei funghi che sono stati consumati per poter effettuare un riconoscimento micologico”.

I funghi che vengono acquistati nei supermercati, sia freschi che  surgelati, sono sicuri?

“I prodotti che si acquistano nei centri specializzati e nei centri commerciali sono tutti funghi che la procedura prevede siano stati tutti controllati all’origine. Ciò non toglie che ci sono delle persone che mal digeriscono i funghi commestibili o sono intolleranti e quindi posso avere ugualmente effetti tossici mangiando funghi non velenosi. Inoltre il fungo è un alimento che si deteriora molto rapidamente. Per cui se viene conservato in modo non corretto e consumato dopo tanti giorni può provocare sintomi anche se il fungo non è velenoso. Ma in questo caso non si tratta di sintomi gravi. Per cui è meglio stare attenti anche alla loro conservazione, come anche, per talune specie, alla loro preparazione. I chiodini, ad esempio, se non cotti correttamente posso produrre delle tossine termolabili e dare delle sintomi gastroenteriche anche severe.

Il fungo anche quello commestibile, è di per sé  leggermente tossico?

“Si tratta sempre di un prodotto difficilmente digeribile, quindi bisogna evitare di farne un consumo eccessivo e conservarlo e cuocerlo in modo adeguato”.

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