Milano, 17 apr. (askanews) – A Vinitaly 2026 G.D. Vajra ha scelto di usare il proprio stand non soltanto per presentare i vini aziendali ma anche come spazio aperto a università, associazioni e progetti del vino. Con il format “Via dei Sogni”, la famiglia Vaira ha costruito al Salone di Verona un programma di 29 appuntamenti tra seminari, degustazioni verticali, conferenze stampa e conversazioni, portando in fiera una formula inconsueta per uno spazio espositivo privato.
Per quattro giorni nello stand si sono alternati il Disafa, Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università degli Studi di Torino, Officina del Vento, progetto nato nel 2022 dalla collaborazione tra i Master of Wine Gabriele Gorelli, Andrea Lonardi e Pietro Russo, The Old Vine Conference, organizzazione fondata nel 2021 per tutelare i vigneti storici e promuovere una categoria globale per i vini da vecchie vigne, e Union des Gens de Métier, associazione che riunisce 23 produttori legati al mondo della fermentazione.
Il calendario ha affiancato alle verticali firmate della Cantina piemontese dedicate a “Barolo Ravera”, “Bricco delle Viole”, “Baudana” e “Coste di Rose”, una serie di incontri su temi che vanno oltre la singola azienda. Hanno trovato spazio la presentazione del corso di laurea in Viticoltura ed Enologia dell’Università di Torino, un approfondimento sul contributo della ricerca universitaria nello studio degli effetti del cambiamento climatico sui vini, gli appuntamenti con The Old Vine Conference sui vigneti storici, i momenti dedicati a Union des Gens de Métier e il racconto di Officina del Vento assieme al volume “Italianity”.
Il punto centrale del progetto non è stato soltanto il numero degli appuntamenti ma la scelta di condividere lo stand con soggetti diversi, accomunati da una sensibilità affine sul vino, sulla ricerca e sulla cultura. In un contesto fieristico in cui lo spazio espositivo resta di norma uno strumento di rappresentanza aziendale e relazione commerciale, G.D. Vajra ha provato a spostare l’attenzione anche sul confronto e sulla circolazione dei contenuti. “La bellezza si nutre di incontri, scoperte, gusto e condivisione” ragiona Giuseppe Vaira, che insieme con i fratelli Francesca e Isidoro rappresenta la seconda generazione dell’azienda vitivinicola, rimarcando che “‘Via dei Sogni’ è stato un luogo offerto dalla nostra famiglia affinché chiunque potesse scoprire e riscoprire la bellezza che nasce dalla civiltà e dalla cultura del vino”.
Un giudizio positivo è arrivato anche da Pietro Russo MW, fra gli ospiti coinvolti nel progetto. “Essere qui accanto alla famiglia Vaira, che ha compreso i nostri principi e ci ha sostenuti, è stato per noi motivo di grande soddisfazione. In un momento sfidante come quello attuale, condividere un percorso che vada oltre i personalismi e promuova valori come unione, trasparenza, sincerità e attaccamento al territorio è una scelta lungimirante. Ritengo che ‘Via dei Sogni’ sia un format davvero raro, che sarebbe bello poter diffondere”.
Fondata nel 1972 a Barolo, nel cuore delle Langhe, G.D. Vajra è un’azienda vitivinicola a conduzione familiare ed è fra le prime realtà del Piemonte certificate biologiche.Oggi l’azienda è guidata da Aldo Vaira insieme con la moglie Milena e i figli Giuseppe, Francesca e Isidoro. La Cantina è l’unica azienda italiana membro di Union des Gens de Métier, associazione nata alla fine del secolo scorso che riunisce 23 produttori legati al mondo della fermentazione, tra cui Eric Bordelet, Alex Croquet e Veronique Cochran.
Foto: Matthew Molchen

